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    • Argomento della discussione“La paura è il più antico sentimento umano...”
    • ...e la rappresentazione della paura, soprattutto quella effettuata sullo schermo cinematografico, è catartica, come aggiunge il compianto Lucio Fulci in questo piccolo frammento sonoro...
      ...e in questo genere probabilmente il maestro raggiunse il vertice della sua ars registica.
      Dopo “Luca il contrabbandiere”, geniale poliziottesco che ondeggia tra il noir alla Fernando Di Leo e l’horror-splatter (d’altronde l’anno prima aveva diretto il controverso “Zombi 2”), vedrà la luce (ca va sans dire) la “trilogia della morte”.
      In appena due anni (1980 e 1981) usciranno nell’ordine: “Paura nella città dei morti viventi”, “…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà”, “Quella villa accanto al cimitero”, pietre miliari del cinema efferato, caratterizzati tutti da uno straordinario tocco d’autore.
      Visionari, sperimentali, punto di riferimento per tutti coloro che si sono cimentati in questo tipo di rappresentazione filmica.
      Fulci rimanda alla funzione che nel teatro antico era chiamata a svolgere la senechiana “tragedia degli orrori” (quella di evocare e/o materializzare le paure più recondite e rimosse per farci confrontare con il lato oscuro di noi stessi) e la spinge fino al parossismo di una nichilista poetica della crudeltà artaudiana (in specie con “…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà” probabilmente il suo capolavoro).
      Nessun amante del cinema, dunque, può dirsi veramente tale se non conosce siffatti capolavori e...se non li (ri)guarda di tanto in tanto…
      Stasera, dunque, full immersion luciofulciana con:
      “Paura nella città dei morti viventi"

      In streaming totale: qui
      “…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà”

      In streaming totale:qui
      “Quella villa accanto al cimitero”

      In streaming totale:qui
      ...e nei commenti la colonna sonora di:
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 4
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 24 Aug 2010

    • Tags nick67 | Lucio Fulci | estate | pensieri | e la chiamano estate | estate vuota | surreal estate | estate 2010 | meniscosi | Daily Film | film per una non estate | streaming | megavideo | links rigenerati | Paura nella città dei morti viventi | …e tu vivrai nel terrore! L’aldilà | Quella villa accanto al cimitero | Fabio Frizzi
    • Views 40
    • Argomento della discussione“Sotto i raggi del sole”…Scampoli di Cinema “in stile balneare” al tempo d’estate...
    • Dimensione temporale o non-luogo psicologico?
      Che cosa è o rappresenta l'estate?
      Una cesura (sempre più breve) dell'io da un continuum produttivo – che invero non si ferma mai - o lo spazio della ricomposizione del sé tra ricordi, rievocazioni, pratiche ritualistiche, momenti di libertà individuale e di spensieratezza e il consumo del fantomatico feticcio che va sotto il nome di "vacanza"?
      Per un popolo circondato dal mare, compresso per più di due terzi tra risicate pianure e le coste, la stagione estiva non può che essere"balneare" (anche semanticamente) e il teatro in cui si mette in scena la sua stessa celebrazione è ovviamente "la spiaggia" e le sue estensioni: i lidi, i bagni, microcosmi umani esaustivi, metafore sempre più evidenti della "scatola sociale", di un'omologazione dei comportamenti e dei gusti inesorabile nonostante la frammentazione classista e le differenze economiche.
      L'estate come "tempo di vacanza", l'estate al mare su spiagge assolate, l'estate come rituale collettivo fu un fenomeno pressoché ignorato dal cinema italiano almeno fino agli anni '50.
      Il nostro popolo - si badi bene - continuava ad andare al mare: i luoghi della vacanza, però, erano semplici sfondi alla rappresentazione, incidentali, non necessari (all'economia del racconto) e non ancora, pertanto, soggetto/oggetto capace di evocare l'immaginario di un'intera nazione e di catalizzare l'interesse degli autori.
      Il cinema del ventennio fascista, ad esempio, fortemente dirigista, perbenista e propagandista, lungi dal poter considerare un qualsiasi luogo balneare soggetto cinematografico "moralmente decente", evitò con cura l'argomento vacanziero impegnato tra rivisitazioni storiche in costume e celebrazione conformista di ideali piccolo-borghesi (il cosiddetto cinema dei telefoni bianchi).
      Pertanto, le sequenze balneari de "La canzone dell'amore" (primo film sonoro italiano del 1930) di Gennaro Righelli o del popolare "La famiglia Brambilla in vacanza" (1942) di Carl Boese con Massimo Girotti sono casuali nel primo esempio o puramente decorative nel secondo...
      La caduta del regime, però, e glianni immediatamente successivi sono l'inizio di una fase nuova per il nostropaese che determinerà cambiamenti profondi di cui il cinema saprà essere degnorappresentante.
      La guerra ha azzerato tutto (convinzioni e ideologie comprese): gli sceneggiatori e i registi di una stagione culturale irripetibile per l'Italia sapranno descrivere le modificazioni di un popolo cogliendo le contraddizioni e la sofferenza nella rincorsa verso un benessere non privo di costi in termini sociali ed identitari.
      L'occhio della macchina da presa sarà il fondo in cui confluiranno centinaia di personaggi corrispondenti ad altrettante categorie umane e sociali: volti, corpi, gesti che comunicheranno forza, dolore, capacità di reazione e sconfitte. E' evidente, in tutto ciò,l'importanza che assumono i luoghi (le strade, le piazze, le chiese ed anche le spiagge) non più soltanto come oggetti d'uso e sfondi complementari alla narrazione ma soprattutto come segni, sintomi anche minimi, di una condizione antropologica più generale.
      E', dunque, "Domenica d'agosto"(1950) di Luciano Emmer, nel mutato clima, ad inaugurare - capostipite - una lunga serie di film balneari i cui esiti estetici, però, non saranno sempreconvincenti.
      Quest'opera ha il merito dicomporre quadretti graziosi (con storie che s'intersecano) nello stile leggero del cosiddetto "neorealismo rosa" (proprio di Emmer) esplorando i cambiamenti delle abitudini all'interno della famiglia, la perdita del senso dell'autorità paterna, l'emancipazione delle donne, il desiderio di una vita migliore scevra da pregiudizi e tabù.
      Lo spostamento verso il luogo di vacanza dei protagonisti anticipa le migrazioni oceaniche degli anni '60 e la condivisione di uno spazio comune balneare – la spiaggia – diventa elemento fondante di un processo di identificazione linguistica e culturale (L'Italia era un arcipelago di dialetti e di abitudini differenti): in questo senso il cinema sarà il motore principale (con la successiva televisione) di un lungo percorso di alfabetizzazione di massa in una simbiosi speculare tra schermo e platea.
      Alla fine degli anni '50 nasce,però, la commedia all'italiana, fenomeno epocale nella storia del cinema, che si nutre della disfunzionalità antropologica dell'Homo italicus (pensiamo allo straordinario "I mostri"). E' al contempo satira di costume, non sempre esplicitamente politica, dal forte impianto realistico con qualche incursione nei territori della storia oscura del nostro paese che, grazie al registro leggero,prevalentemente comico, sebbene puntellato d'amarezza, raggiunse quel gran pubblico che al neorealismo aveva quasi sempre voltato le spalle.
      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 12
    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 23 Aug 2010

    • Tags cinema | nick67 | estate | e la chiamano estate | estate vuota | surreal estate | cinema balneare | estate 2010 | meniscosi
    • Views 176
    • Argomento della discussioneDiary of forbidden dreams
    • La lesione del menisco posteriore destro il 5 agosto scorso ha determinato la totale sospensione di ogni attività fisica.
      Fluttuo in un limbo di ottusa ed irreale beatitudine determinata (probabilmente) dalla mistura di caldo (non mi piace adoperare l'aria condizionata), antinfiammatori e immobilità forzata, immerso nella (re)visione di film e nell'ascolto di musica da cui per fortuna mi allontanano di tanto in tanto gli affetti familiari.
      Il dolore è quasi passato ma...nell'attesa di un ulteriore controllo specialistico che, dopo ulteriore valutazione dello stato articolare e della risonanza magnetica (già effettuata) mi prescriva l'intervento (terapia chirurgica) o mi suggerisca un approccio (più) conservativo (fisioterapia)...occorre riposo e un attento centellinare dei gesti...dei movimenti...
      Da oggi mi piacerebbe partecipare voi, miei virtuali interlocutori, immaginari compagni del mio vagabondare mentale per le reti informatiche, delle visioni (più significative) di quei films che tengono vivo il mio (basso) tono dell'umore, alzano la soglia della mia attenzione, ravvivano in un qualche modo i miei fiacchi pensieri...e che m'impediscono di cedere alla tentazione dell'orrendo demone televisivo (peraltro debole durante la sciagurata stagione estiva)...
      ...
      Odissea grottesca in un mondo regolato dall'assurdo: lo sguardo ingenuo di Nancy, tra sonate mozartiane e movimenti schubertiani, su una realtà insensata in cui ogni atto (persino quello più sessualmente indecente) è pura coazione a ripetere, tentativo patetico e volgare di ingannare la spietata illogicità dell'esistenza.
      Il surreale non manca mai in nessuna opera di Roman Polanski ma in "Che?" trova il suo ακμή.
      E' disponibile in streaming su megavideo: qui
      E qui potete trovare qualche suggerimento per aggirarne i limiti...
      Buona visione...
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 3
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 23 Aug 2010

    • Tags nick67 | estate | pensieri | e la chiamano estate | estate vuota | surreal estate | estate 2010 | meniscosi | Daily Film | film per una non estate | Che? | Roman Polanski | streaming | megavideo
    • Views 53
    • Argomento della discussioneanna rosa pozzi in arte MOANA
    • A fine gennaio inizieranno le riprese - fra Roma e l’India - della miniserie televisiva prodotta da Sky sulla vita e la prematura scomparsa (parzialmente avvolta nel mistero) di colei che nel bene o nel male ha rappresentato - se non proprio un'icona - un fenomeno di costume nel nostro paese: la pornostar Moana Pozzi.
      Qualche mese fa Sky aveva dato vita al casting per reclutare - tra perfette sconosciute o attrici non famose - quella che sarebbe stata l'interprete.

      Successivamente, invece, la produzione ha deciso di rivolgersi a nomi con una esperienza professionale più consolidata (con relativo corollario polemico di quante tra le provinate hanno contestato questo cambiamento di rotta) e...alla fine le indiscrezioni giornalistiche vorrebbero che per la parte siano in ballottaggio tre attrici.
      La più "famosa" è senza dubbio Violante Placido...le altre due, invece, sono: Sarah Felberbaum, già interprete de "La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa" e Giorgia Wurth, già annunciatrice rai con una certa gavetta in ruoli minori tra cinema e teatro.
      Sky, che per alimentare il battage pubblicitario nè conferma nè smentisce i rumors, tra pochi giorni scioglierà le riserve.
      E voi..., così per gioco, chi vorreste fra:
      Violante Placido


      Sarah Felberbaum


      e la bellissima Giorgia Wurth?

      ...
      ***Comunicazione di servizio in aggiornamento al post***
      La mini serie televisiva è stato girata, montata e post-prodotta non più di due mesi fa e recentemente presentata durante la terza edizione del Romafictionfest a luglio, anticipandone la messa in onda (sempre su sky) di questo dicembre.
      Riepilogando: Moana=Violante Placido, Cicciolina (Ilona Staller)=Giorgia Wurth, Riccardo Schicchi=Fausto Paravidino, ha diretto il tutto Alfredo Peyretti
      Ecco il trailer:


      ...
      ***ATTENZIONE, ATTENZIONE: LA SERIE E' IN PERICOLO (si fa per dire)***
      I particolari nel penultimo commento del sottoscritto...

      ...
      ***ATTENZIONE, ATTENZIONE***
      L'istanza d'urgenza persentata dal legale di Ilona Staller, Luca Di Carlo, per la tutela del diritto di autore e di marchio sul personaggio "Cicciolina" quale opera dell'ingegno, non e' stata respinta dal tribunale di Roma....(segue nell'ultimo commento del sottoscritto)

      ...
      ***ATTENZIONE, ATTENZIONE: NEI COMMENTI L'INTERVISTA RESA DALLA PLACIDO AD ASIA ARGENTO SULL'ULTIMO GQ A PROPOSITO DELLA FICTION***

      P.S. La prima puntata molto POP-FUTURISTA. con qualche pecca..aspettiamo la seconda stasera :wink_smile:
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 32
    • Ultimo commento di bit
    • Ultima volta online 3 Dec 2009

    • Tags bellezza | televisione | nick67 | giovinezza | frivolezza | Moana Pozzi | fiction | Violante Placido | Sarah Felberbaum | Giorgia Wurth | sondaggi | eterno femminino | icona pop | icona tragica | tragedia
    • Views 2052
    • Argomento della discussioneFelicità
    • La notizia probabilmente (vi) sorprenderà perchè inaspettata.
      Sono diventato - da qualche giorno - padre - per la seconda volta - di una bambina: Claudia.
      Mi spiace di non aver dato in precedenza notizia dell'evento...se non a fatto compiuto.
      La mia reticenza era dovuta non di certo a motivi scaramantici (non credo a queste cose) quanto al preoccupato timore di annunciare qualcosa che avrebbe potuto avere un epilogo diverso e sfortunato.
      Timore fondato perchè dovuto al fatto che nel 2005 la precedente gravidanza della mia signora s'era drammaticamente interrotta quasi all'ottavo mese...causa gravissimi problemi di natura metabolica che non sto qui a dirvi.
      Con coraggio inferiore - forse - solo alla tenacia incosciente e, grazie all'aiuto di una valente equipe medica, abbiamo riprovato - che ci volete fare c'è qualcuno come io e lei che ha la vocazione genitoriale - e, incrociando le dita fino all'ultimo, nonostante svariate tribolazioni, siamo riusciti a realizzare il nostro sogno.
      Mia moglie e mia figlia stanno bene...io, ovviamente, sono molto felice ed indaffaratissimo alle prese con adempimenti (anche burocratici) di varia natura.
      Mi auguro che anche voi - che stimo e a cui voglio molto bene - siate partecipi della mia gioia e vogliate scusare il mio silenzio comprendendone le ragioni che lo hanno determinato.
      ...
      Quando si diventa genitori - in ogni caso - si offre agli amici qualcosa.
      Nel mio caso propongo voi quattro dischi interessanti che credo piaceranno a più d'uno.
      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 47
    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 19 Apr 2009

    • Tags Daily Song | nick67 | Felicità | pensieri | Migliori dischi 2009 | Claudia | Sogyumo Acacia Band | Melpo Mene | A.C. Newman | La bien querida
    • Views 522
    • Argomento della discussione"il cinema popolare è morto...abbiamo affossato tutto...ci è rimasta purtroppo solo la tv" (2)
    • Il cinema di genere - soprattutto quello italiano - non è stato solo trend passeggero (trend durato peraltro più di vent'anni) ma ha rappresentato un patrimonio di professionalità ed esperienze che ricollocato nella nostra contemporaneità e supportato economicamente potrebbe costituire davvero il punto di partenza per un rilancio della stanca cinematografia italica.
      Purtroppo, al nostro cinema (anche a quello d'autore in verità) non mancano certamente le idee o la volontà o gli attori quanto semplicemente...mezzi produttivi autonomi.
      A partire dagli anni '60 fino ai primissimi '80 nel nostro paese la quantità di pellicole girate ed immesse nel circuito delle sale era così elevata da consentire la totale autosussistenza del mercato cinematografico stesso: pertanto, gli incassi dei films - soprattutto di quelli più popolari - non solo erano sufficienti a coprire i costi di lavorazione ma consentivano anche ai produttori di rischiare investendo in giovani autori commercialmente meno dotati di appeal.
      Verso la metà degli anni '80, però, la situazione è profondamente mutata con l'avvento della televisione commerciale che ha non solo determinato il declino del cinema nel senso di un approccio differente alla fruizione "strictu sensu" di un film ma ha modificato soprattutto le modalità e l'ottica produttiva stessa.
      La forza economica della televisione (testimoniata, peraltro, dal fatto che persino la quasi totalità delle sale cinematografiche appartengono o alla galassia Mediaset o alla Rai tramite Cinecittà e l'Istituto Luce) è, dunque, l'architrave di una cinematografia (quella italiana) che orienta tutti i suoi progetti ai successivi passaggi sul piccolo schermo e alla vendita di spazi pubblicitari.
      Questo spiega perchè i più grandi registi di cinema di genere abbiano smesso di girare o abbiano realizzato scadenti fictions televisive in cui prevale l'auto-censura sulla sperimentazione (anche sgangherata ma vitale) del passato.
      Nulla lascia presagire un cambiamento di questo deprimente status quo: agli autori di maggior valore (penso al bergamasco Roger Fratter) non rimane altro, purtroppo, che l'home video o il mercato estero (soprattutto quello asiatico) dove l'interesse per il cinema di genere è in crescita.
      All'appassionato non resta che il culto nostalgico dei film degli autori di un glorioso passato (più o meno recente) o attraverso il recupero personale di vecchie opere o mediante rarissimi passaggi televisivi: con l'ausilio, dunque, di quel mezzo che ne ha impedito la prosecuzione e che ne ha anestetizzato gli stilemi estetici.
      Infatti, al solito impossibile orario (2,15) stanotte rete4 manda in onda, per la regista di Alberto De Martino, uno dei più stravaganti quanto interessanti esempi di horror degli anni '70: "Holocaust 2000"(1977).
      Il film s'inserisce nell'ambito del filone - così detto - esorcistico, ispirato dunque alla celebre opera di William Friedkin che fornì più d'uno spunto al cinema italiano, che De Martino aveva già affrontato nel '74 in maniera convincente ma didascalica con "L'anticristo".
      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 5
    • Ultimo commento di dvdblfr
    • Ultima volta online 3 Mar 2009

    • Tags cinema | Dj nepo | nick67 | cinema di genere | Roger Fratter | ennio morricone | Junkpuppet | Alberto De Martino | Holocaust 2000 | Gordiano Lupi | David Dansero | Laf anche tu dovresti
    • Views 134
    • Argomento della discussioneLe MondE EsT MerveilleuX
    • Antefatto
      Ho una grandissima stima di yoshi e...non solo perchè è un ottimo musicista e cantante vocalmente molto dotato.
      Di lui apprezzo soprattutto la squisita educazione espressione, senza dubbio, di un'indole gentile. Non sono smancerie le mie...piuttosto la presa d'atto che di tanto in tanto s'incontrano persone perbene (e il salottino ne è pieno...per fortuna).
      Non si può negare, in ogni caso, che yoshi abbia una spiccata attitudine pop e anche se - per mancanza di tempo - le sue segnalazioni sono centellinate, hanno molto valore.

      Indiepassion Quick Tweak
      Il post - qui - in cui il caro Nino evidenziava l'esistenza di un barbuto crooner - Wilfried* (con la stellina pensate un po') - suscitò la curiosità degli ice*pinkers più vicini a certe languide sonorità pop di marca francese.
      Nonostante l'aiuto dell'immenso David, l'infaticabile ufficiale cercatore d'oro del salottino, non fu possibile reperire - completamente - l'oggetto del desiderio e...il post scivolò, alla stregua dello stesso Wilfried*, nell'oblio delle voglie musicali insoddisfatte...
      Da qualche giorno, però, miracoli della rete, il disco in questione ha iniziato a circolare nei blogs specializzati e questo ci permette di ripare al torto...
      Duplice torto: quello che abbiamo subito, negandoci per distrazione l'ascolto di una delizia prelibata, e quello che abbiamo inflitto al suo autore...non inserendo la sua opera fra i migliori dischi dell'anno passato.
      Spero sia sufficiente posizionarlo nella futuribile classifica dei migliori dischi del 2009 e credo che, in fondo, l'operazione ci possa stare tranquillamente senza creare strappi al tessuto spazio-tempo (in fondo il disco è uscito alla fine del 2008...quando le playlists sono già chiuse).
      "D'Ailleurs" si compone di 15 tracce che descrivono in modo abbastanza esaustivo il variegato e bizzarro universo sonoro di Wilfried*...fatto di un impasto gradevolissimo di sonorità proto-gainsbourghiane, di psichedelia naïve, di vocalizzazioni che rimandano a Philippe Katerine - e che si avvitano di tanto in tanto in narcisistici arzigogoli - reso possibile dalla matrice elettro-synth-pop-so-eighties che è l'autentica cifra stilistica del nostro autore.
      Ironico e malinconico, morbido ma complesso, giocato tutto sul tema della dualità e della diversità, ruffiano e colto, colmo di citazionismi che abbracciano l'universo del pop d'autore francese (Hermann Dune, Bertrand Burgalat, Arnaud Fleurent-Didier che ha collaborato al disco)...in una sola parola: irrinunciabile.

      (segue nei commenti...)

    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 27
    • Ultimo commento di valbosky
    • Ultima volta online 18 Feb 2009

    • Tags Daily Song | Brano Serale | Dj nepo | nick67 | Serge Gainsbourg | Indiepop | pop | pensieri | Migliori dischi 2008 | arnaud fleurent-didier | wilfried* | yoshi | david | Migliori dischi 2009 | Philippe Katerine | Dansero borghese | melos popperiano inteso come pop e non come Popper | piacerà a Giucomeblu perchè a lei piace Gainsbourg | piacerà a tutti anche a Mastro Simon | piacerà a Benedetta perchè a lei piace Arnaud Fleurent-Didier
    • Views 1175
    • Argomento della discussioneGood Night Mr.Spetz and thank you for music
    • I tempi erano ormai maturi per l'ennesimo megapack...il megapost in formato famiglia che "vorrebbe" accontentare i gusti degli ice*pinkers.
      Ne avevo parlato anche con Mastro Nepo e se prendo un impegno con Filippo...
      Quattro ottimi dischi a tinte decisamente pop...comunque eterogenei ed esotici.
      Giovedì 22 gennaio scorso, invece, m'arriva la segnalazione di "It's Not The Band I Hate, It's Their Fans", già in passato ottimo dispensatore di chicche che magnifica "letteralmente" la release dello svedese Gustav Spetz il transfuga degli Eskju Divine...e con tutta sincerità - una volta completatone l'ascolto - evaporava qualsiasi pensiero di megaprolusione...
      Avanzava sempre più, al contrario, il desiderio di proporre a voi l'opera e...parlarne.
      Senza avventurarmi, come avviene sovente, in elucubrazioni iper-recensitorie (che sarebbero limitanti ed offenderebbero l'autore).
      Basterebbero, probabilmente, le parole di Bobby B:
      "This album is a study in pop music 101. It's the kind of music that, in a perfect world, would be on everybody's iPod and number one on every Billboard chart. Just about any of its 11 songs would make a strong single; the instrumentation is tight, the harmonies are invigorating and the production is strong".
      Questo disco è un capolavoro di siderale bellezza pop.
      Un concentrato di quanto meglio esso possa a voi offrire.
      Non è esagerato affermare che qui Beatles e Brian Wilson post Beach Boys s'incontrino per stringersi la mano e rileggere l'indiepop degli ultimi vent'anni.
      Gustav Spetz sa regalarci sia l'emozione della felicità che lo spleen in modo intenso e duraturo per la durata di undici gioielli in cui suona chitarra, pianoforte e violoncello.
      Sarà dura per chiunque scalzarlo dalla vetta dei più bei dischi indiepop svedesi degli ultimi anni.
      Poi...piacevolezze fortuite del caso: spulciando in giro per la rete alla ricerca di notizie mi accorgo che su "the passion of indie music" è stato postato il disco ed anche un'intervista al suo autore e che...34 persone lo hanno votato con la media altissima di 4,51 su 5...
      Forse non è tutto perduto...non siamo soli nella ricerca di qualcosa (la musica) che riscatti la nostra vita dalla volgarità oscena di questo mondo.

      ...segue nei commenti...
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 14
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 12 Feb 2009

    • Tags Mastro nepo | Daily Song | Brano Serale | nick67 | Indiepop | pop | svezia | Beatles | Migliori dischi 2009 | Gustav Spetz | Eskju Divine | tutti gli ice*pinkers più poppettari | tutti gli amanti della musica | Brian Wilson
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    • Argomento della discussioneBesT AlbuM 2008...in my mind
    • Credo che mai come nel 2008 siano stati pubblicati ottimi dischi soprattutto nel nostro paese.
      Da consumatore compulsivo e maniacale ne ho ascoltati tantissimi e quella che vedete è la mia (personale) classifica.
      Grazie per l'attenzione che avete mostrato durante questo anno per le mie proposte.
      Un ideale abbraccio a tutti.

      Extravaganze electro assortite e/o sperimentazioni talvolta classicheggianti e/o suoni duri e/o impuri e/o frequenze disturbate e/o elettricità e/o “party anticonformiste” danzanti:
      1) Mutyumu - Ilya
      2) Les Fragments de la Nuit - Musique du Crépuscule
      3) Uzi & Ari – Headworms
      4) Parenthetical Girls – Entanglements
      5) Bombay Dub Orchestra - 3 Cities
      6) Brazilian girls - New York
      7) Matmos - Supreme Balloon
      8) Hercules and Love Affair - S/T
      9) Hot Chip - Made in the dark
      10) Goldmund (Keith Kenniff aka Helios) - The Malady of elegance
      11) Hexes and Ohs - Bedroom Madness
      12) Nine Inch Nails, Halo 27 - The slip
      13) Resplandor - Pleamar
      14) I Hate This Place - Our Hearts Still Beating
      15) Low Motion Disco - Keep it slow



      ...segue nei commenti...
    • Post di nicola (nick67)
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 21 Dec 2008

    • Tags nick67 | Migliori dischi 2008
    • Views 517
    • Argomento della discussioneCronache portoghesi - Giudizi universali 2008
    • Il 2008 è stato musicalmente un’annata straordinaria. Premetto che il disco che ho ascoltato di piu’ è stato Darklands, un album del 1987 a firma Jesus and Mary Chain, seguito dalla discografia dei Cocteau Twins, che ho finito quest’anno, dei Cure (a proposito, a giudicare da quello che Smith ha pubblicato quest’anno, mi viene solo da piangere a pensare al nuovo disco), degli Estra, da 17 Re, da Universal Audio, da Hate, da Transatlanticism e da altro che non mi ricordo.
      In ogni caso ho avuto tempo di ascoltare piu’ di 100 album, persino hip hop, R’N B (mio malgrado, ho anche scoperto che nek è quotatissimo all’estero) e i nuovi dei Metallica e dei Gun’s’n Roses, dio abbia pietà delle loro anime, ed ore intere di gothic metal.
      La classifica si limita solo ai dischi che effettivamente hanno catturato la mia attenzione. Mancano i Bauhaus, autori di un album sinceramente troppo brutto perché l’amore potesse rendermi cieco e farli inserire di sbafo, e gli Afterhours, perché Manuel Agnelli ha fatto un album insignificante, e dopo non aver mai e dico mai sbagliato nulla nel corso della sua carriera, e dopo le iene, che, la Storia mi darà ragione, si rivelerà il disco piu’ importante della loro discografia, un giro a vuoto se lo poteva permettere e non gli si doveva chiedere tanto. Non gliel’ho chiesto e Agnelli rimane un genio.
      Ma ne ho fin troppe da dire, e quindi ecco le classifiche.

      1. Primal Scream – Beautiful Future.
      Al liceo avevo un compagno, che tra le altre cose è ancora uno dei miei migliori amici, che non studiava niente, aveva voti bassi in tutte le materie e ogni anno rischiava la bocciatura.
      Aveva pero’ un talento incredibile in matematica: quando quelli che oggi sono diventati ingegneri o si sono appunto laureati in matematica con 110 e lode si arenavano di fronte al problema, dopo averle provate tutte, dopo aver abbandonato anche l’ultima speranza di superare quell’invalicabile muro eretto di fronte all’incognita, arrivava lui, che non aveva mai aperto un libro in vita sua, e districava la matassa come se fosse la cosa piu’ semplice del mondo in pochi secondi, solo in virtu’ del suo talento innato.
      Ecco, tutto cio’ che quest’anno viene dietro i Primal Scream è rappresentato da quegli ingegneri che si azzuffavano e perdevano ore ed ore sui libri per raggiungere un’eccellenza che, da vera chimera, mai hanno nemmeno intravisto, mentre gli scozzesi, con il loro talento astronomico, hanno letteralmente polverizzato 3 anni di avanzamento musicale nel giro di pochi mesi.
      Beautiful Future è un album stratosferico, solido, inattaccabile, immortale ai limiti dell’incredibile. Batterie controtempo, chitarre perfette, elettronica dipinta, testi naif o piu' impegnati, tracce melodiche indimenticabili, qualche accenno noise e qualche scappatella anni '80 come nel loro stile. Immensi. Ridicolizzati tutti i gruppi pop in attività, in 11 tracce piu’ una da scaricare on line.
      L’anno scorso è bastato poco, quest’anno ci voleva troppo per stare al primo posto: i Primal Scream sono gli unici ad essere riusciti a fare ancora di piu’.

      2. Helio Sequence – Keep your Eyes Ahead.
      Una prova straordinaria, una band in progressione dirompente da troppo tempo perché non confermasse niente più niente meno quello che mi aspettavo e che ci si aspettava da loro; un album impressionante, melodico, elettronico, a volte addirittura folk, e meno oscuro degli episodi precedenti. Una forte svolta pop. Lately e Halleluja sono tra le canzoni più belle scritte negli ultimi tempi, 10 pezzi senza neanche una sbavatura. Eclettici e costanti: consacrati, entrano di diritto nella storia della musica con un disco che è un lasciapassare eterno, e che, ne sono certo, non conoscerà limiti di tempo.
      3. Autumn’s Grey Solace- Ablaze.
      Cinque album in sei anni, e sono sempre qui ai primi posti, e se non fosse per l’eccellenza inaspettata di chi li ha preceduti, non starebbero a guardare nessuno dal basso, ché i capoclassifica di quest’anno ci han messo quasi venti anni per ripetersi, mentre gli AGS non hanno mai smesso di crescere, di coltivare l’eredità shoegaze, di onorare i Cocteau Twins, di perpetuare suoni, emozioni, tradizioni. Forse Ablaze non ha la magnificenza di Shades of Grey (che avrebbe vinto nel 2006 se avessi pubblicato la classifica), ma sa essere pop senza le (poche) sbavature di Riverine (2005). Ho scritto che dovrei cercare parole mai dette per descrivere, per l'ennesima volta, l'incanto straordinario della piu' ispirata band shoegaze degli ultimi 10 anni. Non ne vale la pena: una nota cantata da Erin Welton vale piu’ di mille romanzi e altrettante mie seghe mentali.
      (continua nei commenti)
    • Post di Junkpuppet
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    • Ultimo commento di Junkpuppet
    • Ultima volta online 14 Dec 2008

    • Tags Portogallo | Pornogallo | nick67 | classifiche | classifiche 2008
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    • Argomento della discussioneCronache Portoghesi
    • Nel tentativo, rivelatosi efficace, di liberarsi di serali compagnie lunatiche, ieri si è noleggiato un film; la confusione che derivava dal disordine (nostro mentale e) molto portoghese di una videoteca in pieno stile anni ’80 (e te pareva) ci ha indotti a chiedere lumi al titolare, un tizio inizialmente –stranamente- antipatico (causa nostro sotaque).
      Un ragazzoalternativodeimieicoglioni si reca al bancone, restituendo la copia di tale Hard Candy.
      Il titolare, tanto gentile (con lui), lo guarda stralunato "da togliere il respiro".
      Occazzo, lo vogliamo pure noi.
      "Non so, non so se vi piace, è terrore".
      Cristo, mi dico, sto rivivendo The Ring: ma in 7 giorni ho il tempo di tornare a Viseu, e comunque la prossima volta che mi ubriaco muoio… E allora si noleggia.
      "É só em inglês com legendas portuguesas";
      e io in che lingua ti sto parlando?
      Alla fine ci dà sto film.

      Una produzione indipendente, di tale David Slave, un po’ fuori tempo massimo (il film è uscito l’anno scorso), ma un delirio pazzesco e una lucida follìa da inchiodare alla poltrona fino alla fine.
      Praticamente a budget vicino allo zero, girato quasi interamente in una casa dai colori mutevoli e ambiente ovattato; a questo proposito, la scenografia è eccellente, calzando a pennello il rosso fuoco nei momenti di ansia più profonda, il rosa "sporco" dello squallore interiore del protagonista, il verde scuro della tortura psicologica e non.
      I dialoghi sono serrati e perfetti, ricostruendo una storia allucinante che si compone scena dopo scena lasciando increduli – una tendenza ormai diffusa, ma che gradisco e che sono felice si stia sviluppando nella filmografia attuale; inquadrature intense e recitazione dei due protagonisti eccelsa.
      Perché eccelsi sono, Ellen Page (paurosamente somigliante a Martina) e Patrick Wilson: la ragazza si fa notare più del coprotagonista, e anche se il culmine si raggiunge a 1:00.00 precisa precisa, in precedenza la finta recita di innocenza, mentre sta recitando il copione, è qualcosa che o lo si vede, o non ci si crede. Un raro cammeo.
      Colonna sonora ancor più minimale dell’intero film, chiusura con Elephant Woman dei Blonde Redhead, secondo pezzo di tutto il lungometraggio.
      Strapremiato a ragione.

      Il videotecato antipatico la sapeva lunga.
      (Vorrei che nick lo guardasse, e in ogni caso solo pingu mi potrà capire fino in fondo).
      Qui, una bella recensione.

      Nota a margine: chi avesse voglia, o a chi capitasse la ventura di guardare la pellicola, si ricordi che il protagonista si è probabilmente macchiato d'omicidio.
      Il mio comportamento solito rimane immune da ogni accusa, sono innocente e limpido come il vestito della prima comunione.
    • Post di Junkpuppet
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    • Ultimo commento di i barbari
    • Ultima volta online 22 Mar 2007

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