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    • Argomento della discussionecinema bis


    • idee regalo per natale?

      Curato degli ideatori e fondatori di Nocturno, Manlio Gomarasca e Davide Pulici, questo volume si propone di offrire ai lettori una degustazione dei sapori cinematografici più strani, particolari, speziati e piccanti che può possedere quell'invitante banchetto che chiamiamo cinema bis. Il bis non è – o non è solo – spettacolo di seconda scelta, povero, coatto, pecoreccio, volgare e copione. Con questa nostra antologia governata da un ordinato caos e da una schizofrenica razionalità, intendiamo dimostrare che il bis è spessissimo qualcosa all’avanguardia, che rompe gli schemi e ne collauda di nuovi, dotato di una improntitudine, vitalità e creatività infinite, anche all’interno di generi stereotipato. Il bis è oltre i generi, un cinema al quadrato, doppio, che possiede anche gli autori e li determina. E’ come un brigante da strada che può assalire all’improvviso, sbucando da dietro un angolo che si credeva di conoscere. E’ proteiforme, furbo, cattivo, capace del peggio e del meglio allo stesso tempo. E’ soprattutto un cinema intimamente libero, che acquista vita propria affrancandosi dalle intenzioni e dai limiti di chi lo fa. Il bis è ciò che è e perché è. Come Dio. La piccola cineteca degli orrori: un’opera da leggere e soprattutto in cui perdersi, seguendo il filo rosso delle parole e delle immagini (fotografie, locandine, sequenze perdute...). Può darsi che i film che abbiamo selezionato non sarebbero piaciuti ai Lumière, ma di sicuro avrebbero riempito gli occhi al loro rivale George Méliès
    • Post di dj nepo
    • Commenti 2
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 5 Dec 2009

    • Tags nocturno | cinema bis | la piccola cineteca egli orrori | libri culto
    • Views 76
    • Argomento della discussionenocturno dossier
    • imperdibile il dossier di nocturno di questo mese:
      --------------------LE FARO' DA PAPI------------------------
      ***** GUIDA AL CINEMA DI LOLITE E PIGMALIONI *****



      (a cura di Manlio Gomarasca)
      Introduzione
      Perché Cesare Lanza scrisse Nenè

      Catherine Spaak
      Alberto Lattuada
      Ugo Tognazzi

      La Bambolona
      Le chiamavano bambine
      Appassionata
      La svergognata
      La sbandata
      La seduzione
      Il corpo della ragassa
      Il corpo dell’anima
      Un gioco da ragazze

      Filmografia
    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di dvdblfr
    • Ultima volta online 20 Oct 2009

    • Tags cinema | nocturno | dossier | papi
    • Views 67
    • Argomento della discussioneIl Concorso del Conte
    • La mostra del cinema di Venezia (appena conclusa: qui i premi ) nel giudizio - rilasciato qualche ora prima delle celebrazioni ritualistiche finali - del nocturniano Andrea Bruni.
      Divertente, brillante e arguto come sempre...
      Si parte con i migliori e si termina con i...

      A single man di Tom Ford.
      Esordio strepitoso del Sommo Stilista. Che usa tutte le frecce al proprio arco per inscenare il canto di morte forgiato da Isherwood: di rado nel cinema il Desiderio (e la violenta fine del suddetto) son state inscenate con tale sconvolgente perfezione. Se non danno la Coppa Volpi a Colin Firth bisognerà pagare la Triade di Shangai per aver la testa di Ang Lee. Voto: 9

      Life during Wartime di Todd Solondz.
      “Happiness” dieci anni dopo, con tutti gli attori cambiati, secondo la legge dei palindromi. Tutto ciò che rantola e gorgoglia dietro le linde tele di Norman Rockwell e del suo Sogno Americano. Voto: 9

      Lourdes di Jessica Hausner: La sorpresa del concorso. Il film più cattivo degli ultimi anni, girato con implacabile (apparente) neutralità teutonica. Sferzante ed irriverente, “Lourdes”, grazie al potere della polisemia e (e con un rosario di “segni” quasi subliminali) ha talmente cammuffato la sua natura di pamphlet che i cattotalebani non sapranno come attaccarlo. Geniale. Voto: 9

      Bad Lieutenant & My son, my son what have ye done? di Werner Herzog.
      Lasciam stare l’abusatissimo epiteto di “remake”, anche perché qui siam dalle parti del ready-made duchampiano. Un rinato Herzog gioca con i generi e li decostruisce divertendosi (e divertendoci!) un mondo. Prima col clichè del poliziotto corrotto (che nelle sue mani si tramuta in una sarabanda ipnagogica che mischia la mescalina con Frank Capra) e poi col “clichè” del “good morning killer” che egli, a braccetto con David Lynch, centrifuga facendo convergere il suo erratico immaginario “Sturm und Drang” con i nani di Twin Peaks. Che energia. E quante risate. Voto: 8 ½ all’operazione in toto.

      Yi Ngoi di Soi Cheang.
      Iil brutale, talentuosissimo, Soi Cheang (“Dog bite dog”), incontra Johnnie To, e crea il miracolo: un noir raggelato, elegantissimo, che ridà onore al Noir hongkonghese, senza tradire i clichè ma con una stratificazione semantica che gli fa onore. Inchiniamoci a maestri d’Oriente. Voto: 8 ½

      Capitalism: A Love Story di Michael Moore.
      Moore è il Mozart della mitragliatrice e questo forse è il suo doc più “necessario”, come si diceva una volta. Straordianri sia l’uso degli insert che quello del suo corpaccione da slapstick comedy. Voto:8

      Lebanon di Samuel Maoz.
      Dall’Iran un film sussultante, tutto cuore e stomaco, che sembra una scommessa cinematografica alla Hitchcock: gli orrori dell’eterno conflitto, vissuti tra le umide pareti di un carro armato. Maoz, che fu carrista a 20 anni, usa il Cinema al posto della poltroncina dell’analista, e sa, con maestria, prenderci per i capelli e condurci nel suo incubo. Voto: 8

      Soul Kitchen di Fathi Akin.
      Al penultimo giorno di Festival un film come quello di Akin corre il rischio di apparir come manna da cielo. Commedia benedetta da una ottima sceneggiatura e da un rosario di caratteri azzeccati, macchina-cinema di esibita vacuità, “Soul Kitchen” si è beccato l’applauso più lungo e sincero alla proiezione per la stampa. Senza alcun entusiasmo, ma grazie. Voto: 7.



      (...continua nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 9
    • Ultimo commento di benedetta
    • Ultima volta online 16 Sep 2009

    • Tags cinema | nocturno | Venezia | surrealismo | Andrea Bruni | mostra del cinema 2009
    • Views 228
    • Argomento della discussioneLascia che io pianga
    • Così parlò Andrea Bruni...quando l'esegesi si trasfigura nel lirismo:
      "Mentre mi scorrevan dinanzi agli occhi le dolenti, bellissime, immagini del Prologo di “Antichrist”, in un puro “stream of consciousness” mi son riafforate alla mente le tele di Leon Spilliaert, simbolista fiammingo tormentato per tutta la vita da un feroce forma di insonnia che lo costringeva a vagar nottetempo per vicoli deserti alla ricerca di una straziante ispirazione che poi trasfigurava nei suoi vorticosi arabeschi, perennemente in sentor di Morgue…
      Anche l’ultima opera di Lars Von Trier, così orgogliosamente imperfetta, irta di crasi e scorci sull’abisso, è stata forgiata all’Ora del Lupo, quando le certezze vacillano e i demoni bussano alla porta.
      E di questo dobbiam ringraziare Lars Von Trier che, abbandonate le trine di Narciso, ha preferito ad esse la ruvida tunica dell’autodafè.
      Spilliaert, col groppo in gola, per tutta la vita ci ha mostrato le sue ectoplasmatiche “Belle Dame Sans Merci”, vessilli di una femmilità ctonia e (per fortuna?) irraggiungibile, e Lars Von Trier, dopo doloroso calvario, tenta di liberarsi dei propri fantasmi, fantasticando di una Eva e di un Adamo, irrisi da un Dio beffardo e crudele, burattinaio sadico che par aver forgiato i propri figli solo per inscenare il più tragico dei Kammerspiel.
      O per una naumachia con Mammona, che par aver vinto la prima sfida, come ci suggerisce la Volpe, in uno scorcio bellissimo, degno del terribile Alfred Kubin (il Simbolista delle Agonie) e che ha fatto sghignazzare solo i poveri di spirito.
      Parole gettate sulla carta con l’impeto irrazionale dell’amante dopo il primo appuntamento: sarà il caso di tornar a mente più riposata su questa opera “totale” di devastante fisicità che - sia lode al Danese - è stata forgiata con le scabre tinte con cui, solitamente, dipingiam i sogni più bui."
    • Post di nicola (nick67)
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 8 Jun 2009

    • Tags cinema | nocturno | surrealismo | Andrea Bruni
    • Views 97
    • Argomento della discussioneIl teatro dei vampiri
    • In equilibrio fra ironia e dandismo: il blog della graffiante, surrealista penna di "nocturno" Andrea Bruni da qualche tempo arricchitosi dell'imprescindibile "vampire guide".
      Gemme di cinema "altro" in cui sublime rifulge l'oscura bellezza dell'(h)orrore...

      "Bello come l'incontro casuale di un ombrello e di una macchina da cucire su di un tavolo operatorio"



      "la sua vita cambierà al Ginnasio per colpa di Enrico Ghezzi che presenta un epico ciclo di visioni notturne (Freaks, Simon del deserto, Il corridoio della paura): una vita rovinata.
      Per "venerare" il cinema ne ha fatte di tutti i colori: organizzare rassegne nei più remoti anfratti di montagna; scrivere un paio di libri che han venduto meno dell'autobiografia di Iva Zanicchi; impegnare i gioielli di famiglia per farsi mandare dal Giappone i dvd di Takashi Miike.
      Queste le cose che si porterà nella tomba: l'opera omnia di David Lynch, "Viale del tramonto" di Billy Wilder, "I canti di Maldoror" di Lautréamont, "Murder Ballads" di Nick Cave e l'autografo di Fabrizio de Andrè."
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 13 May 2009

    • Tags cinema | nocturno | cinema di genere | surrealismo | Andrea Bruni
    • Views 86
    • Argomento della discussioneIL RASOIO E LA LUNA
    • "..Ma noi abbiam scavato nella carne rossa del suolo, tra vescovi putrefatti e giardini in fiamme per riportar alla luce il sonno dei viventi che fa impallidir le stelle.
      Questo dossier è terribilmente di parte: non troverete spazio, quindi, per l'odiatissimo Jean Cocteau, la "bestia da abbattere" (parola di Aragon), considerato dai surrealisti un laido vetrinista, un imbonitore sa salotto, colpevole di aver tramutato l'automatismo psichico in una curiosità da rotocalco scandalistico.
      Questo dossier accarezza il Movimento Panico ed i suoi Paladini, come punto di non ritorno del Surrealismo.
      Questo dossier n'est pas un pipe.
      Questo dossier guarda ai paesi dell'Est con lo stesso compulsivo entusiasmo col quale i surrealisti sbirciavano nell'Enfer delle Biblioteche, alla scopertà di atrocità e tesori dementicati.
      Questo dossier fa tremare le ombre.
      Questo dossier si dimentica, a malincuore, del "Neo-Sensazionalismo", compulsivo movimento d'avanguardia giapponese, nato quasi contemporanemente col Primo Manifesto di Breton.
      Questo dossier venera la Bellezza, che non può essere tale se non è COMPULSIVA."

      E' IN EDICOLA...IMPERDIBILE COME SEMPRE E PIU' CHE MAI:


      (...segue nei commenti...)
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 4 May 2009

    • Tags cinema | nocturno | surrealismo | cinema surrealista | movimento panico
    • Views 127
    • Argomento della discussionela stagione delle streghe
    • in allegato al nuovo nocturno.

      È opinione condivisa che l’horror italiano nasca con il film di Riccardo Freda del 1956 I vampiri. Nel saggio dedicato alla pellicola presente in questo dossier si mette in discussione tale affermazione, ma il nostro tentativo di confutazione non sposta la data di nascita del nostro cinema dell’orrore molto più avanti. Tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio del decennio successivo produttori e registi scoprono l’horror gotico e, almeno fino agli inizi degli anni ‘70, sui nostri lidi il cinema della paura troverà espressione eminentemente in castelli, nebbie e dark lady evanescenti. L’epopea del gotico italiano si consuma quasi sottotraccia, schiacciata prima dall’ipertrofia del western e, più tardi, dall’ultramodernità del giallo argentiano. Ciononostante l’horror gotico italiano è una realtà creativa, produttiva e commerciale rilevante nel cinema popolare degli anni Sessanta.

      (dossier a cura di Riccardo Fassone)

    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 30 Mar 2009

    • Tags nocturno | cinema di genere | dossier | streghe | horror gotico
    • Views 121
    • Argomento della discussionegiovani, burini e disoccupati
    • davvero troppo interessante il nuovo dossier dell'ultimo numero di nocturno (ora in edicola) dal titolo giovani, burini e disoccupati (guida alla teen comedy italiana).

      consigliatissimo. anzi, da non perdere.



      Concepire un dossier come questo non è stata impresa facile. Il tutto nasceva dalla constatazione che il cinema di genere italiano come noi lo intendiamo e amiamo non esiste più. Questo però non significa che oggi in Italia non ci siano “altri generi” che meritano di essere considerati tali. Ed essere considerati tali significa:

      1. Incasso al botteghino

      2. Filiazione di prodotti similari

      3. Creazione di idoli e tendenze

      Sicuramente la teen comedy moderna, come ha più volte sostenuto Marco Giusti, è l’unico genere che soddisfa appieno tutte queste richieste. Anzi è l’unico genere che oggi l’italietta dell’era berlusconiana conosce e partorisce. Non solo, proprio come i grandi generi del cineama italiano è stato pure omaggiato di una parodia, Ti Stramo (2008) di Pino Insegno. Diventa quindi un dovere per una rivista come Nocturno, pensata inizialmente come magazine dedicato al solo cinema di genere italiano, affrontare la spinosa questione. “Spinosa” perché, per “quanto genere”, queste pellicole non conservano manco il ricordo di quel glorioso cinema che ci invidia mezzo mondo. I Vaporidis Movie, diciamoci la verità, non vanno certo al di là di Frascati e il resto dell’universo ne ignora addirittura l’esistenza (fatta eccezione forse per L’ultimo bacio riletto dagli americani). Quindi, come concepire un dossier che non diventasse un gioco al massacro nella sistematica distruzione di ogni pellicola appartenente al filone? Come poter analizzare un fenomeno che, per quanto discutibile, presenta un proprio fascino da territorio inesplorato (visto che nessuno si è mai sprecato in un’analisi più che sommaria), senza cadere nella facile retorica del bello o brutto?

      Semplicemente abbiamo deciso di tornare alle origini. Di offrire uno studio articolato in saggi e non solo in schede e di provare a rivendicare una tradizione al genere. Quello che alla fine abbiamo scoperto interessarci è la mutazione del fenomeno attraverso i decenni (Sessanta, Settanta, Ottanta, Novanta e Duemila), analizzare l’evoluzione della teen comedy italiana a seconda delle mode e del clima sociale che la generava dettandone temi e canoni estetici (o forse è il cinema che viceversa influenzava la vita reale?). Era un modo anche per toccare quel tipo di commedia scollacciata degli anni Settanta che Nocturno non ha mai analizzato a fondo nel corso degli anni... Il risultato è un dossier anomalo che contrappone Riccardo Scamarcio ad Alvaro Vitali, che paragona le tette di Gloria Guida a quelle di Cristiana Capotondi, che rivendica il primato di Massimo Ciavarro su Raoul Bova. Un dossier che segue i ragazzi italiani nelle discoteche, nelle scuole, in vacanza costatando che, nonostante il trascorrere dei decenni, i giovinastri restano quelli di sempre: svogliati, arrapati e molto, ma molto sfigati. Certo negli ultimi anni si sono forse un po’ più incupiti.
    • Post di dj nepo
    • Commenti 8
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 15 Nov 2008

    • Tags | nocturno | cinema bis | dossier | teen movies
    • Views 133
    • Argomento della discussioneil punto G.
    • nel nuovo numero di Nocturno, attualmente in edicola, suggestivo dossier dedicato a Enzo G. Castellari.

      un estratto:

      «Castellari ha fatto diversi film che potrei definire “veloci”, non troppo impegnativi, tipo 1990 I guerrieri del Bronx, che imitavano successi come Mad Max. Ma per me, lui rimarrà sempre il regista che ha saputo dirigere Franco Nero nel migliore dei modi. Il film di Castellari che preferisco - e che penso sia uno dei migliori esempi di exploitation all’italiana - è però The Inglorious Bastards: ci sono i soldati americani condannati a morte, durante la Seconda guerra mondiale, che scappano cercando di arrivare nella neutrale Svizzera, le battaglie coi nazisti...». Parole di Quentin Tarantino, che cito avendo sotto gli occhi un vecchio, anzi vecchissimo numero di Nocturno, risalente alla prima metà del 1996, nel quale appunto pubblicavamo una libera serie di considerazioni con le quali il regista di Pulp Fiction disquisiva randomicamente su tutto lo scibile dei generi italiani e dei loro autori. Tarantino sarebbe venuto a Venezia otto anni dopo a ribadire i medesimi concetti.

      Il 1996 fu anche l’anno nel quale per la prima volta entrammo in contatto, fisicamente, con Enzo G. Castellari. Era l’inizio di ottobre, ed Enzo stava allora girando Deserto di fuoco all’ambasciata - se non ricordo male - uruguayana di Roma, mentre nello stesso periodo passava in tv il suo Ritorno di Sandokan. Lo andammo a trovare sul set, dove quel giorno si aggirava piuttosto incazzato e arcigno, con un cappellaccio calcato in testa e un braccio ingessato a tracollo. L’incazzatura era meno dovuta all’incidente all’arto che a certe striscianti guerre intestine con il produttore Lombardo e con il direttore della fotografia. Almeno, questo è ciò che ci disse Fabio Testi, che lavorava su quel set. La nostra visita si risolse in una breve intervista a Enzo - che non abbiamo mai pubblicata - e in una molto più lunga a Fabio Testi - apparsa invece sul Nocturno 2 della prima serie - con il quale finimmo per parlare anche e soprattutto di Castellari e dei due film che Fabio aveva girato con lui, La via della droga e Il grande racket.

      Nei primissimi Nocturno, quindi ancora prima del 1996, non si rinvengono tracce di quel culto che, privatamente, chi scrive tributava da tempo a Castellari, con una spiccata propensione per i suoi polizieschi; e che ancora più specificamente riservava al Grande racket, modello sommo di un cinema della vendetta che era possibile solo negli anni Settanta, con quella luce, quei colori, quelle facce, quella disperazione. Ma devo dire che per noi, anche per Gomarasca quindi, il mondo di Castellari è sempre stato un mondo “poliziescocentrico”, nel senso che l’esaltazione ci era partita - un po’ come Tarantino - dal Racket, da Il cittadino si ribella, da La polizia incrimina, da Il giorno del Cobra per quindi diffondersi al resto della produzione di Enzo. Un giorno, addirittura, Manlio fece l’affermazione paradossale che Keoma fosse una sorta di rilettura del western alla luce del poliziesco. E io non so come, né lo potrei motivare razionalmente, ma sentivo e sento che aveva ragione.

    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 23 Jan 2008

    • Tags cinema | nocturno | bmovies | enzo g. castellari
    • Views 143
    • Argomento della discussionewanted
    • ...dopo la sbornia veneziana e dopo l'approfondimento su alias del manifesto di qualche sabato fa, a completamento del "revival" sul western all'italiana, vi consiglio di non perdere assolutamente il dossier "wanted" allegato alla rivista "nocturno" di questo mese....

      bang! bang!


    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 10 Sep 2007

    • Tags cinema | | nocturno | western
    • Views 135
    • Argomento della discussioneclip in pink ( da nocturno.it)
    • A Udine una notte d’estate dedicata alle migliori registe donne che stanno rivoluzionando il linguaggio dei video musicali: una selezione inedita tutta al femminile che mostra una capacità particolare nel rinnovare musica e immagini e che illuminerà il grande schermo del Visionario, Centro per le Arti Visive di Udine, la sera del 26 luglio.

      Dopo i doverosi tributi ai più celebri registi di video musicali e altri formati promozionali, dopo gli omaggi alle premiate agenzie internazionali che rappresentano e producono questi artisti e dopo la panoramica dell’estate 2006 dedicata ai registi italiani, per il V appuntamento di VideoUnlimited, il Centro Espressioni Cinematografiche, ideatore dell’evento, si rivolge all’universo femminile spesso misconosciuto eppure vivacissimo e ricco di grandi talenti. Premiatissime nei più importanti festival di cortometraggi, di animazione e di forme brevi (da Annecy a Clermont-Ferrand), le registe a cui viene dedicata la serata hanno avuto formazioni diverse. Hanno studiato danza, arte contemporanea, mescolato un master in comunicazione alla specializzazione in animazione 3D, alla passione per la fotografia e per il linguaggio pubblicitario, a una formazione completamente cinematografica.

      Tutte condividono una grande passione per la musica. Sullo schermo di VideoUnlimited passerà infatti la migliore musica dei Four Tet, Coldplay, CSS, Gwen Stefani, Divine Comedy, Blur, Jamie Lidell, Air, Emiliana Torrini, a cui hanno dato un’immagine artiste come Sofia Coppola (USA), ormai affermata regista cinematografica, o la trasgressiva Cat Solen (USA), o la popolarissima Sophie Muller (UK), o l’italiana Cristina Diana Seresini che realizza cortometraggi presentati nei festival di tutto il mondo e spot e sigle per sky e altri canali satellitari, e molte altre artiste da tutto il mondo.

      In particolare, il focus di questa edizione sarà dedicato all’artista giapponese Nagi Noda. Regista di video musicali, cortometraggi, spot pubblicitari, artista multidisciplinare, graphic designer per copertine di libri e dischi, Nagi ha da poco fondato una sua linea di moda (Broken Label) con il pittore Mark Ryden. Ha girato video musicali per Scissors Sisters, Tiga, e la cantante giapponese Yuki il cui video Sentimental Journey ha spinto la Coca Cola a contattarla per la campagna pubblicitaria 2006 per cui Nagi ha realizzato uno spot coloratissimo che vanta anche un’inedita canzone di Jack White dei White Stripes. La sua opera più famosa e premiata è il surreale cortometraggio Mariko Takahashi’s fitness video for being appraised as an ex-fat girl che sarà proiettato il 26 luglio sera insieme a una ricca selezione dei suoi lavori
      .
    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 26 Jun 2007

    • Tags pingu | nocturno | udine | nagi noda
    • Views 141
    • Argomento della discussionele sorelle di venere (2)
    • Dossier a cura di Manlio Gomarasca e Davide Pulici
      (sul prossimo, imperdibile, NOCTURNO)

      "Le circostanze che hanno portato al formarsi di questo dossier - che sta in ideale continuità col primo Le sorelle di Venere (dossier n. 36, luglio 2005), il quale a sua volta riprendeva l’epocale 99 donne, l’unico vero libro che gli autori di Nocturno abbiano mai scritto, risalente al 1999 - meriterebbero di venire dettagliate in un articolo a sé. Si è trattato di uno di quei classici, difficoltosissimi, numeri che fino a un paio di settimane prima della chiusura non si “quadravano” in nessun modo e che poi, improvvisamente, han preso forma in una maniera quasi portentosa.

      “Chi cerca trova”, recita il detto. Noi Edwige Fenech, a dire il vero, non è che avessimo mai fatto chissà quali sforzi per cercarla, dando per scontato che siccome non rilasciava interviste a nessuno sul suo passato da Giovannona Coscialunga o da Ubalda, avrebbe certamente detto anche a noi di no. A parte il fatto che se uno guarda in giro e si rende conto di quali squilibrati si aggirano in questo nostro piccolo mondo a fare interviste e danni, si rende forse conto che le attrici fan bene, tante volte, ad abbassare la celata, la Fenech bastava interpellarla perché rispondesse, con una gentilezza e una carineria di cui è difficile trovare l’eguale. Questo senza togliere nulla alla cortese mediazione di Piera Detassis, che nel contesto del bel festival veronese Schermi d’amore, si è dimostrata un’anfitriona coi fiocchi.

      Che questo dossier ci si sia, per così dire, porto da sé, in extremis, lo stanno a testimoniare le incredibili vicende che ci hanno condotto a scoprire come Teresa Ann Savoy della quale nessuno pareva sapere più nulla, abitasse a pochi chilometri di distanza da chi scrive, nel cuore del milanese quartiere della Bovisa: o a imbatterci in Emma Costantino, meglio nota al cinema come Erna Schurer, che grazie al tramite di Sandro Sunda siamo riusciti a inserire nel gruppo di queste sette divine proprio sul filo di lana. Vero è che un altra persona da ringraziare se oggi leggete quanto raccontano Paola Maiolini e Sarah Crespi - nomi che può darsi a qualcuno dicano poco ma che al lettore di Nocturno devono, necessariamente, dire molto - è il loro agente - di un tempo, per Paola, e di oggi, per Sarah - Tony Askin. Cosa curiosa: di Sarah Crespi ci eravamo interessati giusto nella scorsa puntata di Cinezone, quando eravamo ancora ben lungi dal pensare che “la ragazzina parigina” fosse tornata a calcare il set e che fosse proprio Tony ad averla convinta. Il caso, la necessità...

      L’intervista a Susanna Martinková siamo riusciti a portarla in porto giusto cinque giorni fa (questa introduzione viene scritta la notte tra il 27 e il 28 maggio), nonostante i contatti li avessimo stretti già da mesi.

      E diciamo quindi che l’unica “sorella di Venere” di questa tornata che avevamo pronta da tempo era Jane Avril cioé Maria Pia Luzi. Che poi non è nemmeno vero, perché nonostante in passato avessimo già due volte intervistato Maria Pia, abbiamo deciso di andarla a trovare nello splendido casale dove vive vicino a Parma per rifare tutto da capo. Considerato che la prima volta in cui l’avevamo sentita, per telefono (quando Alberto Cavallone ci aveva fatto credere che fosse francese e lei lo aveva assecondato nel “gioco”), ci aveva raccontato poco e che dei nastri di una seconda intervista non si è trovata più traccia, ingoiati nelle sabbie mobili di questa caotica redazione.

      I sette aspetti della femminilità che vi proponiamo, con la donna assoluta, anticonformista, volitiva, romantica, mediterranea, ideale e giovane, compendiano a mo’ di puzzle scherzoso quelle qualità che l’attrice - appunto per il fatto di essere tale, cioè, secondo Oscar Wilde, qualcosa più di una donna - magnifica, dilata, esaspera ed eterna.

      Oggi l’attrice, in Italia, è purtroppo una categoria in estinzione. Donne che agiscono, che fanno, che sono, sullo schermo ce n’è sempre di meno, convinte come sono (o come le hanno) tutte o gran parte, che il semplice farsi vedere, essere esposte, basti ad assicurarsi un passaporto per la celebrità.

      Sciampiste e letterine care, non è così..."

      [
    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 19 Jun 2007

    • Tags cinema | | nocturno | Edwige Fenech
    • Views 223
    • Argomento della discussionedecamerotici
    • Nuovo numero di Nocturno, nuovo imperdibile dossier a cura dell'infaticabile Davide Pulici.

      "Di cosa parliamo, quando parliamo di Decameroni, Decameronici o Decamerotici che dir si voglia? Di una serie - nel senso di una produzione seriale - di pellicole, una cinquantina in totale, uscite nel giro di due/tre stagioni, (il grosso tra 1972 e ’73, con qualche tarda propaggine che arriva nelle sale nel ‘75) e derivate come moto principe dalla Trilogia della Vita pasoliniana; cioè, via via, dal Decameron, dai Racconti di Canterbury e da Il fiore delle Mille e una notte. Si tratta di un fenomeno prettamente italiano, che pur venendo esportato un po’ in tutto il mondo - i film erano venduti in Inghilterra, in Francia, in Germania, taluni raggiunsero persino l’America - non ha dato origine a imitazioni se non marginalmente. A suo luogo, in questo dossier, daremo un’occhiata anche al genere extra moenia, soprattutto alle variazioni tedesche e francesi"

      dossier
    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 9 Mar 2007

    • Tags cinema | nocturno | decamerotici
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    • Argomento della discussionel'ultima neve di primavera
    • strepitoso dossier sul nuovo numero di nocturno, dedicato ai lacrima movie tanto in voga degli anni settanta....

      scrive davide pulici:

      (...) Con “lacrima movie” non si intende qualunque film faccia del patetico la sua carta vincente, lo “strappalacrime” in senso generale. Ma soltanto quei film in cui la malattia (o l’incidente) e quindi la morte intervengono come turning point ed esito (exitus) ineluttabile della faccenda. Il motivo è vecchio come il mondo. Si innerva nel tronco del rapporto inestricabile eros-thanatos, con un’infiorescenza laterale che sublima il piacere ultimativo, irresistibile, dell’istante fatale sospeso sull’abisso, dell’attimo che attende di precipitare nel nulla. Non esistono film che più di questi (dei migliori tra questi) riescano a trasmettere l’ebrezza disperata di non avere più tempo (...)



      :cry:
    • Post di dj nepo
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    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 13 Feb 2007

    • Tags cinema | nocturno | lacrima-movie
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