Mi spiace tornare in questi lidi per scrivere cose spiacevoli, ma tant'è... HD, per fortuna, lo si conosce solo qui, ed è solo qui che lo si ascolta praticamente da sempre.
Qualcuno ha letto la recensione delirante di veronese su blow up di pianobar dalla fossa? Io ne sono uscito scandalizzato... Senza entrare nel merito della qualità del disco, senza entrare nel merito della qualità dei contenuti della recensione (come sempre scialbi, ma cosa volete che ci si aspetti da uno che non sa nemmeno coordinare le dita sulla tastiera di una chitarra per produrre un do, non so voi, ma io non ho mai capito niente da una sua recensione), non ho mai visto un tale concentrato di stronzate apocalittiche tutte insieme. Voce a stento sopportabile, a mile... skippabile... ma io mi domando, val la pena parlarne, consigliarlo? Farlo rientrare nei propri ascolti?
Poi si parla di scadimento della cultura in Italia: grazie al cazzo, se questi soggetti si occupano di musica, possiamo stare freschi, e aspettarci mara carfagna per i prossimi trent'anni. La tristezza di questo individuo, incapace anche di tirare colpi bassi (perché onestamente spero sia il caso, altrimenti ha sbagliato decisamente mestiere), date le fragorose cadute di stile che li caratterizzano, è, parimenti alla stupidità umana, senza limiti. Che si abbia il coraggio di affermarlo su queste pagine.
Che cosa vuoi non pensi che le due brasiliane son più belle di te? E non capiscono una parola di quel che dico finalmente la bocca è suono senza memoria di me
E nei miei sogni non ci sei più tu vestita a festa per il primo falò nemmeno la tua età convincerà il mio cuore a perdere un colpo in più al posto di te ombre sculettanti e paillettes
Al pianobar il nano blu dice che magica serata qui e non capisce una parola di quel che pensa finalmente un altro scemo al karaoke - sono io
E nei miei sogni non ci sei che tu talmente uguale da sembrare un po’ più sinistra e gracile convinta che la vita è una rincorsa al mare o a dio
Lascio il mio nome inciso sul tavolo tre lascio un centone per illudermi di spendere
L’ultima cosa che ricordo di un’estate fa è il vortice lento di due chiappe velocissime
Per perdere la libertà sarei quasi disposto a esser libero per perdere la dignità sarei quasi disposto a tornare da te ma non come vuoi tu
È a un ottimo punto di realizzazione l’lp Pianobar dalla fossa, dieci pezzi in italiano di Humpty Dumpty. Stefano Zuccalà, scostante poeta-scrittore leccese, ne ha firmato (ma anche scritto) tutti i testi. Come da titolo, si tratta di un lavoro musicalmente confidenziale, ammorbato da truci confessioni e decadenti atmosfere da balera. Sarà preceduto a giorni dal singolo “Le brasiliane”.