C'è un sottile fil rouge (di continuità) che lega colui che seppe incarnare i vizi dell'italiano medio(cre) a colui che ne ha fatto (dei vizi) una categoria di pensiero e una virtù politica:
Un tranquillo weekend di...noia Se qualche malato in stato di coma - da anni - avesse avuto la fortuna di risvegliarsi nel fine settimana appena trascorso, giusto in tempo per assistere alla messa in onda del TG1 delle 20 di sabato 28.02, avrebbe probabilmente avuto più d'un motivo di perplessità. Per ben 15 minuti prima di dare la linea a Milly Carlucci e Paolo Belli sono stati trasmessi i seguenti servizi: - l'appello di un funzionario dei carabinieri a tutti coloro che avessero partecipato a festini hard organizzati via web nella zona di Roma...a sottoporsi ad accertamenti sanitari perchè era emerso che nelle serate proposte c'era un transessuale sieropositivo; - il ritorno del campetto dell'oratorio in cima alle preferenze dei ragazzini nella scelta del tempo libero; - le convenienti offerte "familiari" del mese di marzo per le settimane bianche; - le nuove ricette inglesi per cucinare le uova in tempo di crisi; - Rihanna che perdona il fidanzato Brown che l'aveva picchiata e mandata in ospedale; - l'emozione dell'attrice Julie Ferrier alla cerimonia di premiazione ai Cesàr (gli oscar francesi); - la nazionale italiana dei pasticceri che si prepara per il campionato del mondo; - la mostra sui 50 anni di bellezza al femminile. Stupore, incredulità, straniamento...e la politica? La sicurezza? La crisi economica? Le tasse? L'immigrazione? Dove sono finite? Che succede? Un colpo di stato? La normalizzazione dell'informazione? L'anestetizzazione dei conflitti sociali? Niente di tutto questo...per fortuna! E' successo che da quando quel cattivone, culone di Prodi è stato mandato a casa, in Italia - tranne qualche trascurabile evento negativo - tutto è ripreso ad andare per il meglio e, dunque, i telegiornali possono dedicarsi all'amata cronaca...la palestra del "vero" giornalista. E, infatti, nello stesso TG1, domenica sera alla stessa ora, il premier dichiara per l'ennesima volta che la crisi globale non ci riguarda e che le banche italiane non hanno investito negli asset tossici. La felicità del "risvegliato", però, dura poco. Alla conclusione della partita Inter-Roma, le solite polemiche sui rigori dati-non dati gli ricordano che nonostante gli "sforzi" c'è qualcosa che in questo paese non cambia mai: la litania liturgica del calcio. Tira un sospiro rassegnato e si fa coraggio: è solo passata un'altra domenica italiana.
Mutande pazze Lunedì 23 al Roof Garden del Grand Hotel Flora, in una Via Veneto affollatissima e gremita in ogni dove, Manuela Arcuri ha presentato in anteprima lo spot, diretto da Alessandro D'Alatri, in cui è testimonial della pubblicità di intimo "Leggera" della Lormar. Il filmato che qualcuno avrà visto rappresenta il risveglio della bonazza di Latina adagiata su un letto di petali di rosa, che lentamente si alzano in volo, svelando la figura giunonica della Manuelona vestita in slip e reggiseno. L'attrice si è affacciata da una delle finestre superiori del locale in direzione di fan e fotografi, accorsi numerosissimi, lanciando petali e reggiseni. Il giorno dopo al Teatro Parioli Paolo Villaggio ha debuttato con uno spettacolo antologico dal gusto agrodolce chiamato "Il profumo delle lucciole". Un monologo teatrale che non risparmia niente e nessuno: il cabaret, la televisione, la letteratura, il cinema, la satira, la pubblicità, tutti luoghi frequentati dal geniale carisma dell'attore genovese. Purtroppo alla prima molti vuoti in sala al di là delle prime file riservate a parenti, amici e addetti. Villaggio, a mio avviso, non deve preoccuparsi. In luogo delle ombre dei ricordi di De Andrè, Fellini,etc. Sul palcoscenico può sempre invitare qualche smutandata...
Blu Ciccia "Questa scoperta mi piace. Vorrei comprare subito il gene giusto, quello che regola il metabolismo a mio favore, per poter mangiare all'infinito". Carlo Lucarelli saluta con entusiasmo su Repubblica la scoperta scientifica del gene anti-obesità. Si immedesima in quei fortunati nati con il gene che non fa ingrassare?, gli chiede Leandro Palestini... "Fosse capitata a me la fortuna di avere quel gene. Figuriamoci che io vesto sempre di nero perché il negro smagra e purtroppo adoro tutto quello che fa ingrassare. Sono un divoratore di pasta e di arrosti (adoro lo stinco), vorrei vivere in quei quadri che raffigurano banchetti medievali, con cinghiali e pernici". Lucarelli cerca di riciclarsi ne "La prova del cuoco"...e si capisce...con l'aria che tira in giro...altro che inchieste su Pasolini e la banda della Magliana. In fondo è anche più magro della Clerici...
Anche le amanti piangono "Non è più un segreto il fatto che la crisi abbia raggiunto anche i vertici della ricchezza", informa sulle sue pagine il Messaggero. "Un'indagine della Prince & Associates (nientepocodimenoche) mostra che l'80% dei prulimilionari occidentali (italia compresi) che ammettono di avere un'amante saranno costretti quest'anno a tagliare le spese di mantenimento, comprese quelle destinate a regali e gioielli". Che tempi, signora mia...che tempi...
Un chirichetto di nome Gianni (Riotta) "Il bene e il male del mestiere di informare ai tempi di Internet sono indicati in due versetti del Vangelo di San Giovanni, l'autore dell'Apocalisse". Così parlò il direttore del Tg1, Gianni Riotta, in una lectio magistralis (?!) sul giornalismo tenuta all'Auditorium di Roma. "Il versetto 'Voi conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi' (8, 32) è la stella polare di chi fa comunicazione", recita don Gianni, "ma nell'epoca di Google, YouTube e Facebook (?!) la verità non ci rende liberi, ci rende schiavi. La verità è moltiplicata ad infinito nel caleidoscopio dei siti Internet, deformata dallo specchio astuto degli specialisti di propaganda. In fondo a questo percorso ci saranno sulla terra 6 miliardi di blog, ognuno scritto e letto solo dal proprio autore. Che resterà dell'opinione pubblica, tramontati i mass media?" "E allora ecco il secondo versetto di Giovanni che ci annichilisce: 'Gli uomini preferirono le tenebre alla luce' (3, 19). È dura la strada della verità verso la libertà? Certo. E per questo motivo (molti) preferiscono rifugiarsi nelle tenebre, rallegrate da YouTube, dai megapixel, da lobby prodighe…". Per battesimi, comunioni, estreme unzioni, servizi giornalistici a richiesta, veline varie, rivolgersi alla redazione del TG1, Don Gianni riceve ed impartisce previo appuntamento.
L'orgoglio di essere italiani "Italia batte Francia. Il burro d'Oltralpe cacciato dalla Camera", titola la Stampa e con lei un corposo stock di quotidiani. "Il burro francese è stato messo al bando dalla Buvette a Montecitorio - racconta Gianluca Nicoletti - "Per i deputati della Repubblica da ora in poi solo burro italiano." Il capogruppo della commissione Finanze della Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti, si fregia orgogliosamente della vittoria: "Italia batte Francia 1-0, conclude l'orgogliosa nota di Fugatti, che annuncia la padana riconquista di burrosità nazionale". Fugatti in nazionale, al posto di Lippi...
C'è una Italia che funziona...tra crisi economica e sociale...nonostante il vuoto pneumatico spinto di una classe politica indecente, di un'informazione autoreferenziale e di una televisione inguardabile...? Che è apprezzata e che produce alla faccia di una maggioranza di governo arroccata sugli interessi ad personam del premier e di un'opposizione che si sfalda prigioneria di divisioni insanabili...? Che si disinteressa di un festival canoro intrinsecamente stupido e va avanti? LAPO ELKANN Vizi e virtù di un italiano, così Lapo incanta Londra. School of Economics, applausi per Elkann. «No. Non prendete esempio da me: ero un pessimo alunno. Ho finito l'università, più o meno, assieme a mia sorella che è di due anni più giovane». Lapo Elkann si è lasciato andare ad alcune confessioni davanti ai ragazzi della Associazione Studenti Italiani alla London School of Economics. Lo hanno invitato, in qualità di imprenditore, e non si è tirato indietro. Tenuta informale, camicia bianca e jeans bianchi a righe, si è presentato così: «Sono nato a New York ma quando ho dovuto scegliere dove fare il militare ho pensato che il mio Paese era l'Italia e sono stato arruolato negli alpini». E che il tricolore «mi sia entrato nel sangue lo dimostra il tatuaggio della bandiere che porto sul polso sinistro». Sul braccio destro la Statua della Libertà perché «l'America mi piace». «MI SENTO UN GIOVANE GLOBALE E UN PATRIOTA ITALIANO» «Ho avuto la fortuna di girare il mondo, di imparare il francese, l'inglese, il portoghese. Mi sento un giovane globale e un patriota italiano. Noi italiani quando siamo in Italia diventiamo molto critici. Quando viviamo all'estero riscopriamo i nostri valori e il nostro amore per l'Italia. E poi io non sputo nel piatto dove mangio». APPLAUSI Accolto dagli applausi in un'aula bella piena e dalla lettura dalle email, giunte alla Associazione degli Studenti, del tipo «Lapo ti amo» o «Lapo sei grande« (autrici e autori della London School of Economics) Lapo Elkann ha parlato della sua prima esperienza di lavoro («in catena di montaggio a Pontedera, alla Piaggio con il falso nome di Lapo Rossi e il salario che mi veniva versato su un conto che avevo aperto alla Banca di San Gimignano, esperienza fantastica»), dei genitori («che sono separati, il papà vive con i guadagni della sua attività di autore, la mamma fa la mamma»), delle sue preferenze («Ferrari o Maserati? Io dico Maserati, perché la Ferrari è il top da sempre, la Maserati ha dovuto scalare le montagna per affermarsi e a me piacciono le sfide»), del suo incontro con Kissinger per il quale ha lavorato prima che il nonno morisse («Non sono repubblicano ma Kissinger è davvero speciale e non è quell'uomo duro che ci si aspetta, anzi. Un uomo curioso al quale ho insegnato qualcosa sui computer»). «MAI IN POLITICA, MEGLIO IL CONTATTO VERO CON LA GENTE» E gli imprenditori italiani? Promossi «Benetton, Rosso e Del Vecchio, quelli che hanno fantasia e coraggio». Il mio brand? «È un global democratic brand, né snob né trash». I manager? Pollice giù: «Troppi manager e amministratori delegati mi sembrano arroganti e presuntuosi. Magari fanno bene il loro mestiere e questo è ciò che conta ma per il resto…». Ultima battuta: la politica? «La politica tradizionale non mi piace, non entrerò mai in politica. Sono più portato per la politica sociale, per il contatto vero con le gente, la gente di tutte le estrazioni. Un comunista? No, no…». E di Berlusconi? La risposta viene da uno dei suoi collaboratori. «Che cosa ne pensa? Dice che sta facendo bene… e scherza con noi che siamo un po' critici: siete i soliti comunisti, ci dice». Che dire? Inutile anche riderci su. Lapo non è più neanche un clown di cui sorridono simpaticamente all'estero. E' probabilmente un ircocervo, una creatura aliena che non è più e non è ancora. Come quest'italia e questi italiani.
Boia chi molla (il femminismo) Flavia Perina, in un editoriale sul Secolo d'Italia , spiega "il nuovo femminismo (da destra)". "Mai così tempista - afferma Perina - la pagina delle lettere di Michele Serra sul Venerdì di Repubblica. Nel giorno dello stupro a Guidonia, nel giorno dell'arresto del violentatore di Capodanno, nel giorno della caccia ai due stranieri che hanno aggredito una signora a Primavalle, una lettrice invoca il ritorno delle femministe: "Dove sono nascoste?". "E' vero - scrive ancora Perina - l'aumento esponenziale di delitti contro le donne, che continua nonostante le misure del Governo (anche con l'invio dell'esercito nelle aree più degradate delle città), è sicuramente un buon motivo per invocare un nuovo femminismo. Ma cercarlo a sinistra è inutile. Fu argomento di moda al tempo del delitto del Circeo o dell'aggressione a Franca Rame, ma solo per garantire un'ulteriore criminalizzazione ideologica del "maschio fascista". Oggi - conclude il Secolo - l'unico femminismo possibile è quello di destra. (?!)
Tempus fugit Irene Pivetti ha perso un anno e la cosa la tormenta. Lo spiega il Corriere della Sera con tanto spazio e dovizia di particolari. "Non ho fatto la primina – si amareggia l'ex presidente della Camera – non ho cominciato a 5 anni la scuola elementare. Me ne sono rammaricata per tutta la vita. Mi è rimasta addosso la certezza di aver buttato via un anno, di averlo letteralmente sprecato. Avrei potuto finire prima, avvantaggiarmi, fare altre cose. Avrei guadagnato un anno della mia vita". E, forse, sarebbe arrivata in ritardo per il servizio fotografico con Costantino.
Ricostruiamo(lo) "Gli effetti della caduta del muro di Berlino sono stati devastanti per il Veneto", scrive Giorgio Gasco sul quotidiano romano il Messaggero. "La fine del muro sconvolse la viabilità del Nord-est. Il nuovo scenario europeo appesantì il traffico mandando in tilt la rete stradale veneta. Si intuisce in quel periodo che la tangenziale di Mestre, fino ad allora sufficiente, non lo sarebbe stata ancora per molto". Aaa Giorgio e ce lo dicci cossì? Co' tutti i miliardi che so' serviti per costruire il passante di Mestre! Chiamavamo du' muratori polacchi (ma anche moldavi o romeni) e se tirava su un muro più grannee..
Flatulenze in via solferino Il Corriere della Sera lancia lo scoop che una scoreggia di mucca inquina più di un Tir e la sostiene a tutta pagina, anche se la notizia puzza (di falso, non di sterco). "Le mucche? Meno verdi del traffico - è il titolo - nelle emissioni di gas serra il bestiame incide per il 18%, i trasporti per il 14%". L'articolista aggiunge: "Inquina di più allevare mucche che guidare automobili. Lo dice un rapporto della Fao con la certezza dei numeri: il settore dell'allevamento di bestiame produce più gas serra rispetto al sistema mondiale dei trasporti". Insomma...la Fao spiega, in realtà, che l'allevamento intensivo (insieme all'agricoltura, comunque) produce il 13,5% delle emissioni totali di gas serra (e non il 18%) e chiarisce, in ogni modo, che la maggior parte di tutti questi gas è provocato da fertilizzanti chimici e mangimi dati agli animali negli allevamenti industriali al posto dell'erba dei pascoli. Una vera notizia di m***a se non fosse già pronto un nuovo servizio "illuminante" dal titolo: "Ne uccide più la pianta della strada. Gli alberi ai lati delle carreggiate causano più incidenti e fanno più vittime delle curve pericolose"...con annessa intervista del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero "Attila" Matteoli, che illustra così la proposta del governo: "Gli Alberi? Entro la fine della legislatura li abbatteremo tutti".
Bidibi Bodibi...Badescu Ramona Badescu, ex soubrette, indimenticabile interprete teatrale di "Tutti pazzi per Silvio" e di fondamentali trash-movies ("Le nuove comiche", "Alex l'ariete", etc), nonchè delegata del sindaco Gianni Alemanno ai rapporti con la comunità rumena, spiega a Giancarlo Perna del Giornale: "Metterei al potere solo donne belle. Hanno già ricevuto tanto da Dio che sono serene. Non hanno il rancore delle deluse". Maitres à penser crescono...
L'indiano bruciato? Volevano solo riscaldarlo! "Ma quale emergenza xenofobia. Ma quale razzismo. L'Italia non è un Paese di razzisti. Il razzismo non c'entra nulla". Daniela Santanchè ascolta la scia di reazioni scatenate dal caso di Nettuno - dove un cittadino indiano è stato aggredito, picchiato e bruciato - e scuote la testa. In un'intervista al Giornale afferma: "Questo clima è il frutto delle politiche di immigrazione del governo Prodi. Con le loro false politiche di solidarietà, del buonismo a tutti i costi, del loro politically correct, ci siamo trovati in questa situazione di impasse. E oggi gestire l'integrazione è ancora più complesso". Sagace.
Quella sua maglietta azzurra Il caso Battisti ha spinto l'Italia a ipotizzare la rottura delle relazioni diplomatiche col Brasile, a chiedere l'intervento dell'Europa, a invitare gli italiani a non andarci più in vacanza, a minacciare di sospendere l'amichevole tra gli azzurri e i verdeoro in programma a Londra. Ora il Mattino informa: "Silvio Berlusconi non vuole incrinare i rapporti con Lula. Nessuna ritorsione, quindi, tanto meno calcistica". Giusto: i rapporti sono e devono rimanere cordiali. Unica concessione di Palazzo Chigi: nel derby i tifosi del Milan potranno fischiare il brasiliano Adriano.
L'happy hour del ministro Meloni. "La Meloni alza la voce - informa il Secolo d'Italia - e per evitare guida in stato di ebrezza e stragi del sabato sera ha presentato il nuovo progetto del ministero della Gioventù." Qual è l'idea di Giorgia Meloni? "Barman, camerieri e buttafuori partecipano ad appositi corsi di formazione per diventare operatori sociali: volontari coetanei o comunque giovani in grado di intercettare meglio i bisogni, i dubbi e i problemi dei ragazzi... Inoltre è prevista la sperimentazione di nuovi modelli di intervento, tra cui il progetto di soccorso per riportare a casa chi ha bevuto troppo" Mmmm... Ricapitoliamo con altre parole per vedere se ho capito... Dunque un ragazzo arriva in discoteca, alza un po' il gomito. Subito interviene il barman che al posto del mojito gli versa un innocuo succo di mirtilli. Poi tocca al cameriere: lo prende da parte, gli dice "dai, non fare così? è pericoloso?". Quindi, all'uscita, il buttafuori intercetta il giovane ubriacone, lo convince a non salire in macchina, lo prende sottobraccio e lo accompagna a casa in autobus. E' davvero così? Geniale!!!!! "L'intero progetto - calcola il Secolo - costerà al ministero della Gioventù cinque milioni di euro". Meloni for president...
Il Kebab della Brambilla La lettura del Giornale è sempre illuminante: l'editorialista Mario Cervi invita a "sospendere Schengen" per contrastare gli stupri; Federico Casabella annuncia che "arriva la mega moschea e Genova sarà più islamica grazie al sindaco dei minareti", Franco Battaglia sostiene che "Obama illude gli Usa con l'energia pulita". Il piatto più saporito, però, è quello di Michele Brambilla che commenta la decisione del sindaco di Lucca: "E' giusto vietare la vendita di kebab nel centro storico – afferma Brambilla – finché ce n'è qualcuno in periferia passi. Ma ditemi voi cosa c'entra la cucina araba in mezzo ai palazzi medievali e tra le strade dove ha camminato Dante in esilio. A Lucca si deve mangiare minestra di farro e biroldo..." Brambilla...torna a scuola...di cucina però... ...purtroppo non è il 1974...