Mi fate capirà chi sarà presente al concerto di Roma? E soprattutto che ne dite di un preconcerto da qualche parte, due chiacchiere sul nuovo video di Lady Gaga, un drink? Wouldn' it be nice?
Un incontro molto intimo tra lo scrittore Mattia Signorini e Francesco Bianconi voce della band italiana del momento su GQ di luglio:
Francesco Bianconi: 36 anni, 4 dischi con i Baustelle, di cui è la voce e l’anima. Una canzone, Bruci la città. scritta per Irene Grandi e diventata subito un piccolo classico della musica italiana. Un premio Tenco vinto e la colonna sonora per l’ultimo film di Giuseppe Piccioni, Giulia non esce la sera, che contiene anche un sorprendente duetto con Valeria Golino. Lo incontro per capire chi è la persona che vive dietro a canzoni ormai suonate da migliaia di iPod e farmi raccontare in anteprima i suoi progetti sul futuro. Partendo da quando tutto è iniziato: una piccola sala prove in una vecchia casa colonica, a Montepulciano.
*Avevi 28 anni e stava per uscire il primo disco dei Baustelle, Sussidiario illustrato della giovinezza, per una piccola etichetta indipendente. “Non è passato molto tempo ma il mondo, almeno il mondo della musica, era molto diverso. Internet e il download erano ancora all’inizio, i dischi si vendevano bene. Era un periodo in cui anche le piccole etichette ti davano soldi per farti incidere. Quando abbiamo iniziato stava finendo un’epoca.”
*Come sono ora i ragazzi perduti che racconti in Le vacanze dell’83 e La canzone del Riformatorio? “Non c’è più un sogno, non c’è più la speranza nel futuro, si pensa a sopravvivere. Non hanno più mezzi per guardare avanti: tutto è abbastanza drammatico.”
*Se prima i tuoi personaggi elaboravano un vuoto che partiva da dentro, nell’ultimo disco dei Baustelle, Amen, sembrano non averne più il tempo. “Nel sussidiario le canzoni erano racconti emotivi, in Amen c’è questo passaggio a una sfera più pubblica. È un disco che parla del sociale, della situazione economica e di come i personaggi raccontati nelle canzoni provano a reagire.”
*Ma Francesco Bianconi come vede l’Italia di oggi? “Mi sento abbastanza fuori posto, non ho particolari soluzioni. Quelle dovrebbero darle gli analisti, i sociologi, soprattutto i filosofi. Un filosofo adesso è visto come uno sfigato. Invece ce n‘è bisogno, dovrebbero stare al governo”
*Hai dichiarato di volertene andare. “Non ce l’ho in modo particolare con questo Paese, né voglio fare lo snob. Potrebbe essere utile andarsene, anche solo per un po’, poi tornare a vedere quello che stiamo vivendo con occhi diversi. Tutti quelli che ne hanno la possibilità dovrebbero farlo, gli intellettuali, gli artisti…”
Ho avuto il mio primo contatto con Maurizio Monti diversi anni fa, all’esame della SIAE per autori di testi. Uno dei temi da svolgere era riscrivere un testo di canzone già edito, rispettandone la metrica sillaba per sillaba. E il testo era, in quell’occasione, “Morire fra le viole”, per l’appunto di “M. Monti”.....
LA VITA VA La vita va. E’ perpetuo il moto. Lo scienziato sa come prenderla. Felicità: ci si arriva a nuoto. Ci si spoglia. Si leva l’ancora. Quando lei lo baciò, disse: Amore, non farmi male. Non farmi soffrire. Ho fatto un sogno: tu c’eri. Vivo così. Tra il sociale e il vuoto. Guarda gli alberi come crescono. Felicità: ci vorrebbe un prete o un Mondo delle Idee comprensibile. Quando lui la baciò, si sbagliava. Forse mentiva. Piangeva di gioia. Ha dèi crudeli, la vita. Quando lei se ne andò, mi ricordo bene il suo sguardo. Lasciò qui la giacca. Il mio amore è freddo.
Comunicazione di servizio: oggi i nostri beamati Baustelle si esibiranno all'Eurosonic Festival a Groningen. Tutti i concerti saranno trasmessi in streaming web sul sito del festival. L'esibizione dei Baustelle in particolare dovrebbe durare 45 minuti e iniziare alle 00:15. Il 31 gennaio poi, Radio 1 trasmetterà uno speciale sull'Eurosonic con alcuni estratti dei concerti. I particolari sul sito qui.
I Baustelle stanno lavorando alla colonna sonora de "Il Premio" il nuovo film di Giuseppe Piccioni – regista noto ai più per "Luce dei miei occhi" (2001) e "La vita che vorrei" (2004). Le informazioni sono ancora poche e tutte non ufficiali, a breve nuovi aggiornamenti.....
secondo il sito ufficiale dei baustelle saranno i Baustelle i rappresentanti ufficiali dell’Italia al Festival Eurosonic 2009 (decima edizione), in programma a Groningen dal 15 al 16 gennaio 2009. La band toscana è scelta e presentata da Radio1, che quest’anno cura la prestigiosa partecipazione ufficiale del nostro paese al grande evento olandese...
secondo il sito bauaffair inoltre Rachele Bastreghi sarà presente il 4 dicembre sul palcoscenico del teatro Arciboldi di Milano per la "celebrazione" dell'addio alle scene dei La Crus. Con lei saranno presenti altri artisti tra i quali Manuel Agnelli, Cristiano Godano e Cristina Donà. e, molto probabilmente I Baustelle suoneranno ai Fori Imperiali di Roma per Capodanno. La notizia ci arriva da Torino direttamente da Mr. Bianconi e dal Corvo che ci ha fatto da tramite. Grazie Daniele. Di più non sappiamo, ma a quanto pare sembra ufficiale.
sms del 05/11/2008 ore 19,21,41 di nick67 al sottoscritto. a "parla con lei" stasera, ore 23,15, rai 3: inervista ai baustelle. Riferisci sul salottino. Ciao*
I Baustelle a Berlino. Disponibili ben quattro video-backstage del documentario "Il liberismo ha i giorni contati". Per gentile concessione di Alice-Tutta un'altra musica.
Parafrasando quello che dice il Bianconi nel nuovo video di Baudelaire - tratto dal documentario "baustelle in Sicilia" - la domanda è: quando si può dire che una pop-rock-band ha avuto (finalmente) successo? Quando ha venduto più di 30.000 copie ricevendo il suo primo disco d'oro? Quando il tour ha registrato ovunque sold out? Quando ha più di 26.000 amici su myspace? Quando ha suonato all'Heineken nella stessa serata dei Police? Quando sono stati intervistati da Marinella Venegoni? Quando hanno in programma un tour teatrale con quartetto d'archi? ...nulla di tutto questo. Qualcuno può dire di essere arrivato solo quando posa per un servizio fotografico di "Max". E il sottoscritto - che dal lontano 1985 acquista la rivista - s'è commosso quando ha visto i nostri eroi sulle pagine che hanno visto protagonisti in un passato più o meno recente: Elisabetta Canalis, Martina Stella, Belen Rodriguez, Micaela Ramazzotti, Aida Yespica, etc, etc... Non svestiti come le sopracitate signorine anzi...piuttosto scuri...
Baustelle in Sicilia per girare un documentario che parla di morte: "Un viaggio verso l’inferno che è la vita" Ispirandosi al film documentario “Comizi D’amore” girato da Pasolini nel 1965 i Baustelle entrano in scena da attori non protagonisti, microfono alla mano, per parlare con i siciliani di morte, tema del prossimo singolo “Baudelaire”, tratto dal nuovo album “Amen” (Warner Atlantic, 2008). Un tuffo in Sicilia, dove il documentario verrà realizzato dall’8 all’11 giugno in un luogo in cui troppo spesso la vita e la morte assumono lo stesso significato, per capire cosa pensano e come vivono i siciliani e di conseguenza gli italiani la parola morte. Un viaggio particolare, un’aula universitaria, una radio locale, un pub, la strada e i Mercati Generali di Catania in cui i Baustelle Martedì 10 Giugno alle 22:00 (info: www.mercatigenerali.org) si esibiranno in un live in cui il pubblico sarà chiamato a rispondere all’unica domanda tormentone del documentario “A cosa serve vivere?” Un viaggio, come “Le Voyage” la poesia che chiude “Les Fleurs du Mal” di Charles Baudelaire dal quale prenderanno vita due progetti: un documentario più informativo e culturale, un raccordo tra storie personali e storie collettive attraversate dal senso della lotta, del dolore e della violenza in un periodo in cui la morte è spettacolo da non perdere e il video del nuovo singolo Baudelaire ; un clip fatto di frame che si alternano a scorci, strade, piazze e sguardi segnati da una forte e continua tensione e da un graduale senso di vita.
Il documentario sarà presentato in anteprima negli stores della Fnac: Torino – 16 Giugno Milano – 17 Giugno Verona – 21 Giugno Roma – 25 Giugno
E' fuori! Un po' zombi ritornanti alla George Romero (ma molto più stylish), un po' trucco da procione alla my chemical romance o alla tokio hotel... Highlights: l'apertura e la chiusura (che s'incastrano circolarmente) la coda di Rachele, la distribuzione dei soldi. Si sente la mancanza del tenente...ma si sa: è andato (fuori di testa)
devo assoulatamente autoflagellarmi pubblicamente per aver compiuto un azione che in cuor mio so che non doveva essere compiuta: ho tirato pacco a tiz & lime per il concerto dei Bau di venerdì scorso! buuuuuuuuuu scuse ne ho (lavoravo fino alle undici, stanchezza, lontananza, il mondoclub che non mi attrae più) ma non sono sufficienti per giustificare il mio comportamento. mi pento!! forse la pioggia che cade ininterrottamente da ore è uno specchio del mio stato d'animo di peccatore. non lo farò piùùùùùùùùùùù. adesso, l'unica consolazione, anzi punizione, che mi merito è che il nostro webmastro ci facesse una recensione della serata di venerdì in modo che io possa mangiarmi ben bene le mani per non essere venuto. avanti lime! fuori questa recensione
Così viene presentato in questo comunicato stampa: Il nuovo singolo “Colombo”, brano che apre il disco, è ispirato al famoso tenente Colombo dell’omonima serie televisiva americana. “La logica spietata del profitto o chissà cosa/ Ci fa figli dell’Impero Culturale Occidentale/ Meno male che qualcuno o che qualcosa ci punisce/ Arriva un investigatore/ Ci deduce l’anima/ La nostra cognizione del dolore/ Illumina”. Questo il pensiero di Francesco Bianconi relativo al nuovo brano: “Gli assassini della serie che chiamano a gran voce l’arrivo dell’investigatore-giudice che li punisca e metta fine alla loro condizione di esseri umani occidentali schiavi del potere e della violenza. Una metafora”.
Se ancora non mi fosse stato chiaro - legato come sono tenacemente quanto in maniera oramai patetica ad un'idea di musica "altra"- che i Baustelle non sono più un piccolo gruppo di culto ma, al contrario, un fenomeno di massa...la folla variegata accorsa numerosa sabato al concerto tenutosi al New Demodè...mi ha tolto ogni residuo dubbio. Non credo che da quelle parti Carlo Chicco, Daniele Quarto e compagnia bella abbiano mai visto tanta gente. Certo...anche qui - avamposto turco - i prodromi di un'inevitabile successo c'erano stati: le copie di "Amen" furono vendute tutte in poche ore e le radio locali continuano ancora a trasmettere i loro brani ma...che il club - il Qube abbastanza grande comunque - fosse occupato in ogni spazio fisico possibile e che ilconcerto iniziasse con un'ora e mezzo di ritardo in modo da consentire l'afflusso completo del pubblico pagante...nessuno poteva pensarlo. La costipazione logistica - del tipo: sardine in scatola - non aiuta a gustare come si dovrebbe un'esibizione live...tant'è che insieme ai miei compagni di ventura ci siamo spostati il più possibile nella zona laterale...non foss'altro per respirare...ma - sardinizzazione a parte - la serata è stata molto bella...soprattutto - ma non solo in verità - per la presenza degli amabilissimi ice*pinkers. I baustelle a mio avviso, infatti, hanno effettuato una performance di ottimo livello. Le incertezze d'un tempo sono definitivamente alle spalle: il gruppo dal vivo offre un'immagine compatta...grazie anche all'apporto fondamentale - come sapete tutti - di Sergio Carnevale (eccellente) e Nicola Manzan (strepitoso). La voce del Bianconi senza una sola sbavatura e senza cadute - ottima l'interpretazione de "La canzone di Alain Delon" e della psichedelizzata, dal campionamento del sitar, "Bruci la città" - al solito Rachele padrona della scena , ora grintosamente rock ora malinconicamente sexy, e acclamatissima...esuberante wall of sound Brasini che talvolta però col riverbero della chitarra sovrasta le voci dei due cantanti. Il suono uniformemente rockeggiante nei momenti più trascinanti, intimamente cantautoriale in quelli più introspettivi come nel valzer funereo di "Alfredo". I Baustelle suonano, infatti, ormai come una rock-band fine anni '70...gli arrangiamenti vanno tutti in quella direzione asciugati dal vivo dai barocchismi da studio, privati delle code strumentali. La scaletta è quella che conoscete tutti, senza cambiamenti. Il tour di "Amen" privilegia - ovviamente - la produzione post-Charlie con gli highlights de "La malavita". Anche se ai fan della prim'ora, quali siamo tutti noi, ciò dispiace...la scelta sembra persino naturale. C'è la necessità di fidelizzare il pubblico che ha imparato ad amarli recentemente. Infatti quando eseguono "Antropophagus", "Il liberismo ha i giorni contati", "Charlie fa surf" o "Baudelaire" la struttura, vecchio capannone dismesso, sembra debba crollare...pogano pure i fotografi ufficiali del New Demodè... Avrei gradito, comunque, che la scaletta fosse più equilibrata con la produzione pre-Charlie. Dispiace, infatti, l'assenza de "Le vacanze..." e appare irritante la scelta di confinare nei bis - perdipiù con l'ausilio di un medley - "GommaRiformatorio" (come l'ha chiamata qualcuno) o l'arrangiamento gipsy de "La canzone del parco". Sembra quasi che il gruppo - o il Bianconi non so - voglia segnare il distacco con il suo passato recente, più platicoso nei suoni e certamente più nostalgicamente adolescenziale. Il futuro ci dirà se questa sarà la strada definitiva...un peccato, in ogni caso, con tutto l'amore che nutro per loro
P.S. Una piccola clip fatta dal sottoscritto con la macchinetta della cui qualità mi scuso: Bau*delaire: