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    • Argomento della discussioneMarina, Marina, Marina...
    • "Forse i Maya non erano poi così scemi: i segnali della fine del mondo si moltiplicano.
      La Santanché che cita Marcuse, per esempio (forse crede che sia un grossista di champagne).
      Oppure il topless di Marina Berlusconi, editore che edita un giornale che di lei stessa scrive: «Marina Berlusconi, selvaggia bellezza a cavallo di una tecnologica moto d’acqua, ricorda Galatea, la più bella tra le Nereidi».
      Che non sembri piaggeria, l’ha scritto un archeologo, ma visto il topless andava bene anche un restauratore.
      Tra tutte queste premonizioni di immani disgrazie, rimangono per fortuna ben saldi alcuni valori, solidi, stabili.
      Per esempio la leggina (ddl 40, articolo 3, comma 2 bis, votato anche dagli intrepidi finiani) con cui il governo Berlusconi, presieduto dal padrone della Mondadori, presieduta dalla di lui figlia Marina Berlusconi, ha permesso all’azienda di risparmiare qualcosa come 340 milioni di euro di contenzioso fiscale.
      Stiamo parlando di tasse – contenzioso su tasse evase, per la precisione – che ammetterete, dopo Galatea e le Nereidi è una bella caduta di stile.
      Naturalmente continueremo a sentire nei telegiornali embedded della casa reale che la lotta all’evasione fiscale continua senza soste e cedimenti.
      Ma del super-sconto di famiglia direttamente dal produttore (di leggi) al consumatore (di condoni) non vi diranno nulla (sacrilegio!).
      Per fortuna, però, come nei migliori fascismi della storia, si sta con il "popolo".
      Così dell’editoriale del settimanale di teoria politica del regime, Chi?, possiamo leggere la commovente lettera di Marta: «Faccio l’operaia…Con gli straordinari guadagno 1050 euro al mese… Ho iscritto mia sorella all’università, ha il libretto pieno di 30… faccio i debiti, ma queste sono le soddisfazioni della vita. Ti scrivo per dirti che sono felice».
      Bello, eh? E sotto a queste righe, foto di Marina Berlusconi in moto d’acqua, a cui il papà ha appena regalato una legge da 340 milioni di euro. Scommettiamo che è felice anche lei?" (Alessandro Robecchi, Il Manifesto)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 1
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 23 Aug 2010

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA | Alessandro Robecchi
    • Views 41
    • Argomento della discussioneProdromi d’un fallimento in frammenti di cinema (rimosso) : “Sinistra, De Profundis”…
    • Dopo aver esplorato (con scarso successo commerciale) non senza asciutto acume e buona dose di ironia gli ambiti della commedia di costume con “Fai in fretta ad uccidermi...ho freddo” del 1967 e “Ruba al prossimo tuo” del 1969, Francesco “Citto” Maselli decide che è arrivato il momento di rivolgere lo sguardo all'ambiente dell'intellighenzia di sinistra – che è anche il suo mondo - per metterne in evidenza abitudini e manie, limiti e velletarismi.
      “Lettera aperta a un giornale della sera”, film in cui il regista recita ed è anche autore del soggetto e della sceneggiatura, da un punto di vista strettamente filologico, apparterrebbe, pertanto, al fertile filone della commedia all'italiana configurando il tentativo di realizzare in maniera più o meno esplicita un certo tipo di amarognola satira sociale e politica dall'impianto fintamente realistico e molto attento agli umori e agli accadimenti contemporanei.
      Stilisticamente, invece, Maselli – al fine della determinazione d'un effetto di ambiguo straniamento - adotta gli insegnamenti del frammentario cinèma-vèritè godardiano: gira interamente il film in 16mm utilizzando con grande frequenza la macchina a mano e lo zoom (in controtendenza alle proprie abitudini che prevedono ariose carrellate) e doppiando “fuori sincrono” i personaggi-interpreti-di-sé-stessi.
      La lettera a cui fa riferimento il titolo è quella che un gruppo di intellettuali comunisti scrive ad un giornale, dichiarandosi “disponibile” a combattere volontariamente in Vietnam, e che sarà pubblicata, diventando un piccolo caso internazionale, sull'Espresso anziché sul foglio di partito a cui era stata indirizzata nella certezza di non vederla uscire.
      Le adesioni (anche prestigiose come quella di Sartre) si moltiplicano rendendo più che possibile l'ipotesi d'una partenza che in realtà nessuno dei firmatari vorrebbe e si aspetterebbe.
      La descrizione quasi cronachistica del lento scorrere delle vuote giornate del gruppo nell’attesa per qualcosa che (non) sarà risulta, pertanto, impietosa.
      Maselli opta, infatti, per un'esemplare - sincera quanto algida - rappresentazione delle ipocrisie che costituiscono il sostrato alle esitazioni dei personaggi (esistenziali ancor prima che decisionali).
      Lunghe, autoreferenziali ed infruttuose discussioni avvolgono, come il fumo delle loro sigarette, i fatui e narcisi protagonisti, seduti su scomodi e bassi divani moderni o distesi su letti ancor più bassi con le loro donne che, pur passando con indifferenza dall'uno all'altro, sono molto critiche nei confronti dei compagni.
      Nei desiderata dell'autore l'inerzia del gruppo appare, quindi, evidente metafora dell'impotenza della sinistra (italiana?) incapace (al di là di sterili elaborazioni teoriche) di fornire con concretezza nella magmatica e cruciale fase storica post-sessantottina stili di vita progettualmente alternativi ai clichè della borghesia capitalistica.
      Il “dispiacere” con cui alla fine dell'opera accolgono la notizia che la partenza non ci sarà è paradossalmente sincero perchè inconscia consapevolezza della propria inettitudine.
      La fiacca rassegnazione con cui si allontanano senza parlare improvvisando una partita di calcio con un barattolo (situazione, nell’immaginario, tipicamente italiana) prefigura simbolicamente l'incerto futuro “conformista” d'una sinistra purtroppo non in grado di modificare il corso impetuoso della storia e che, al contrario, diventerà essa stessa “èlite” molto lontana dai bisogni di quelle masse che pretenderebbe di rappresentare.

      …la distruzione dello stato repubblicano per mano d’una becera destra anti-democratica e l’impotenza della sinistra (o di quello che ne è rimasto): nel quarantennale dell’opera di Maselli in Italia nulla sembra cambiato per apparirci – se possibile – più torvo ed incerto...

      Courtesy of Musicletter: qui.

    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 3
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 19 Jun 2010

    • Tags cinema | pensieri | italia de profundis | Francesco Maselli
    • Views 64
    • Argomento della discussioneMondo Cane
    • L'Italia assume sempre più i contorni di un tetro palcoscenico dell'orrore.
      Inguardabile perchè osceno(a).
      Come dev'essere l'orrore...
      Invecchiamento della popolazione - e, dunque, incapacità di vedere e progettare il futuro - disgregazione del tessuto sociale, crisi finanziaria e declino economico, corruzione e mancato rinnovamento delle classi dirigenti, legislazione razzista, repressiva violenza istituzionale, prove tecniche di secessione travestita da federalismo, imbarbarimento culturale...
      Quest'ultimo, forse, il problema più grande perchè quello da cui probabilmente discendono tutti gli altri...
      Un paese "laboratorio" in cui si consuma (caso unico nell'occidente) l'esperimento "estremo" di una pseudo-democrazia-autoritaria, spregiudicatamente eterodiretta con la manipolazione dei mezzi di comunicazione.
      Una sofisticata forma di neo-fascismo-televisivo.
      Drammatica deriva di una nazione che ha perso memoria della sua straordinaria storia passata e che, al contraio, dopo secoli di accumulazione di un immenso patrimonio artistico, attraverso le molteplici suggestistioni paesagistiche di un territorio non ancora completamente sfregiato dalla modernità, avrebbe tutti i presupposti per essere avanguardia della bellezza, leader del gusto e, in definitiva, avamposto di elaborazione di nuove forme di rinascita culturale.
      Negli anni '60 - e per una buona parte degli anni '70 - del '900, quando l'Italia era punto di riferimento nel mondo per il design industriale e non, riconosciuto centro del "bon vivre", i grandi cantanti stranieri rendevano indirettamente omaggio al nostro stile inconfondibile incidendo nella lingua di Dante i propri pezzi di maggior successo oppure portando in giro per il mondo brani dei nostri autori più prestigiosi.
      Persino nei territori della pop-rock-music, terreni di conquista anglosassone, e ben al di là del mainstream sanremese, comunque dignitosissimo, musicisti straordinari hanno lasciato un segno indelebile: Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Piero Umiliani, Bruno Nicolai, Nino Rota, Piero Piccioni ...
      Anche se lontani ormai dal revival lounge degli anni '90 (centinaia di colonne sonore saccheggiate dalle compilation "Easy Tempo", "Beat at Cinecittà" e "Mo'Plen") non ci stupisce, pertanto, il tributo reso alla nostra migliore - e in qualche caso misconosciuta - tradizione da Mike Patton con "Mondo Cane".
      Chiunque abbia fatto musica s'è imbattuto in questi grandi autori, soprattutto chi, come Patton, ama affrontare esperienze sonore estreme e, particolare non indifferente, è stato sposato sette anni con un'italiana.
      Un disco, dunque, di 11 cover (già suonate dal vivo in una serie di concerti italiani del nostro), scelte senza un apparente criterio, che è testimonianza della profonda conoscenza del patrimonio musicale del nostro paese, arrangiate con un "groove" oscuro e malinconico dal genio mai abbastanza celebrato di Daniele Luppi ed eseguite da musicisti eccellenti quali - tra gli altri - Roy Paci e Alessandro Stefana.
      Si passa da Nicola Arigliano ("20 km al giorno") a Ennio Morricone (la diabolika "Deep down" e la tenchiana "Quello che conta"), dal beat dei Blackmen ("L'urlo negro") alla crooner-melodia di Nico Fidenco ("L'uomo che non sapeva amare"...che meraviglia...), dagli standard della canzone napoletana ("Scalinatella") agli evergreen ginopaoliani ("Il cielo in una stanza" e "Senza fine"), dall'istrionismo cabarettisco di Fred Buscaglione ("Che notte!") al bislacco pop-adolescenziale di Gianni Meccia ("Ti offro da bere")...con una freschezza e un'intensità davvero rara.
      Su tutto, però, prevale l'incredibile voce di Mike Patton, misurato più che in altre occasioni, e l'enigmatico titolo della raccolta: quel "Mondo cane" di jacopettieprosperiana memoria, sbattutto con brutalità in faccia all'ascoltatore a dispetto d'un disco dolcemente triste.
      Metafora probabilmente di quel paese un tempo meraviglioso popolato da individui che non sanno più volersi bene...gli uni cani agli altri.

      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 23
    • Ultimo commento di bit
    • Ultima volta online 31 May 2010

    • Tags Daily Song | Brano Serale | pensieri | italia de profundis | daniele luppi | Migliori dischi 2010 | Mike Patton | Mondo Cane
    • Views 360
    • Argomento della discussioneSultanato Italia
    • "Molti di noi hanno cominciato a fare i giornalisti spinti da un’ideale giovanile.
      Dicevamo a noi stessi: troverò le notizie che gli altri non hanno, racconterò le verità che gli altri non raccontano e, se ne vale la pena, rischierò pure la pelle.
      Come tutti gli ideali coltivati a vent’anni non sempre sono durati abbastanza e qualche volta la vita con le sue necessità materiali ha reso più astratto il nostro sogno di perfezione. Non è stato così per Fabio Polenghi il fotoreporter italiano caduto a Bangkok.
      Lui, come centinaia di altri giornalisti uccisi in prima linea, mentre cercavano di cogliere quella immagine o raccontare quella scena che nessun altro avrebbe pubblicato.
      L’infamia di una legge sulle intercettazioni voluta da un tirannello borioso per nascondere certe sue vergogne e votata da parlamentari che si nascondono come ladri nella notte, consiste certamente nella violazione del diritto dei cittadini di sapere e del dovere dei giornali di informare, come ha detto Ezio Mauro nell’intervista a Silvia Truzzi.
      Ma c’è qualcosa che è forse peggio della soppressione di una libertà ed è la spinta alla rassegnazione, all’accettazione supina di un arbitrio.
      Negli anni abbiamo imparato a conoscere il personale di cui si serve il premier per le sue malefatte.
      Si tratta di gente che in cambio di denaro e poltrone si è venduta dignità e reputazione.
      Sono gli eunuchi del sultano, manutengoli sazi e appagati ma con il cruccio che non tutti siano ridotti come loro.
      Per esempio. Ci sono dei giornalisti che vogliono raccontare le risate degli sciacalli del terremoto o come un senatore si è venduto ai boss o l’affaire di un ministro a cui comprarono la casa sul Colosseo?
      Spezziamogli la penna, mettiamogli paura finché si convincano che l’unica informazione possibile in questo Paese è quella autorizzata dall’alto.
      Naturalmente, è una violenza che non può essere accettata. Naturalmente, se la legge infame passerà, assieme ai tanti giornalisti liberi che ancora ci sono, noi del “Fatto” ricorreremo a tutte le forme possibili di disobbedienza civile.
      Lo diciamo ai nostri lettori ed è bene che lo sappiano gli eunuchi di Palazzo: non gli daremo tregua.
      Se per una fotografia c’è chi si fa ammazzare, per una notizia si può anche rischiare un po’ di galera." (Antonio Padellaro, il Fatto Quotidiano)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 19
    • Ultimo commento di (h)s.
    • Ultima volta online 22 May 2010

    • Tags pensieri | italia de profundis | Fabio Polenghi | Antonio Padellaro
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    • Argomento della discussioneTutto il resto è noia
    • Dopo le recentissime manifestazioni d'intolleranza, ronde leghiste, cariche violente agli extracomunitari e soprattutto a seguito di una legislazione che, introducendo il monstruum del reato di clandestinità, viola palesemente i più elementari diritti umani sanciti nella dichiarazione universale dell'ONU, Le Monde s'interroga sull'enigma Italia chiedendosi come sia possibile che un paese che ha visto emigrare all'incirca 27 milioni di suoi cittadini in tutto il mondo, sia diventato un sinistro avamposto xenofobo.
      “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”...questo principio, però, sembra non riguardare (più) un paese per il quale l'approccio migliore ad un problema complesso come l'immigrazione sembra essere diventato nella migliore delle ipotesi una forma tutta particolare di neo-colonialismo di ritorno in cui il riconoscimento dei diritti dell'individuo non è implicitamente connesso al suo status di “essere umano” ma subordinato allo svolgimento di un lavoro...
      ...
      La Banca Mondiale con preoccupazione indica l'Italia come il paese più corrotto dell'occidente.
      Costerebbe (la corruzione) agli onesti contribuenti (a tutti coloro che pagano le tasse: a noi, dunque) quasi 40 miliardi di €uro l'anno e costituisce l'autentico freno ad un reale sviluppo economico e sociale di questa nazione: non ha senso, infatti, progettare una riforma del welfare o tagliare spese o servizi (misura che esaspera tensioni sociali sempre più evidenti) se esiste questa cupa manomorta sul cittadino e, soprattutto, se vengono sottratti impunemente al fisco più di 200 miliardi di €uro...
      ...
      Imbarbarimento della cosa pubblica (lo scandalo della “prostituzione civile” lascia sgomenta la stampa di mezzo mondo), crisi economica degrado politico, conflittualità sociale, incapacità progettuale e invecchiamento della classe dirigente, conflitto d'interessi, impoverimento culturale, elitès sempre più autoreferenziali...
      In un paese ingessato e affacciato (immobile) sull'abisso il mezzo di comunicazione più diffuso effettua ogni giorno la più colossale opera di brain-washing di massa: i problemi vengono cancellati dai notiziari in favore di notizie insignificanti, minimizzati o, più semplicemente, ridotti a chiacchiericcio insensato da bar-sport.
      In un paese addormentato, dunque, davanti ad un televisore-balia-della-coscienza-collettiva che non deve disturbare il sonno della ragione (o almeno del buon senso) anche il più grande spettacolo popolare non può e non deve turbare il pensiero unico del “facciamo finta che...tutto va ben...”.
      Il festival (de che...?) sanremese di quest'anno è in perfetta sintonia con il processo di normalizzazione deciso dagli spin-doctors berlusconiani: semplice, mai eccessivo nei toni, condotto understatment da una presentarice col carisma di un impiegato del catasto, rassicurante come può essere la banalità.
      Declassato al rango di show qualsiasi, perfettamente intercambiabile con mille altri (ecco a voi il calciatore famoso e il super ospite di turno), se possibile più dimesso, in cui anche gli apparenti momenti di trasgressione (vedi lo strip di Dita von Teese) fanno parte di uno scontatissimo clichè (la liturgia dello spettacolo tv prevede sempre un tanto di fi*a) e quelli più patetici (la vicenda Morgan con tanto di lettura del brano e cordoglio moraleggiante della Clerici) sono così finti che nessuno (neppure i protagonisti) ci crede lontanamente un po'...
      In un contesto così privo di autentica vitalità – vengono alla mente le nature morte del buon vecchio “Baschenis” - i cantanti s'agitano (qualcuno meglio, qualche altro peggio) come simulacri evanescenti sul palco al rtimo di suoni che nel dormiveglia sono lontane eco di brani mediocri.
      Persino l'eliminazione (altrettanto scontata...a me, però, il brano di Nino D'Angelo piaceva) scivola via senza particolari sussulti (le finte vibrate polemiche sono sempre materia da talk del giorno dopo): fra uno sbadiglio di noia mista a stanchezza e lo zapping compulsivo allo spettatore ormai esausto non resta che sprofondare nel meritato riposo.
      La messa è finita: domani si ricomincia...
    • Post di nicola (nick67)
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    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 18 Feb 2010

    • Tags sanremo | pensieri | italia de profundis
    • Views 73
    • Argomento della discussioneWhat a Disgusting

    • BERTOLADRI
      "Più intercettazioni escono, più si capisce perché le vogliono abolire.
      Non c’è niente di meglio che ascoltare la nostra classe dirigente, anzi digerente, e i nostri imprenditori, anzi prenditori, per capire da chi siamo governati.
      Eppure, grazie alle inchieste di Espresso, Repubblica, Annozero, Report e Il Fatto, chi fossero Bertolaso e la sua band si poteva intuirlo.
      Solo un’informazione serva e salivare poteva scambiare questo bluff semovente, travestito da calciatore della Nazionale, per “un servitore dello Stato nel mirino dei giudici” (Vespa, Pompa a Pompa), “il virgilio delle catastrofi, la straordinaria normalità, jeans&polo, voce piana e forte appeal, l’uomo che piace a tutti tranne che ai magistrati che provano a inzaccherargli la divisa” (Mario Giordano, Libero anzi Occupato), “un efficace organizzatore” (Sergio Romano, Pompiere della Sera), “un tecnico capace ed efficiente” (Littorio Feltri, il Geniale), “l’homus berlusconianus (sic), quello del ‘basta con le chiacchiere’, della politica del fare, dei metodi spicci, lo zar di tutte le emergenze” (Peppino Caldarola, Il Riformatorio), “un uomo che fa del bene e quindi viene perseguitato” (il Banana).
      Ora, grazie alle intercettazioni, anche i non vedenti e i non scriventi sanno chi è e di chi si circonda: un cenacolo di stilnovisti che, molto fisionomisti, si autodefinivano “cricca di banditi”, “immersi in un liquido gelatinoso ai limiti dello scandalo”, “combriccola”, “gente che ruba tutto il rubabile”, “bulldozer”, tipi “da carcerare”.
      Infatti sono stati accontentati. Siccome anche la toponomastica ha un peso, l’appaltatore-elemosiniere di Bertolaso, Diego Anemone, risiede in via Regalìa: più che un indirizzo, una vocazione.
      Infatti, per rastrellare contanti per gli incontri con San Guido, si rivolgeva a un prete, don Evaldo, per gli amici “don Evà”.
      Ma le mazzette erano soprattutto in natura, ultima evoluzione di Tangentopoli: fuoriserie e aerei a sbafo, ristrutturazioni e divani gratis, escort e massaggi tutto compreso, assunzioni di figli e domestici.
      Ecco, la famiglia prima di tutto: Angelo Balducci, uno dei BertoBoys, tenta di piazzare il figlio: “Compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo”.
      Un genitore esemplare. La regola è non pagare mai il conto: quando Anemone in versione marina organizza soggiorni all’Argentario per Carlo Malinconico, segretario generale di Palazzo Chigi e poi presidente degli Editori di giornali, precisa: “Mi raccomando, non è che si distraggono e gli fanno il conto!”. Non sia mai.
      In altre telefonate sembra di riascoltare i furbetti del quartierino. Fazio: “Ho messo la firma”. Fiorani: “Tonino, sono commosso, io ti ringrazio... ho la pelle d’oca... ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo... prenderei l’aereo e verrei da te, se potessi”. Ora un altro dei BertoBoys, Fabio De Santis, meravigliosamente definito dalla burocratjia della Protezione civile “soggetto attuatore”, dice ad Anemone: “Dammi un bacio sulla fronte”. Anemone va un po’ più in giù: “Dove vuoi, pure sul culo se mi dai una buona notizia”.
      Altri ingredienti ricordano i sistemi di Bancopoli, Calciopoli e Parmalat, col controllo sulle sole variabili impazzite rimaste: non il Pd, figuriamoci, ma i pochi giornalisti e magistrati che ancora fanno il proprio mestiere.
      Il giornalista spione riferisce quel che sta per scrivere Fabrizio Gatti sull’Espresso, mentre – secondo l’accusa – il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro spiffera notizie agl’indagati (l’avevano già pizzicato nel caso Unipol, infatti coordinava le indagini sui grandi eventi).
      Completano il quadro le “ripassate” di Bertolaido a Francesca e a un’altra signorina (“una fisioterapista di mezza età”, garantisce il premier, sempre informatissimo), ma a scopo di “terapia” per “riprendermi un pochettino”.
      E aggiungono un tocco di berlusconianitudine al tutto (il listino del Beauty Salaria include il “trattamento fango”, 65 euro tutto compreso). Ce n’è abbastanza per l’immediata nomina di San Guido a ministro, con legittimo impedimento incorporato: un Bertolodo." (Marco Travaglio, il fatto quotidiano, 12.02.2010)
    • Post di nicola (nick67)
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    • Ultimo commento di pascal
    • Ultima volta online 16 Feb 2010

    • Tags pensieri | italia de profundis | schifo
    • Views 126
    • Argomento della discussioneAcidità...di stomaco...
    • Berlusconi dice: "si sputtana il Paese dando spazio a un pentito che ha sulla coscienza un bambino sciolto nell'acido.
      Gasparri dice: "ha sciolto nell'acido un bambino di dodici anni per conto della mafia."
      La dolcissima Stefania Prestigiacomo dice: "il più ignobile tassello della strategia di destabilizzazione del governo perpetrato accreditando un feroce animale che ha sciolto un bambino nell'acido"
      Capezzone (immancabile) dice: "...è responsabile di crimini orrendi, non gli si può attribuire credibilità.
      Italo Bocchino (scusate la parolaccia) dice: "...noto per i suoi reati efferati, ha fatto uno show mediatico teso a colpire il premier e Dell'Utri."
      Il raffinatissimo cantore della destra, Vittorio Feltri, dice: "È noto per aver ucciso nell'acido un ragazzino…"
      Avrete compreso che si parla di Gaspare Spatuzza detto "U' Tignusu" (senza capelli), ex imbianchino e ex capomandamento del quartiere Brancaccio, collaboratore dei boss Filippo e Giuseppe Graviano che, secondo la sua stessa testimonianza, fu direttamente coinvolto nella strage di Via D'Amelio in cui morì Paolo Borsellino nel 1992 (avrebbe rubato lui la Fiat 127 per metterci l'esplosivo), incolpatosi anche delle bombe del 1993 a Milano, Firenze e Roma, condannato a vari ergastoli per sei stragi e 40 omicidi tra cui quelli di Don Pino Puglisi e del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell'acido (orrore), decisosi a collaborare con la giustizia dall'anno scorso, dopo una "conversione mistica" che lo ha portato, in carcere, a sostenere sei esami di Teologia...
      ....
      Marcello Dell'Utri dice: "..è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo..."
      Berlusconi dice: ...non era uno stalliere, era il fattore che avemmo ad Arcore con tutta la sua famiglia...poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po' (?!) in mano ad una organizzazione criminale...non inventò mai nessuna cosa contro di me...ben quindi dice Dell'Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere..."
      Avrete compreso che si parla del defunto Vittorio Mangano, già imputato ed arrestato pertruffa, emissione di assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione, indicato al maxiprocesso di Palermo, sia da Tommaso Buscetta che da Totò Contorno, come uomo d'onore appartenente a Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta), definito "uno di quei personaggi che...erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia" dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una sua intervista, rilasciata il 19 maggio 1992 (ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi), riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica, due mesi prima di essere ucciso nell'attentato di via d'Amelio.
      Soprannominato (impropriamente?) "lo stalliere di Arcore", svolse numerose funzioni nella stessa villa, nella quale visse tra il 1973 e il 1975, proposto per quell'incarico da Marcello Dell'Utri, il 19 luglio 2000 fu condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest'ultimo vittima della "lupara bianca" nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l'esecutore materiale...
      ...allora...c'è qualcosa che non va...forse...Spatuzza sarà pure inaffidabile (le sue dichiarazioni, infatti, sono al vaglio della magistratura) ed è stato sicuramente un omicidia feroce e spietato ma qualcuno dovrà spiegarmi "bene" l'eroismo del mafioso pluriomicida Mangano (riposi in pace).
      Alla fine della fiera...se ci pensate la questione, forse, risiede nello stile: non ci sono più i pluriomicidi di una volta e come sapevano sciogliere nell'acido i vecchi uomini d'onore...
    • Post di nicola (nick67)
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    • Ultimo commento di FAB4
    • Ultima volta online 8 Dec 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA
    • Views 87
    • Argomento della discussioneIl libro di NATALE
    • E' on line "Caro Papi Natale", l'instant book per il "No B Day" con le 101 domande del popolo della rete al Reticente del Consiglio. Scaricatelo e fatelo girare. Qui sotto troverete l'introduzione al libro (la letterina di Natale) e più in basso i link sia al testo completo che alle 100 domande + domandone finale...

      Caro Papi Natale,
      anche quest'anno non ho assunto stallieri, non ho subìto 106 processi, non sono stata nella dacia di Putin e nemmeno nella escort di Tarantini, non ho avuto Capezzone come portavoce, non ho costruito il Ponte sullo Stretto, il Mose e quattro centrali nucleari (se è per quello nemmeno Lei), non ho fatto lifting e tricotrapianti, non ho sei tv, non mi sono iscritta alla P2, non ho pagato tangenti, non ho evaso il fisco e non me ne faccio nulla di scudo fiscale, lodo, processo breve, legittimo impedimento e immunità parlamentare, non ho creato un milione di posti di lavoro (intendeva dire in meno?), non ho raccomandato veline e piazzato velinari alla direzione del Tg1, non ho tagliato le tasse (Lei invece sì?), non ho corrotto avvocati e non ho 100 avvocati, non sono perseguitata dalle toghe rosse, dalla stampa rossa e dalle rosse, non ho fondato un partito insieme a Dell'Utri (che è un organizzatore di primo grado), non ho tenuto minorenni sulle ginocchia, non sono stata unta dal signore, non mi sono fatta da sola e non mi sono fatta neanche in compagnia, non ho palpato operaie russe, non ho fatto le corna a una foto di gruppo (a dire il vero sì, ma era in terza elementare!), non sono stata la migliore statista italiana degli ultimi 150 anni, non ho fatto sesso tre ore a notte (purtroppo) e non ho cantato con Apicella (per fortuna), non ho lanciato editti bulgari, non ho nominato Bondi ministro, non ho messo la Carfagna alle Papi Opportunità dopo un esame scritto (il calendario?) e la Gelmini all'Istruzione dopo un esame orale (…), non ho rischiato di vincere il Nobel per la Pace (perché, Lei sì?), non ho una squadra di calcio e non prendo a calci la Costituzione…
      Non voglio tediarLa oltre: lo so, sono stata una buona a nulla. E non avendo fatto e detto tutto quello che ha fatto e detto Lei non posso aspirare non dico alla Presidenza del Consiglio, ma nemmeno a un posticino di assessore al municipio di Baranzate. Però, siccome Lei è buono, mi permetto comunque di chiederle un regalo per Natale. Qui ci sono 101 domande per Lei. Risponda! Permetterà (forse) a me e a noi tutti di capire come ha fatto a diventare Silvio Berlusconi e come l'Italia possa essersi consegnata a Lei!...

      (cliccate QUI per scaricare la versione integrale del libro "Caro Papi Natale", con gli interventi di Bossi, Feltri, Belpietro Vespa e Minzolini, oppure cliccate QUI per andare direttamente alle 101 domande.)
      ...e fate girare il più possibile...
      Thank you, my friends :kissing:
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    • Ultima volta online 2 Dec 2009

    • Tags natale | pensieri | italia de profundis | il libro di Natale | papi natale
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    • Argomento della discussioneCartoline dall'entropia ITALIA (6)...peggio di così si muore...
    • Il magmatico e proteiforme panorama politico italiano s'arricchisce d'una voce chiara e netta.
      Al bando - finalmente - ribaltoni, inciuci, incertezze, ambiguità normative assortite.
      Il parlamentarismo assembleare con la sua ritualistica oscura è il vero ostacolo al governo e al "FARE"...
      Dobbiamo riappropriarci tutti del nostro destino, impedire questa deriva finto-democratica che è il prodromo al tentativo di spartizione di questo paese da parte delle mille consorterie pluto-giudaico-massoniche.
      Il popolo solo è sovrano nella sua terra.
      Basta lassismo: è venuto il momento di "AGIRE"...
      "Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi.
      Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano.
      Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano".

      Il Ku Kluk Klan sbarca in Italia: le iscrizioni sono aperte .
      Per aderire bisogna semplicemente compilare un modulo, allegando foto a "colori" e copia di un documento.
      L'accettazione ufficiale arriverà dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi e all'atto dell'iscrizione si riceve il cosiddetto "libretto del periodo di prova".
      Il Klan non sta a pettinar bambole, il programma è snello e definito nelle sue linee guida (mica come il programma di 200 pagine dell'Unione che fu):
      "lotta e contrasto a neri, immigrati, omosessuali ma anche ebrei, per dar vita ad uno Stato bianco e cristiano (mica ca**i)" perchè "La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l'ordine in questa società collassata".
      "Si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay", mentre "esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca...:quindi acquisite orgoglio nella vostra razza!".
      Che dire, poi, dei gay?..."L'omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E' inutile negare che da quando è uscita dall'armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati".
      Credo che il programma del Klan possa essere largamente (ed anche trasversalmente) condiviso dalla gran parte delle forze politiche di governo (e non) e per di più la risolutezza decisionista dell'associazione potrebbe fornire un contributo di chiarezza e di accellarazione su quei progetti che da tempo languono nel bivacco delle aule parlamentari...
      Che dire di più?... "...il nostro primo obiettivo è quello di far giungere il nostro vero messaggio ai bravi cittadini italiani. Questo avverrà sotto forma di volantinaggi in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana e tramite web (forum, siti, blog, e-mail)"...

      P.S. Il cappuccio (per il momento) è una forma di protezione dai pregiudizi snobistici della sinistra...col tempo e con l'aiuto di qualcuno (che ci governa) in alto...l'auspicio è che si possa togliere...
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    • Ultima volta online 3 Nov 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA
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    • Argomento della discussione"...e bravo Giulio..."
    • “Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia” - William Shakespeare – Amleto – Atto Primo – Scena Quinta.

      "Continuando di questo passo, siamo certi che Giulio Tremonti scoprirà che le galline fanno le uova e che le rose profumano.
      Dandogli ancora tempo, arriverà a capire come facciano le mucche e fare il latte e, magari, perché il Sole scalda.
      L’uomo del Monte x 3 non la smette mai di stupirci; va là – italiani! – ve lo dico io come si vive meglio: con il posto fisso!
      Lo crediamo bene: lui ce l’ha!
      Adesso che abbiamo risolto tutto con il posto fisso, forse non ha più senso parlare di reddito di cittadinanza, d’energia rinnovabile, di truffa sulla moneta…non serve più a niente…oppure sarebbe meglio proporre schede gratis per i telefonini e una moratoria per tutte le infrazioni stradali causate dall’alcolismo?
      Dai, Giulio.
      Ma…sbagliamo o questo Giulio Tremonti è la stessa persona che, solo un anno fa, firmò i famosi decreti dei “100 giorni”, quelli che hanno visto nascere, nella scuola, le classi di 30-40 persone e che hanno cacciato sulla strada decine di migliaia d’insegnanti?
      O abbiamo sognato?
      Il sospetto che ci siano in giro dei replicanti – signori miei – a questo punto non è più fantasia.
      Oppure, nel miglior stile sovietico, Giulio ha fatto autocritica. Comprendiamo.
      Non va più di moda sbattere la gente in Siberia…no…però – a questo punto – vorremmo vedere i fatti.
      Altrimenti, il replicante che parlava al convegno della Banca Popolare di Milano – facendosi credere il Ministro dell’Economia della Repubblica – in una baita sopra Sondrio dovrebbe andarci da solo.
      E restarci.
      Il lavoro non è un argomento “gettonato”, eppure trascorriamo spesso più tempo al lavoro che con i nostri familiari: ora, se a parlare di lavoro è uno scrittore, passi, ma quando a farlo – ed in modo così esplicito! – è un Ministro dell’Economia, dovrebbe trarne le conseguenze.
      Oppure scegliere la parte d’Amleto e recitarla fino in fondo, sempre che riesca a reggere il ruolo...(Carlo Bertani, scrittore)
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    • Ultima volta online 20 Oct 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA | Carlo Bertani
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    • Argomento della discussioneSinistro Elenco
    • "Le disgrazie sono di sinistra.

      Dopo il proclama del Capo, il quadro è finalmente chiaro. I magistrati sono di sinistra, e questo già si sapeva.
      La tv pubblica, eccetto Topo Gigio, è di sinistra. Il 72% dei giornali è di sinistra (non il 71 e nemmeno il 73: il 72, l'ha detto Lui).
      La Corte Costituzionale è di sinistra, il Quirinale è di sinistra, gli arbitri in genere sono di sinistra, e anche i vigili che danno le multe sono di sinistra, i professori che rifilano 4 a mio figlio sono di sinistra, il vicino di casa che appesta il pianerottolo con la sua frittura è di sinistra, la signora che mi ha scippato il parcheggio è di sinistra, come la Regina di Biancaneve, Veronica Lario e la Costituzione: tutte di sinistra.
      La sveglia alle sette è di sinistra, la barba da radere è di sinistra, il caffè amaro è di sinistra, i calzini bucati e gli ingorghi al semaforo sono di sinistra, il capufficio odioso è di sinistra, la moglie che mi ricorda le commissioni da fare è di estrema sinistra.
      Il Superenalotto è di sinistra, altrimenti vincerei.
      Gli stranieri, i comici, i miliardari e i gatti neri sono di sinistra.
      Le escort sono di sinistra, ma solo quelle che chiacchierano, naturalmente.
      Cavour era di sinistra, come Montanelli e Barbarossa, del resto.
      Fini è di sinistra e pure le previsioni del tempo, se segnalano pioggia.
      Persino io, quando non digerisco la peperonata, divento di sinistra.
      Da noi l'unica disgrazia che non sia di sinistra è la sinistra.
      P.S. Viva l'Italia, viva Berlusconi! (anche questo l'ha detto Lui)."
      Massimo Gramellimi (La Stampa, 08.10.2009)
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    • Ultima volta online 9 Oct 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA
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    • Argomento della discussioneImpressionismo stradale
    • Nel Paese che fa più uso al mondo di telefoni portatili nella proporzione percentuale con la popolazione (ma perché? E’ un fatto economico, logistico,psicologico,ecologico nel senso contrario, politico, insomma culturale, tutto questo insieme o che altro?), in questo Paese,a Roma, sere fa stavo parlando al cellulare in piedi, fuori da un locale.
      Un signore è uscito, mi ha dato una botta, mi ha fatto cadere l’apparecchietto a terra, dove si è decomposto,e ha tirato dritto senza aprir bocca.”Ma neanche si scusa ?”, gli ho detto.Si è voltato solo per rispondere:”E’ Lei che ha mosso il braccio”.
      Invece ovviamente fermo se reggeva il portatile.
      Ancora: passo con il verde pieno e al semaforo vedendomi arrivare si immette da una traversa che aveva il rosso un vespone, il cui guidatore mi guarda anche, con intenzione.Al semaforo successivo, appaiati, gli chiedo:”Ma Lei è passato con il rosso, se ne è accorto?”.Mi ha risposto secco “Embé?”, prima di sgassare via.
      Di più. All’incrocio tra Via XX Settembre e Via Quattro Fontane c’è quella meraviglia del San Carlino appunto alle Quattro Fontane, del Borromini.Quando facevo lo Zorro radiofonico riuscii a far spostare di dieci metri il semaforo all’indietro, perché macchine e moto non arrivassero proprio ad annerire la facciata borrominiana, ma si fermassero prima e quindi ripartissero prima.
      Ero al mio posto, mentre un motorino con due fanciulle ignorando il semaforo era piazzato dove il semaforo non c’era più, da qualche anno, poco più avanti, di fianco alla fontana secentesca. Rischiando l’accusa di molestie e l’infrazione stradale (era rosso per noi) le ho affiancate per chiedere lumi.Annerivano il Borromini.Perché ?”E chi è ‘sto Borromini ?”, mi ha risposto una delle due astronaute (da casco) mentre indicavo la fontana.
      .........
      Lo so, è impressionismo stradale, nel Paese dei Papi e di Papi e del suo gaio e irresponsabile cesaropriapismo (di cui politicamente pesano le menzogne più di ogni altra cosa). Lo so, arroganza e ignoranza potenziano l’assenza totale ormai di educazione.Roba vecchia.Ma mi colpisce lo stato progressivo di stupidità e rimbambimento del Paese nel suo complesso, come un virus imbarbarente, una meningite collettiva che non porterà ad altro se non al precipizio verso cui siamo rapidamente avviati, con o senza i consigli erotico-politici del premier.
      .........
      Postilla Anticipata. Prima che qualcuno commenti la mia domanda iniziale definendomi un “negazionista telefonico portatile” e magari aprendo su ciò un prezioso dibattito, lo ammetto: temo i rischi di inquinamento ambientale e di conseguenze cancerogene dell’uso smodato dei telefonini. Sono all’antica, purtroppo…

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    • Ultima volta online 29 Jul 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA | Oliviero Beha
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    • Argomento della discussioneBad Taste
    • Negli ultimi giorni ho nell'ordine ri-visto:

      *La notte dei resuscitati ciechi di Amando de Ossorio;


      *The Brood (La covata malefica) di David Cronenberg


      *Society - The Horror di Brian Yuzna;


      *La casa del diavolo di Rob Zombi.


      Quando il male s'impadronisce completamente della nostra quotidianità, inquinando le istituzioni e la società stessa, la visione di un film horror è solo un felice momento di evasione catartica.
      L'estetica del bad-taste dell'horror è l'unica possibile per combattere l'orrore del brutto (politico in particolare) in cui siamo immersi
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    • Ultima volta online 10 Jun 2009

    • Tags cinema | cinema di genere | pensieri | italia de profundis | horror | bad taste | gore | splatter
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    • Argomento della discussioneItalia in agonia...la storia infinita
    • Segnalatomi dall'ottimo Alessandro Busi, giovane e dotato scrittore, nonchè valente collaboratore di musicletter, riporto il micro-saggio di Vincenzo Romania, ricercatore in Sociologia dei processi culturali e comunicativi - che insegna Sociologia della comunicazione, Sociologia delle migrazioni e Introduzione ai linguaggi delle scienze sociali, all’Università di Padova - che spiega una volta di più l'inarrestabile degrado di questa Italia irriconoscibile e abbrutita...

      "In un rapporto di 25 pagine sulle politiche migratorie in Europa, apparso a metà aprile, il Commissario europeo e comunitario per i diritti umani Thomas Hammarberg ha espresso, con una certa ricorrenza quello che compare come un “DEEP CONCERN”, ovvero come una profonda preoccupazione per quella che ha definito la “criminalizzazione sistematica degli immigrati”, un tema sul quale da almeno dieci anni insistono anche ricerche sociologiche italiane, da Dal Lago a Palidda, al mio “Farsi passare per italiani”.
      In particolare, il commissario si è dichiarato “decisamente contrario ai rimpatri forzati verso Paesi con precedenti di tortura provati e di lunga durata, anche se le espulsioni avvengono sulla base di rassicurazioni diplomatiche”, come nel caso di alcuni tunisini che avevano fatto appello alla Corte europea per i diritti dell’uomo dimostrando le persecuzioni a cui erano sfuggiti, ma che sono stati, senza troppe perdite di tempo, drasticamente rimandati in patria dallo Stato italiano, prima che la Corte avesse tempo per emettere un giudizio. Qualcosa di molto simile a quanto accadde alle decne di migliaia di albanesi ammassate a Bari in un campo di calcio e che nel 1992 furono rimandati a casa sotto la falsa indicazione di un viaggio notturno verso altre destinazioni italiane. O come accaduto, di recente, ad Ancona e Venezia a due minori non accompagnati, i quali, al dilà dello status di rifugiato, avrebbero avuto diritto anche come immigrati irregolari di essere affidati ad una struttura adeguata sino alla maggiore età.
      Perché è grave quanto è successo qualche giorno fa a Lampedusa con il rimpatrio forzato dei 227 immigrati in partenza della Libia? Per due motivi, essenzialmente: il primo ha a che vedere con l’arrivo e il secondo con la partenza. Per quanto riguarda l’approdo a Lampedusa, secondo quanto dicono le diverse convenzioni dell’ONU e della Comunità Europea che il nostro ordinamento ha recepito e secondo quanto dice la nostra Costituzione, prima di procedere a qualsiasi tipo di espulsione, il Ministero dell’Interno avrebbe dovuto dare la possibilità a tutti di esprimere una eventuale richiesta di asilo. Cosa è successo, lo spiega bene Christopher Hein, Direttore del Cir, il Consiglio italiano per i rifugiati: «Generalmente tra i disperati che arrivano a Lampedusa quelli che chiedono diritto d’asilo sono il 70% ma di questi solo la metà ottiene lo status di rifugiato. Gli egiziani o i maghrebini, per esempio, difficil­mente lo chiedono. Del resto difficilmente lo ot­terrebbero. Gli stessi cinesi non lo chiedono mai. Ora, poiché tra i passeggeri di quella nave riportati in Libia non c’erano maghrebini, egizia­ni o cinesi, è presumibile che almeno il 70% avrebbe chiesto asilo. E di questi, con ogni proba­bilità, la metà ne aveva diritto. Il che significa che l’Italia ha respinto almeno un centinaio di persone alle quali la nostra Costituzione garanti­va il soccorso» (Corriere della Sera, 9/5/09)...
      segue
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    • Ultima volta online 13 May 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis
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    • Argomento della discussionesaverio strati
    • .....Sono vecchio e stanco per il tanto lavoro.Sono sotto cura, per via della pressione alta. Esco raramente per via che le gambe a momenti mi danno segni di cedere. Nonostante questi guai porto avanti il mio diario cominciato nel 1956. Ho inediti, fra racconti e diario, per circa 5000 pagine. La mia residenza è a Scandicci. Saverio Strati
      Post scriptum
      Devo aggiungere che avendo editore alle spalle e libri da pubblicare e da ristampare, non mi sono preoccupato a organizzarmi per avere una pensione, un'assistenza nella vecchiaia. Non ho, da anni, una collaborazione a giornali o a riviste. Perciò non ho nessun reddito e quindi è da tre anni che non faccio la dichiarazione dei redditi. Faccio inoltre presente che alcuni dei miei romanzi sono tradotti in francese, in inglese, in tedesco, in bulgaro, e in slovacco e inspagnolo (Argentina). Miei racconti sono apparsi in riviste cinesi e in antologie dedicata alla narrativa contemporanea italiana: in Germania, in Olanda, in Cecoslovacchia e in Cina.



      Dal Quotidiano della Calabria:

      (...)L’abbandono di Strati è il risvolto di ciò che Gian Enrico Rusconi (L’Unità del 3 febbraio) ha definito «un Paese decaduto e sfaldato, in preda a un imbarbarimento dei costumi». Lo spettacolo mediatico nazionale ogni giorno tritura migliaia di notizie. Però di Strati neanche un rigo o un’immagine. Se un uomo della tempra dello scrittore di Sant'Agata del Bianco, è costretto a confessare: «Non ho i soldi per la spesa», l’Italia dei grandi giornali e delle tv spazzatura non gli riserva neanche un box in terza o uno spazio a tarda sera. Badate: neanche un rigo su un foglio nazionale(...)

      cosa posso aggiungere: viviamo in un paese di merda.
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    • Ultima volta online 31 Mar 2009

    • Tags | italia de profundis | saverio strati | calabria | scrittori
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    • Argomento della discussioneitalia de profundis
    • Fiction reale o realtà finzionale, questo libro pretende e concede un atto d’amore assoluto, formulato come appello al lettore, affinché sia cancellato l’autore e si ascolti l’inquietante risata con cui Genna stesso e l’Italia vengono seppelliti



      il sito

      l'incipit

      E' alle mie spalle fosforescente il mare incontenibile del Capo, nella punta più tempestuosa della Sicilia. Qui il re Federico II si salvò ammarando. Il sole scotta l'epitelio dell'acqua, il sole immaturo del primo mattino che sono qui. La furia delle acque implode, io digrigno i denti. A favore di sole l'eritema sulla mia pelle sfruttata si allarga. Non indosso occhiali. La cala larga è vuota, umida la spiaggia, fastidiosa la sabbia raggrumata fredda, davanti a me è la barriera del supramonte di Cefalù. Posso distinguere nitidi i lati erosi dell'Abbazia di Satana detta Thelema. Il mio capo resta fissato al di sopra del cielo. Non smetto di scolpire la mia propria statua. Vedo l'Italia. Vedo me. Non sono io.

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    • Ultima volta online 4 Dec 2008

    • Tags giuseppe genna | italia de profundis
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