Antefatto Ho una grandissima stima di yoshi e...non solo perchè è un ottimo musicista e cantante vocalmente molto dotato. Di lui apprezzo soprattutto la squisita educazione espressione, senza dubbio, di un'indole gentile. Non sono smancerie le mie...piuttosto la presa d'atto che di tanto in tanto s'incontrano persone perbene (e il salottino ne è pieno...per fortuna). Non si può negare, in ogni caso, che yoshi abbia una spiccata attitudine pop e anche se - per mancanza di tempo - le sue segnalazioni sono centellinate, hanno molto valore.
Indiepassion Quick Tweak Il post - qui - in cui il caro Nino evidenziava l'esistenza di un barbuto crooner - Wilfried* (con la stellina pensate un po') - suscitò la curiosità degli ice*pinkers più vicini a certe languide sonorità pop di marca francese. Nonostante l'aiuto dell'immenso David, l'infaticabile ufficiale cercatore d'oro del salottino, non fu possibile reperire - completamente - l'oggetto del desiderio e...il post scivolò, alla stregua dello stesso Wilfried*, nell'oblio delle voglie musicali insoddisfatte... Da qualche giorno, però, miracoli della rete, il disco in questione ha iniziato a circolare nei blogs specializzati e questo ci permette di ripare al torto... Duplice torto: quello che abbiamo subito, negandoci per distrazione l'ascolto di una delizia prelibata, e quello che abbiamo inflitto al suo autore...non inserendo la sua opera fra i migliori dischi dell'anno passato. Spero sia sufficiente posizionarlo nella futuribile classifica dei migliori dischi del 2009 e credo che, in fondo, l'operazione ci possa stare tranquillamente senza creare strappi al tessuto spazio-tempo (in fondo il disco è uscito alla fine del 2008...quando le playlists sono già chiuse). "D'Ailleurs" si compone di 15 tracce che descrivono in modo abbastanza esaustivo il variegato e bizzarro universo sonoro di Wilfried*...fatto di un impasto gradevolissimo di sonorità proto-gainsbourghiane, di psichedelia naïve, di vocalizzazioni che rimandano a Philippe Katerine - e che si avvitano di tanto in tanto in narcisistici arzigogoli - reso possibile dalla matrice elettro-synth-pop-so-eighties che è l'autentica cifra stilistica del nostro autore. Ironico e malinconico, morbido ma complesso, giocato tutto sul tema della dualità e della diversità, ruffiano e colto, colmo di citazionismi che abbracciano l'universo del pop d'autore francese (Hermann Dune, Bertrand Burgalat, Arnaud Fleurent-Didier che ha collaborato al disco)...in una sola parola: irrinunciabile.
ve lo ricordate quando bianconi diceva che tra i suoi ascolti figurava arnaud fleurent-didier? era prima de la malavita, se non ricordo male. ed io mi aspettavo un album tipo quello meraviglioso dei notre-dame (creatura appunto di arnaud fleurent-didier). ultimamente lo sto riascoltando in macchina. un consiglio solo: non perdetevelo. soprattutto adesso che è disponibile qui
(trattasi del secondo album. il primo è altrettanto bello, forse anche di più).