dicevo, sonno compatto, come non succedeva da un po' la luce del corridoio è rossa e quella sul comodino è una sorta di funghetto a pallini gialli e arancioni. prima di dormire spengo il cellulare e per sbaglio attivo la fotocamera, l'immagine è perfetta, perfettamente sgranata e mutabile, la luminosità cambia se mi avvicino, mi allontano, mi sposto. se guardi le cose dentro uno schermo la realtà non è più la stessa, cambia intensità, diventa magnetica. sono le due di notte e quasi quasi mi metto a fare un film, ma quale film? quello che sto vedendo? quello che sto vivendo? chi mi guardava di spalle seduta fra le file di poltrone. chi mi ha visto salire le scale. il film non è ancora finito, c'è qualche frammento di un mio sogno dentro. poche notti fa, la fine del mondo, ma senza stridore di denti, solo il male su tutto, e la speranza dimenticata di qualche cosa da salvare. una ragazza con la parrucca bionda mi guarda per un attimo, non so se mi conosce ma io so chi è. il film non è ancora finito, è solo cambiata l'angolazione.