Il tempo passa... Le mode cambiano... I social network avanzano...ma c'è qualcuno che in questo salotto continua a segnalarci (dopo tanti anni) musica nuova e nuove tendenze... Tanti auguri Filippo...spirito guida di ice*pink
era ora. finalmente su cd per i tipi di digitmovies. il miglior micalizzi, per quanto mi riguarda. colonna sonora che non sente il bisogno di esser colonna sonora a tutti i costi. oltre le immagini, di un'autonomia spaventosa. 10 brani, quanto basta.
Quattro brani che sono la perfetta colonna sonora di queste giornate di incerto avvenire per il nostro paese. Tra crisi economica, bertolazzate, berlusconate, tensione sociale montante, espolosione della micro e macro criminalità, squallidissima campagna elettorale di orribili facce... Perfettamente sovrapponibili dopo tanto tempo a questi anni di crepuscolo per la democrazia...
Visto che ieri ero troppo impegnata a saltellare tra palco, banchetto e cassa - che teen in carriera che sono! - mi aspetto che tutti gli icepinker presenti ieri lascino qui sotto il loro pensiero
Si ringrazia dj nepo per le (involontarie) musiche pre e post concerto
agli amici romani: stasera approderò nella capitale. (non per i soliti motivi di lavoro. una specie di minivacanza pasquale con tutta la famiglia*....).
*particolare di non poco conto. i doveri del buon padre di famiglia mi impediscono di fare ogni genere di piano. non so, per esempio, quando e come sarò disponibile per un eventuale (auspicabile) incontro con eventuali icepinkers. di certo escluderei domenica e lunedì. tra venerdì e sabato qualcosa, forse, potrebbe uscire fuori... occhio ai cellulari.
Il cinema di genere - soprattutto quello italiano - non è stato solo trend passeggero (trend durato peraltro più di vent'anni) ma ha rappresentato un patrimonio di professionalità ed esperienze che ricollocato nella nostra contemporaneità e supportato economicamente potrebbe costituire davvero il punto di partenza per un rilancio della stanca cinematografia italica. Purtroppo, al nostro cinema (anche a quello d'autore in verità) non mancano certamente le idee o la volontà o gli attori quanto semplicemente...mezzi produttivi autonomi. A partire dagli anni '60 fino ai primissimi '80 nel nostro paese la quantità di pellicole girate ed immesse nel circuito delle sale era così elevata da consentire la totale autosussistenza del mercato cinematografico stesso: pertanto, gli incassi dei films - soprattutto di quelli più popolari - non solo erano sufficienti a coprire i costi di lavorazione ma consentivano anche ai produttori di rischiare investendo in giovani autori commercialmente meno dotati di appeal. Verso la metà degli anni '80, però, la situazione è profondamente mutata con l'avvento della televisione commerciale che ha non solo determinato il declino del cinema nel senso di un approccio differente alla fruizione "strictu sensu" di un film ma ha modificato soprattutto le modalità e l'ottica produttiva stessa. La forza economica della televisione (testimoniata, peraltro, dal fatto che persino la quasi totalità delle sale cinematografiche appartengono o alla galassia Mediaset o alla Rai tramite Cinecittà e l'Istituto Luce) è, dunque, l'architrave di una cinematografia (quella italiana) che orienta tutti i suoi progetti ai successivi passaggi sul piccolo schermo e alla vendita di spazi pubblicitari. Questo spiega perchè i più grandi registi di cinema di genere abbiano smesso di girare o abbiano realizzato scadenti fictions televisive in cui prevale l'auto-censura sulla sperimentazione (anche sgangherata ma vitale) del passato. Nulla lascia presagire un cambiamento di questo deprimente status quo: agli autori di maggior valore (penso al bergamasco Roger Fratter) non rimane altro, purtroppo, che l'home video o il mercato estero (soprattutto quello asiatico) dove l'interesse per il cinema di genere è in crescita. All'appassionato non resta che il culto nostalgico dei film degli autori di un glorioso passato (più o meno recente) o attraverso il recupero personale di vecchie opere o mediante rarissimi passaggi televisivi: con l'ausilio, dunque, di quel mezzo che ne ha impedito la prosecuzione e che ne ha anestetizzato gli stilemi estetici. Infatti, al solito impossibile orario (2,15) stanotte rete4 manda in onda, per la regista di Alberto De Martino, uno dei più stravaganti quanto interessanti esempi di horror degli anni '70: "Holocaust 2000"(1977). Il film s'inserisce nell'ambito del filone - così detto - esorcistico, ispirato dunque alla celebre opera di William Friedkin che fornì più d'uno spunto al cinema italiano, che De Martino aveva già affrontato nel '74 in maniera convincente ma didascalica con "L'anticristo". (...segue nei commenti...)
Antefatto Ho una grandissima stima di yoshi e...non solo perchè è un ottimo musicista e cantante vocalmente molto dotato. Di lui apprezzo soprattutto la squisita educazione espressione, senza dubbio, di un'indole gentile. Non sono smancerie le mie...piuttosto la presa d'atto che di tanto in tanto s'incontrano persone perbene (e il salottino ne è pieno...per fortuna). Non si può negare, in ogni caso, che yoshi abbia una spiccata attitudine pop e anche se - per mancanza di tempo - le sue segnalazioni sono centellinate, hanno molto valore.
Indiepassion Quick Tweak Il post - qui - in cui il caro Nino evidenziava l'esistenza di un barbuto crooner - Wilfried* (con la stellina pensate un po') - suscitò la curiosità degli ice*pinkers più vicini a certe languide sonorità pop di marca francese. Nonostante l'aiuto dell'immenso David, l'infaticabile ufficiale cercatore d'oro del salottino, non fu possibile reperire - completamente - l'oggetto del desiderio e...il post scivolò, alla stregua dello stesso Wilfried*, nell'oblio delle voglie musicali insoddisfatte... Da qualche giorno, però, miracoli della rete, il disco in questione ha iniziato a circolare nei blogs specializzati e questo ci permette di ripare al torto... Duplice torto: quello che abbiamo subito, negandoci per distrazione l'ascolto di una delizia prelibata, e quello che abbiamo inflitto al suo autore...non inserendo la sua opera fra i migliori dischi dell'anno passato. Spero sia sufficiente posizionarlo nella futuribile classifica dei migliori dischi del 2009 e credo che, in fondo, l'operazione ci possa stare tranquillamente senza creare strappi al tessuto spazio-tempo (in fondo il disco è uscito alla fine del 2008...quando le playlists sono già chiuse). "D'Ailleurs" si compone di 15 tracce che descrivono in modo abbastanza esaustivo il variegato e bizzarro universo sonoro di Wilfried*...fatto di un impasto gradevolissimo di sonorità proto-gainsbourghiane, di psichedelia naïve, di vocalizzazioni che rimandano a Philippe Katerine - e che si avvitano di tanto in tanto in narcisistici arzigogoli - reso possibile dalla matrice elettro-synth-pop-so-eighties che è l'autentica cifra stilistica del nostro autore. Ironico e malinconico, morbido ma complesso, giocato tutto sul tema della dualità e della diversità, ruffiano e colto, colmo di citazionismi che abbracciano l'universo del pop d'autore francese (Hermann Dune, Bertrand Burgalat, Arnaud Fleurent-Didier che ha collaborato al disco)...in una sola parola: irrinunciabile.
(Premessa: sto dimenticando tantissime cose, lo sento. Ma vabbè, si sa)
----------IL MIO DISCO DELL’ANNO----------------- *****STEREOLAB: chemical chords***** ------------------------------------------------------------------
TRE AMORI IN CORSO Elettronoir: non un passo indietro Giorgio Tuma: my vocalese fun fair Jay Jay Johanson - Self Portrait UNDICI ITALIANI Humpty Dumpty: q.b. Baustelle: amen Paolo Benvegnù: le labbra Offlaga Disco pax: bachelite Fou: procurarsi guanxi Il Genio: il genio Le Luci della Centrale Elettrica: canzoni da spiaggia deturpata The Niro: the niro Moltheni: i segreti del corallo Superpartner : love hotel Paolo Conte: psiche IL RESTO DEL MONDO (Tanta, troppa musica. Non ce la posso fare!) This is Ivy League: This is Ivy League, Ally Kerr: off the radar, Fuck Buttons : Street Horrrsing, Mono In VCF: Mono In VCF, Brazilian Girls: New York City, Cascadeur: Mobile, Santogold: Santogold, Mgmt: Oracular Spectacular, Portishead: Third, The Last Shadow Puppets: The Age Of The Understatement, The Indelicates: American Demo, Would-be-goods: Eventyr, Twig: Life After Ridge, Why: Alopecia, The Clientele: the Night, a Forest Grew, Cocoanut Groove: Madeleine Street, Resplandor: Pleamar, The Harphet trace: On disappearing, Gentle Touch: In memory of Savannah, Microfilm: The Slingshot Orchestra, Deadmau5: Random Album Title… ULTRASUONI Inca Ore William Basinski (discografia) Goldmund: The Malady of Elegance ALCUNE SORPRESE DAL PASSATO The Yellow Balloon: The Yellow Balloon (1967) The Cyrkle: Neon (1968) Francoise Hardy: La Question (1971) Roger Rodier: Upon Velveatur (1972) Braen’s Machine: Temi Ritmici e Dinamici (1973) Tom Zè: Estudiando O Samba (1975) It's Immaterial: Life's Hard And Then You Die (1986) Minema: Minema (1996) Astrud Gilberto with Turrentine (2003) LABEL [cloudberry records] 4AD SONG Crayon Fields - Mirror Ball FUMETTI Guy Delisle: Cronache Birmane RIVISTE Nocturno ICE*PINKER DELL’ANNO Orgeste
Domenica 12 maggio 1974 gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum sul divorzio, sappiamo come è finita…la conferma della Legge Fortuna, già fortuna, ma per chi? …e si gioca la penultima del campionato di serie A con un decisivo testa-coda Lazio-Foggia! E’ in questo contesto che si inserisce il penultimo lavoro dei 40 brothers targati KR…la novità assoluta rispetto alle precedenti uscite è che qui i due ragazzi mixano che è un piacere: tutto il calcio minuto per minuto avvolge sonorità pop/undreground/cinematografiche. Ora vediamo più da vicino come si snoda questo lavoro, premesso che la mia non vuol essere una recensione, ma un mini racconto che poggia su alcune mie impressioni istintive ...tra l’altro, sinceramente, devo precisare che sulla produzione musicale recente non sono molto aggiornato…Detto questo si parte: Enrico AMERI attacca con un “e ricordiamo” scaraventandomi nei meravigliosi anni della mia infanzia, all’epoca avevo un’età decisamente felliniana: 8 e mezzo…poi la linea viene ceduta a CIOTTI, interrotto da Ezio LUZZI, l’uomo B, per il 2 a 2 del Como ad Arezzo, con la pronta battuta di CIOTTI che campeggia nella bella copertina…bello, contemporaneamente, quando AMERI interrompe, scusandosi, CIOTTI per il rigore della Lazio e il nostro Sandrone risponde con un delizioso “figurati”, il tutto mentre irrompe lo shake-beat morriconiano tratto dal film “Le foto di una signora per bene” riportato in circolazione su 45 giri da quelli del Giaguaro di Roma come allegato al numero 0 del 1999, a ruota incalza, Toto Cutugno con gli Albatros: una storia d’amore andata male cantata, quasi alla Baglioni, da Cutugno, la sua bella prende il volo…atmosfere, mi perdonino Bogart e la Bergman, alla “Casablanca”, il tutto condito, però da sonorità vincenti, brano che arriva terzo a Sanremo 1976… …al 14’ minuto della ripresa Ameri presenta i Faresoldi: bell’attacco, belle pulsioni ritmiche…si scivola verso territori più pop con i Numero6, tappeto sonoro pizzicato da una chitarra-guida con impennata finale, e i Northpole, pezzo ben cadenzato, pop molto “limpido”…e arriviamo al buon vecchio Remotti, come dargli torto, si infervora come una iena a tal punto che il suo “basta”, avvolto da un bel sitar, rimanda, per un attimo a Pappalardo…un mio amico mi fa presente che la bella musichetta a corredo è un pezzo degli America, sarà…
Ore 18:00. Mi trovo alla fnac allo Chiado. Cioé, di fronte alla statua di Pessoa. Cioé, alla Brasileira. Cioé, di fronte a casa mia. Cioé, non so se mi spiego.
Roger Quigley in versione At swim two birds é al soundcheck. Siamo quattro gatti e mi avvicino. "Sorry, Roger, can i ask you a favor?" Ci sarebbe un mio cugino (ahahah) che dice che hai la voce piú bella del mondo, che ti segue da sempre e che vorrebbe che scrivessi qualcosa su questo foglio per lui. Dice: "DJ Nepo? He must be a crazy one". Ho il video, nepo, per garantire sull'originalità del tutto. Dimmi solo a quale indirizzo vuoi che ti mandi questo prezioso foglietto.
Poi scrive qualcosa per me. Poi parliamo dei Montgolfier brothers. Suona con una tizia, Sophia, che se definissi una fica astrale probabilmente potrei offenderla, visto che é molto di piú. Roger Quigley é un signore. Vuole la mia mail, il mio blog e myspace, mi ringrazia un milione di volte, gli dó l'indirizzo di ice`pink e giura che ci viene (muovetevi a tradurre che prima di loggarsiin mi avrá stramaledetto 200 volte). A fine concerto, gli offro la mia spilletta dei Magpie (quella bianca, quindi, caro carretti, vedi di rimediare quanto prima), invitandolo a visitare il myspace, viste le sonorità che mi sembra stia abbracciando. Lui mi regala 15 spillette di ASTB. Poi mi invita alla fnac seguente, a Colombo.
E secondo voi che faccio? Ci vado.
Centro commerciale enorme.
Mi faccio scrivere due dediche dalla Sophia (una anche per nepo, ovvio) e poi s'imbarda di spilla dei Magpie e suona. Questo per dire che un certo collini (quello che sembra ferretti xó meno figo) mi ha detto "e no, la shpilletta degli odp non te la possho dare, z'abbiamo sholo queshte". Ingrati. Comunque.
A un certo punto mi sento Alain Delon. A Lisboa. Con una super bock e una sigaretta davanti. Dopo uno sguardo fugace con una portoghese davanti a me. Con una spilletta col sole che sorge rosso e verde sul cuore. Seduto da solo ad un tavolino aspettando roger quigley che mi ha invitato al suo concerto.
Il nuovo album, Returning to the scene of crime, é sempre evoluzione del suo stile. Quigley usa la voce colorando il monocorde della chitarra, la batteria elettronica non é banale, la Sophia al violoncello é speciale oltreché meravigliosa. Non scade nel ripetitivo come penso gli capiti spesso coi MB (cosa che gli ho pure contestato, pensate che sant'uomo) perché magari mette qualche eco post che ravviva i pezzi, la chitarra é semplice semplice solo un po' di jukkareverbero ogni tanto. Suona alcuni pezzi del nuovo abbastanza notevoli, anche se il massimo rimane I want you, del primo album. Grande idea, presentarsi con dietro le spalle la proiezione di London nobody knows.
Quigley mi é piaciuto parecchio, dal vivo la voce vale di piú. Ora sono fuori, peró, visto che mi ha fatto bere il Tejo, litigare con Paola e saltare la cena. Eppure erano anni che non ero cosí felice.