La cometa di Halley ritornerà nell'estate del 2061...... (wikipedia)
....Fascino, eleganza e qualità saranno garantiti per certo da due canzoni, ambedue cantate da voci femminili: Malika Ayane fa addirittura a meno del ritornello nella sua "Ricomincio da qui", elusiva, eterea, bellissima. Irene Grandi torna a vendicare la clamorosa esclusione di "Brucia la città" (nel 2007) presentandosi con il medesimo autore, l'ispiratissimo Francesco Bianconi di Baustelle che questa volta ha inventato un agrodolce addio d'amore incorniciato da "La cometa di Halley". Due perle. (la repubblica)
da bau::affair (il corvo joe è sempre sul pezzo!) apprendo che nel prossimo (primo) album di noemi (quella di x-factor, non del berlusca) c'è un brano di francesco bianconi. si intitola per colpa tua.
Un incontro molto intimo tra lo scrittore Mattia Signorini e Francesco Bianconi voce della band italiana del momento su GQ di luglio:
Francesco Bianconi: 36 anni, 4 dischi con i Baustelle, di cui è la voce e l’anima. Una canzone, Bruci la città. scritta per Irene Grandi e diventata subito un piccolo classico della musica italiana. Un premio Tenco vinto e la colonna sonora per l’ultimo film di Giuseppe Piccioni, Giulia non esce la sera, che contiene anche un sorprendente duetto con Valeria Golino. Lo incontro per capire chi è la persona che vive dietro a canzoni ormai suonate da migliaia di iPod e farmi raccontare in anteprima i suoi progetti sul futuro. Partendo da quando tutto è iniziato: una piccola sala prove in una vecchia casa colonica, a Montepulciano.
*Avevi 28 anni e stava per uscire il primo disco dei Baustelle, Sussidiario illustrato della giovinezza, per una piccola etichetta indipendente. “Non è passato molto tempo ma il mondo, almeno il mondo della musica, era molto diverso. Internet e il download erano ancora all’inizio, i dischi si vendevano bene. Era un periodo in cui anche le piccole etichette ti davano soldi per farti incidere. Quando abbiamo iniziato stava finendo un’epoca.”
*Come sono ora i ragazzi perduti che racconti in Le vacanze dell’83 e La canzone del Riformatorio? “Non c’è più un sogno, non c’è più la speranza nel futuro, si pensa a sopravvivere. Non hanno più mezzi per guardare avanti: tutto è abbastanza drammatico.”
*Se prima i tuoi personaggi elaboravano un vuoto che partiva da dentro, nell’ultimo disco dei Baustelle, Amen, sembrano non averne più il tempo. “Nel sussidiario le canzoni erano racconti emotivi, in Amen c’è questo passaggio a una sfera più pubblica. È un disco che parla del sociale, della situazione economica e di come i personaggi raccontati nelle canzoni provano a reagire.”
*Ma Francesco Bianconi come vede l’Italia di oggi? “Mi sento abbastanza fuori posto, non ho particolari soluzioni. Quelle dovrebbero darle gli analisti, i sociologi, soprattutto i filosofi. Un filosofo adesso è visto come uno sfigato. Invece ce n‘è bisogno, dovrebbero stare al governo”
*Hai dichiarato di volertene andare. “Non ce l’ho in modo particolare con questo Paese, né voglio fare lo snob. Potrebbe essere utile andarsene, anche solo per un po’, poi tornare a vedere quello che stiamo vivendo con occhi diversi. Tutti quelli che ne hanno la possibilità dovrebbero farlo, gli intellettuali, gli artisti…”
La mangiatrice di uomini non fa distinzione tra bianco e nero ha un Vangelo e la Pistola, è Santo il cielo che differenza fa donna o diavolo? L'uomo che non sa ride e giudica, io lo fisso e gli sfilo il cardigan Proprio vero, la grande attrice sa come finge Bevenuti tutti quanti nella bocca del leone Benvenuti maledetti, pregustatevi la fine Maledetti i vostri cuori, benedetto il vostro cane Maledetti i vostri soldi, cos'avete da guardare? La mangiatrice di uomini, si sa, si concede, da perle ai porci E l'intervista va in diretta per un mondo solo La vita passa e va E io mi annoio Benvenuti tutti quanti nella bocca del leone Benvenuti maledetti, pregustatevi la fine Maledetti i vostri cuori, benedetto il vostro cane Maledetti i vostri soldi, cos'avete da guardare?
A proposito della segnalazione di Chloe, il video della puntata barbarica del 28.09.2007 con il Bianconi de-ambulante per via Osoppo e locali malfamati à la recherche de Milano noir lo potete scaricare qui....sempre che v'interessi. 332MB compresso in formato .mp4 per ridurne il peso, potete visualizzarlo con Winamp versione 5.3.2 (dal momento che i codec in divx non riproducono i suoni). Altrimenti - il che è decisamente meglio - lo potete aprire con quicktime, più leggero e meno impattante qui. Considerazioni/note a margine: *il servizio "Romantici a Milano" inizia dopo una decina di minuti; *il Bianconi, in tutta la sua coolness, magro quant'altri mai, ci fa una bella figura nonostante l'esibizione di uno spaesamento (per forza di cose e data anche la relativa brevità del servizio) forzato; *tiratina d'orecchi agli autori e alla Daria nazionale quando dice "....leader dei Baustelle che ha scritto un disco bellissimo che si chiama Malavita" invece che "La malavita"....ma va bene lo stesso (!); *chissà se Dariona e consorte (Luca Sofri) hanno per davvero ascoltato il cd baustelliano....ma va bene lo stesso (!); *vedete anche il dibattito in studio e la successiva intervista barbarica a Mauro Corona lo scrittore,scultore, alpinista, poeta friulano; *la Bignardi è sempre una bella patatona (de gustibus....).
sabato pomeriggio io e lime siamo andati a vedere questo:
Cinema d’Italia. Omaggio a Luciano Vincenzoni LA VITA AGRA (Italia, 1963, 97’) di Carlo Lizzani con Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli, Rossana Martini, Enzo Jannacci
Versione integrale restaurata dalla Cineteca Nazionale
un omaggio a Luciano Vincenzoni, nato a Treviso 81 anni fa e diventato uno dei piu' grandi sceneggiatori del cinema italiano, ideatore con Sergio Leone della “trilogia del dollaro”. Tra il 1954 e il 2000, Vincenzoni ha scritto oltre 65 film. Tutti famosi e di grande successo sono i film in programma a Conegliano: La Grande Guerra di Mario Monicelli, Signore e Signori e Sedotta e abbandonata di Pietro Germi, La vita agra di Carlo Lizzani e Per qualche dollaro in piu' di Sergio Leone. E' dunque un’occasione rara per gustare alcuni classici del cinema italiano sul grande schermo, in versioni integrali e restaurate su pellicola.
qui sul salottino è pieno di gente più preparata in merito, comunque sono stata davvero contenta di averlo visto e ci tenevo a dirvelo. dopo aver passato un paio di notti a fotografare vecchi album, una serata a spulciare sanremo datati, con il disco dei bau appena uscito e una festa vagamente anni 60 il giorno dopo... sembrava messo lì apposta. il bello è che stavamo per dimenticarcene, ce ne siamo ricordati dieci minuti prima, erano le quattro, non avevamo ancora pranzato e stavamo un po' sclerando, solo dei pazzi sarebbero andati con tutte le cose ancora da fare per la festa! e infatti ho infilato quattro pacchetti di cracker in borsa e ci siamo catapultati al cinema.
guarda caso incontriamo rosa, proprio seduta affianco a noi, insieme a suo padre. questa cosa di padre e figlia al cinema era perfetta e mi ha un po' intenerito, lui con l'accento pugliese ogni tanto le diceva qualcosa "quello è tognazzi", "quello è jannacci" mentre io mangiavo vorace bocconi giganti di cracker nel tentativo di fare più in fretta possibile per non disturbare. ma senza neanche troppo imbarazzo, c'era come un'atmosfera rilassata, non ero neppure infastidita dalle parole del papà di rosa, anche se diceva cose che a me parevano ovvie e magari lei faceva solo finta di non saperle per farlo contento...
forse perché tognazzi si rivolge direttamente al pubblico, pareva quasi di essere in quegli anni e non mi sarei sorpresa se qualcuno avesse acceso una sigaretta. io non sono proprio una nostalgica di merda, non certo come certi nostalgici di merda super esperti che ci sono qui, però a vedere quel film mi è venuto come un magone... anche certe minime cose mi hanno sorpreso, tipo quando lui e lei si incontrano e mangiano in una taverna, lei gli racconta delle manifestazioni e gli arresti piena di passione e intanto mangia forchettate giganti di spaghetti che le restano fuori dalla bocca. cioè, io normalmente avrei pensato "che schifo, benedetta ragazza, come mangi?" e invece lei era comunque deliziosa e lo guardava con gli occhi accesi da animaletto sveglio e intanto masticava con mezzi spaghetti fuori e lui già si stava innamorando
la pensione con il bagno in comune e quel vivere incasinato eppure senza nervosismi, le banconote divise sul letto moglie-affitto-taverna-spese varie, le camere sempre provvisorie dove fanno l'amore senza preoccuparsi dei vicini, il lavoro fumoso nella mega azienda, l'amore che ostacola i suoi progetti e lo rende un borghese, i licenziamenti senza troppa preoccupazione "non è mai morto nessuno a milano"... io però ci ho sperato fino alla fine (colpa dell'immedesimazione, certo), quando contano i 5 secondi, e invece niente. anche l'amico con la gamba "siocca" ha smesso di sperarci e nella valigia ci sono solo le fagianette.