ordunque ci siamo. il dado è tratto. nick è il regista. siete tutti invitati. due canzoni a testa. cominciate a pensarci su. questo è il post(o) giusto.
Questo libro è un repertorio d’immagini che riproduce anastaticamente alcune tra le più belle, più commoventi, più creative e più durature pubblicità che caratterizzarono l’irripetibile stagione degli anni Sessanta e Settanta. Con il boom economico e il benessere arrivarono anche le moderne pubblicità sui periodici. Ingenue, impertinenti, arroganti, pretenziose, hanno inciso pesantemente sull’immaginario iconografico e visivo di varie generazioni, di un’intera nazione. Una rassegna utile per non perdere il filo della memoria e per ricordare da dove veniamo. Un volume sulla storia dimenticata della cultura popolare, che colpisce l’emotività come un pugno nello stomaco. Evocative icone che riaffiorano dal nostro passato con elegante nostalgia.
Contiene testi di Silvana Baroni, Corrado Farina, Renzo Paris, Paolo Petroni. “È ora di girare pagina. Dentro questi tredici anni ci sono le emozioni più intense della nostra vita. Sono indissolubilmente legate alla musica e alle immagini. E quelle più evocative sono in questo libro, la musica mettetecela voi.” (Dalla prefazione di Francesco Coniglio e Antonio Veneziani)
"Cantautore confidenziale dotato di una caratteristica voce roca e di una intonazione che in alcuni momenti ricorda addirittura Piero Ciampi, fu autore di brani che per certi aspetti ricordano il Califano degli inizi, quello per intenderci di "Tutto il resto è noia", "Tac", "Ti perdo". Filipponio raggiunse una certa popolarità verso la fine degli anni '70, quando portò in classifica Pazzo non amore mio. Precedentemente aveva inciso alcuni pochi conosciuti dischi, fra cui Una sigaretta fumata in due pubblicato dall'etichetta discografica di Federico Monti Arduini, meglio conosciuto come Guardiano del Faro. Apparivano già allora chiari gli orientamenti artistici di Filipponio che vorrebbe essere "chansonnier" e che ha nella grande canzone francese degli Aznavour un sicuro punto di riferimento e di ispirazione. Dopo Pazzo non amore mio Filipponio colse qualche altra discreta affermazione, fra cui Diventi amore, pubblicato nel 1979. Il disco conteneva fra l'altro due brani curiosi - Non è un ora e Che presuntuoso questo cuore - in cui come coautore compare il nome di Giuni Russo, affermatasi poi nel 1982 come cantante di "Un estate al mare", composta per lei da Franco Battiato. Filipponio realizzò poi vari altri album, fra gli altri Sensazioni precise, e qualche singolo, ma verso la metà degli anni '80 il suo nome era già tramontato"
a proposito di nostalgia. vi serve qualcosa dal mood malinconico e struggente? un pezzo stracciapalle imperdibile? l'ideale per un "intimo" pomeriggio romantico?