Non sei collegato (collegati)

Benvenuto, Ospite!

Vuoi partecipare ad Ice*Pink? Se hai già un account, entra ora.

Se non hai un account, registrati qui.

Tag recenti

Vanilla 1.0.3 is a product of Lussumo. More Information: Documentation, Community Support.

    • Argomento della discussione“La paura è il più antico sentimento umano...”
    • ...e la rappresentazione della paura, soprattutto quella effettuata sullo schermo cinematografico, è catartica, come aggiunge il compianto Lucio Fulci in questo piccolo frammento sonoro...
      ...e in questo genere probabilmente il maestro raggiunse il vertice della sua ars registica.
      Dopo “Luca il contrabbandiere”, geniale poliziottesco che ondeggia tra il noir alla Fernando Di Leo e l’horror-splatter (d’altronde l’anno prima aveva diretto il controverso “Zombi 2”), vedrà la luce (ca va sans dire) la “trilogia della morte”.
      In appena due anni (1980 e 1981) usciranno nell’ordine: “Paura nella città dei morti viventi”, “…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà”, “Quella villa accanto al cimitero”, pietre miliari del cinema efferato, caratterizzati tutti da uno straordinario tocco d’autore.
      Visionari, sperimentali, punto di riferimento per tutti coloro che si sono cimentati in questo tipo di rappresentazione filmica.
      Fulci rimanda alla funzione che nel teatro antico era chiamata a svolgere la senechiana “tragedia degli orrori” (quella di evocare e/o materializzare le paure più recondite e rimosse per farci confrontare con il lato oscuro di noi stessi) e la spinge fino al parossismo di una nichilista poetica della crudeltà artaudiana (in specie con “…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà” probabilmente il suo capolavoro).
      Nessun amante del cinema, dunque, può dirsi veramente tale se non conosce siffatti capolavori e...se non li (ri)guarda di tanto in tanto…
      Stasera, dunque, full immersion luciofulciana con:
      “Paura nella città dei morti viventi"

      In streaming totale: qui
      “…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà”

      In streaming totale:qui
      “Quella villa accanto al cimitero”

      In streaming totale:qui
      ...e nei commenti la colonna sonora di:
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 4
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 24 Aug 2010

    • Tags nick67 | Lucio Fulci | estate | pensieri | e la chiamano estate | estate vuota | surreal estate | estate 2010 | meniscosi | Daily Film | film per una non estate | streaming | megavideo | links rigenerati | Paura nella città dei morti viventi | …e tu vivrai nel terrore! L’aldilà | Quella villa accanto al cimitero | Fabio Frizzi
    • Views 40
    • Argomento della discussioneMarina, Marina, Marina...
    • "Forse i Maya non erano poi così scemi: i segnali della fine del mondo si moltiplicano.
      La Santanché che cita Marcuse, per esempio (forse crede che sia un grossista di champagne).
      Oppure il topless di Marina Berlusconi, editore che edita un giornale che di lei stessa scrive: «Marina Berlusconi, selvaggia bellezza a cavallo di una tecnologica moto d’acqua, ricorda Galatea, la più bella tra le Nereidi».
      Che non sembri piaggeria, l’ha scritto un archeologo, ma visto il topless andava bene anche un restauratore.
      Tra tutte queste premonizioni di immani disgrazie, rimangono per fortuna ben saldi alcuni valori, solidi, stabili.
      Per esempio la leggina (ddl 40, articolo 3, comma 2 bis, votato anche dagli intrepidi finiani) con cui il governo Berlusconi, presieduto dal padrone della Mondadori, presieduta dalla di lui figlia Marina Berlusconi, ha permesso all’azienda di risparmiare qualcosa come 340 milioni di euro di contenzioso fiscale.
      Stiamo parlando di tasse – contenzioso su tasse evase, per la precisione – che ammetterete, dopo Galatea e le Nereidi è una bella caduta di stile.
      Naturalmente continueremo a sentire nei telegiornali embedded della casa reale che la lotta all’evasione fiscale continua senza soste e cedimenti.
      Ma del super-sconto di famiglia direttamente dal produttore (di leggi) al consumatore (di condoni) non vi diranno nulla (sacrilegio!).
      Per fortuna, però, come nei migliori fascismi della storia, si sta con il "popolo".
      Così dell’editoriale del settimanale di teoria politica del regime, Chi?, possiamo leggere la commovente lettera di Marta: «Faccio l’operaia…Con gli straordinari guadagno 1050 euro al mese… Ho iscritto mia sorella all’università, ha il libretto pieno di 30… faccio i debiti, ma queste sono le soddisfazioni della vita. Ti scrivo per dirti che sono felice».
      Bello, eh? E sotto a queste righe, foto di Marina Berlusconi in moto d’acqua, a cui il papà ha appena regalato una legge da 340 milioni di euro. Scommettiamo che è felice anche lei?" (Alessandro Robecchi, Il Manifesto)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 1
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 23 Aug 2010

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA | Alessandro Robecchi
    • Views 41
    • Argomento della discussioneDiary of forbidden dreams
    • La lesione del menisco posteriore destro il 5 agosto scorso ha determinato la totale sospensione di ogni attività fisica.
      Fluttuo in un limbo di ottusa ed irreale beatitudine determinata (probabilmente) dalla mistura di caldo (non mi piace adoperare l'aria condizionata), antinfiammatori e immobilità forzata, immerso nella (re)visione di film e nell'ascolto di musica da cui per fortuna mi allontanano di tanto in tanto gli affetti familiari.
      Il dolore è quasi passato ma...nell'attesa di un ulteriore controllo specialistico che, dopo ulteriore valutazione dello stato articolare e della risonanza magnetica (già effettuata) mi prescriva l'intervento (terapia chirurgica) o mi suggerisca un approccio (più) conservativo (fisioterapia)...occorre riposo e un attento centellinare dei gesti...dei movimenti...
      Da oggi mi piacerebbe partecipare voi, miei virtuali interlocutori, immaginari compagni del mio vagabondare mentale per le reti informatiche, delle visioni (più significative) di quei films che tengono vivo il mio (basso) tono dell'umore, alzano la soglia della mia attenzione, ravvivano in un qualche modo i miei fiacchi pensieri...e che m'impediscono di cedere alla tentazione dell'orrendo demone televisivo (peraltro debole durante la sciagurata stagione estiva)...
      ...
      Odissea grottesca in un mondo regolato dall'assurdo: lo sguardo ingenuo di Nancy, tra sonate mozartiane e movimenti schubertiani, su una realtà insensata in cui ogni atto (persino quello più sessualmente indecente) è pura coazione a ripetere, tentativo patetico e volgare di ingannare la spietata illogicità dell'esistenza.
      Il surreale non manca mai in nessuna opera di Roman Polanski ma in "Che?" trova il suo ακμή.
      E' disponibile in streaming su megavideo: qui
      E qui potete trovare qualche suggerimento per aggirarne i limiti...
      Buona visione...
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 3
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 23 Aug 2010

    • Tags nick67 | estate | pensieri | e la chiamano estate | estate vuota | surreal estate | estate 2010 | meniscosi | Daily Film | film per una non estate | Che? | Roman Polanski | streaming | megavideo
    • Views 53
    • Argomento della discussioneProdromi d’un fallimento in frammenti di cinema (rimosso) : “Sinistra, De Profundis”…
    • Dopo aver esplorato (con scarso successo commerciale) non senza asciutto acume e buona dose di ironia gli ambiti della commedia di costume con “Fai in fretta ad uccidermi...ho freddo” del 1967 e “Ruba al prossimo tuo” del 1969, Francesco “Citto” Maselli decide che è arrivato il momento di rivolgere lo sguardo all'ambiente dell'intellighenzia di sinistra – che è anche il suo mondo - per metterne in evidenza abitudini e manie, limiti e velletarismi.
      “Lettera aperta a un giornale della sera”, film in cui il regista recita ed è anche autore del soggetto e della sceneggiatura, da un punto di vista strettamente filologico, apparterrebbe, pertanto, al fertile filone della commedia all'italiana configurando il tentativo di realizzare in maniera più o meno esplicita un certo tipo di amarognola satira sociale e politica dall'impianto fintamente realistico e molto attento agli umori e agli accadimenti contemporanei.
      Stilisticamente, invece, Maselli – al fine della determinazione d'un effetto di ambiguo straniamento - adotta gli insegnamenti del frammentario cinèma-vèritè godardiano: gira interamente il film in 16mm utilizzando con grande frequenza la macchina a mano e lo zoom (in controtendenza alle proprie abitudini che prevedono ariose carrellate) e doppiando “fuori sincrono” i personaggi-interpreti-di-sé-stessi.
      La lettera a cui fa riferimento il titolo è quella che un gruppo di intellettuali comunisti scrive ad un giornale, dichiarandosi “disponibile” a combattere volontariamente in Vietnam, e che sarà pubblicata, diventando un piccolo caso internazionale, sull'Espresso anziché sul foglio di partito a cui era stata indirizzata nella certezza di non vederla uscire.
      Le adesioni (anche prestigiose come quella di Sartre) si moltiplicano rendendo più che possibile l'ipotesi d'una partenza che in realtà nessuno dei firmatari vorrebbe e si aspetterebbe.
      La descrizione quasi cronachistica del lento scorrere delle vuote giornate del gruppo nell’attesa per qualcosa che (non) sarà risulta, pertanto, impietosa.
      Maselli opta, infatti, per un'esemplare - sincera quanto algida - rappresentazione delle ipocrisie che costituiscono il sostrato alle esitazioni dei personaggi (esistenziali ancor prima che decisionali).
      Lunghe, autoreferenziali ed infruttuose discussioni avvolgono, come il fumo delle loro sigarette, i fatui e narcisi protagonisti, seduti su scomodi e bassi divani moderni o distesi su letti ancor più bassi con le loro donne che, pur passando con indifferenza dall'uno all'altro, sono molto critiche nei confronti dei compagni.
      Nei desiderata dell'autore l'inerzia del gruppo appare, quindi, evidente metafora dell'impotenza della sinistra (italiana?) incapace (al di là di sterili elaborazioni teoriche) di fornire con concretezza nella magmatica e cruciale fase storica post-sessantottina stili di vita progettualmente alternativi ai clichè della borghesia capitalistica.
      Il “dispiacere” con cui alla fine dell'opera accolgono la notizia che la partenza non ci sarà è paradossalmente sincero perchè inconscia consapevolezza della propria inettitudine.
      La fiacca rassegnazione con cui si allontanano senza parlare improvvisando una partita di calcio con un barattolo (situazione, nell’immaginario, tipicamente italiana) prefigura simbolicamente l'incerto futuro “conformista” d'una sinistra purtroppo non in grado di modificare il corso impetuoso della storia e che, al contrario, diventerà essa stessa “èlite” molto lontana dai bisogni di quelle masse che pretenderebbe di rappresentare.

      …la distruzione dello stato repubblicano per mano d’una becera destra anti-democratica e l’impotenza della sinistra (o di quello che ne è rimasto): nel quarantennale dell’opera di Maselli in Italia nulla sembra cambiato per apparirci – se possibile – più torvo ed incerto...

      Courtesy of Musicletter: qui.

    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 3
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 19 Jun 2010

    • Tags cinema | pensieri | italia de profundis | Francesco Maselli
    • Views 64
    • Argomento della discussioneMondo Cane
    • L'Italia assume sempre più i contorni di un tetro palcoscenico dell'orrore.
      Inguardabile perchè osceno(a).
      Come dev'essere l'orrore...
      Invecchiamento della popolazione - e, dunque, incapacità di vedere e progettare il futuro - disgregazione del tessuto sociale, crisi finanziaria e declino economico, corruzione e mancato rinnovamento delle classi dirigenti, legislazione razzista, repressiva violenza istituzionale, prove tecniche di secessione travestita da federalismo, imbarbarimento culturale...
      Quest'ultimo, forse, il problema più grande perchè quello da cui probabilmente discendono tutti gli altri...
      Un paese "laboratorio" in cui si consuma (caso unico nell'occidente) l'esperimento "estremo" di una pseudo-democrazia-autoritaria, spregiudicatamente eterodiretta con la manipolazione dei mezzi di comunicazione.
      Una sofisticata forma di neo-fascismo-televisivo.
      Drammatica deriva di una nazione che ha perso memoria della sua straordinaria storia passata e che, al contraio, dopo secoli di accumulazione di un immenso patrimonio artistico, attraverso le molteplici suggestistioni paesagistiche di un territorio non ancora completamente sfregiato dalla modernità, avrebbe tutti i presupposti per essere avanguardia della bellezza, leader del gusto e, in definitiva, avamposto di elaborazione di nuove forme di rinascita culturale.
      Negli anni '60 - e per una buona parte degli anni '70 - del '900, quando l'Italia era punto di riferimento nel mondo per il design industriale e non, riconosciuto centro del "bon vivre", i grandi cantanti stranieri rendevano indirettamente omaggio al nostro stile inconfondibile incidendo nella lingua di Dante i propri pezzi di maggior successo oppure portando in giro per il mondo brani dei nostri autori più prestigiosi.
      Persino nei territori della pop-rock-music, terreni di conquista anglosassone, e ben al di là del mainstream sanremese, comunque dignitosissimo, musicisti straordinari hanno lasciato un segno indelebile: Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Piero Umiliani, Bruno Nicolai, Nino Rota, Piero Piccioni ...
      Anche se lontani ormai dal revival lounge degli anni '90 (centinaia di colonne sonore saccheggiate dalle compilation "Easy Tempo", "Beat at Cinecittà" e "Mo'Plen") non ci stupisce, pertanto, il tributo reso alla nostra migliore - e in qualche caso misconosciuta - tradizione da Mike Patton con "Mondo Cane".
      Chiunque abbia fatto musica s'è imbattuto in questi grandi autori, soprattutto chi, come Patton, ama affrontare esperienze sonore estreme e, particolare non indifferente, è stato sposato sette anni con un'italiana.
      Un disco, dunque, di 11 cover (già suonate dal vivo in una serie di concerti italiani del nostro), scelte senza un apparente criterio, che è testimonianza della profonda conoscenza del patrimonio musicale del nostro paese, arrangiate con un "groove" oscuro e malinconico dal genio mai abbastanza celebrato di Daniele Luppi ed eseguite da musicisti eccellenti quali - tra gli altri - Roy Paci e Alessandro Stefana.
      Si passa da Nicola Arigliano ("20 km al giorno") a Ennio Morricone (la diabolika "Deep down" e la tenchiana "Quello che conta"), dal beat dei Blackmen ("L'urlo negro") alla crooner-melodia di Nico Fidenco ("L'uomo che non sapeva amare"...che meraviglia...), dagli standard della canzone napoletana ("Scalinatella") agli evergreen ginopaoliani ("Il cielo in una stanza" e "Senza fine"), dall'istrionismo cabarettisco di Fred Buscaglione ("Che notte!") al bislacco pop-adolescenziale di Gianni Meccia ("Ti offro da bere")...con una freschezza e un'intensità davvero rara.
      Su tutto, però, prevale l'incredibile voce di Mike Patton, misurato più che in altre occasioni, e l'enigmatico titolo della raccolta: quel "Mondo cane" di jacopettieprosperiana memoria, sbattutto con brutalità in faccia all'ascoltatore a dispetto d'un disco dolcemente triste.
      Metafora probabilmente di quel paese un tempo meraviglioso popolato da individui che non sanno più volersi bene...gli uni cani agli altri.

      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 23
    • Ultimo commento di bit
    • Ultima volta online 31 May 2010

    • Tags Daily Song | Brano Serale | pensieri | italia de profundis | daniele luppi | Migliori dischi 2010 | Mike Patton | Mondo Cane
    • Views 361
    • Argomento della discussioneSultanato Italia
    • "Molti di noi hanno cominciato a fare i giornalisti spinti da un’ideale giovanile.
      Dicevamo a noi stessi: troverò le notizie che gli altri non hanno, racconterò le verità che gli altri non raccontano e, se ne vale la pena, rischierò pure la pelle.
      Come tutti gli ideali coltivati a vent’anni non sempre sono durati abbastanza e qualche volta la vita con le sue necessità materiali ha reso più astratto il nostro sogno di perfezione. Non è stato così per Fabio Polenghi il fotoreporter italiano caduto a Bangkok.
      Lui, come centinaia di altri giornalisti uccisi in prima linea, mentre cercavano di cogliere quella immagine o raccontare quella scena che nessun altro avrebbe pubblicato.
      L’infamia di una legge sulle intercettazioni voluta da un tirannello borioso per nascondere certe sue vergogne e votata da parlamentari che si nascondono come ladri nella notte, consiste certamente nella violazione del diritto dei cittadini di sapere e del dovere dei giornali di informare, come ha detto Ezio Mauro nell’intervista a Silvia Truzzi.
      Ma c’è qualcosa che è forse peggio della soppressione di una libertà ed è la spinta alla rassegnazione, all’accettazione supina di un arbitrio.
      Negli anni abbiamo imparato a conoscere il personale di cui si serve il premier per le sue malefatte.
      Si tratta di gente che in cambio di denaro e poltrone si è venduta dignità e reputazione.
      Sono gli eunuchi del sultano, manutengoli sazi e appagati ma con il cruccio che non tutti siano ridotti come loro.
      Per esempio. Ci sono dei giornalisti che vogliono raccontare le risate degli sciacalli del terremoto o come un senatore si è venduto ai boss o l’affaire di un ministro a cui comprarono la casa sul Colosseo?
      Spezziamogli la penna, mettiamogli paura finché si convincano che l’unica informazione possibile in questo Paese è quella autorizzata dall’alto.
      Naturalmente, è una violenza che non può essere accettata. Naturalmente, se la legge infame passerà, assieme ai tanti giornalisti liberi che ancora ci sono, noi del “Fatto” ricorreremo a tutte le forme possibili di disobbedienza civile.
      Lo diciamo ai nostri lettori ed è bene che lo sappiano gli eunuchi di Palazzo: non gli daremo tregua.
      Se per una fotografia c’è chi si fa ammazzare, per una notizia si può anche rischiare un po’ di galera." (Antonio Padellaro, il Fatto Quotidiano)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 19
    • Ultimo commento di (h)s.
    • Ultima volta online 22 May 2010

    • Tags pensieri | italia de profundis | Fabio Polenghi | Antonio Padellaro
    • Views 160
    • Argomento della discussioneo TemporA o MoreS
    • Giornata di divorzi...

      Teatralmente grotteschi?


      Possibili, anzi molto probabili, imminenti?

      Materazzi aveva pensato di ucciderlo, Ibrahimovic ha detto: ".Materazzi voleva matarlo...lo ha preso a calci nel culo..., Lucio ed Eto'o gli hanno urlato di tutto..", "Ibra dice che dovevano lasciarmi stare? Io dico che ha ragione Ibra".

      Già consumati?

      "Abbiamo rotto. Mi ha distrutto casa e adesso sto cercando di convincerla che non sono l'uomo sbagliato che crede.."

      "Sento parlare di divorzio, e non capisco come due persone non riescano a vivere d'accordo; vedo due persone, e non capisco come l'una possa sopportare l'altro. (Franklin P. Adams)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 9
    • Ultimo commento di valbosky
    • Ultima volta online 23 Apr 2010

    • Tags pensieri
    • Views 125
    • Argomento della discussioneMinima Immoralia
    • Asia Argento ha chiesto al Tribunale dei minori di Roma che l'ex-compagno Morgan decada dalla potestà genitoriale.
      Il provvedimento con il quale viene meno la patria potestà parentale viene emesso raramente dal giudice minorile: solo in casi - va precisato - di manifesta indegnità o di abusi altrettanto evidenti.
      All'attrice, donna di preclare virtù morali, non era bastato evidentemente che al presunto apologeta del crack fosse già stato tolto l'affido della figlia nata dalla loro unione e la condanna al pagamento di un assegno mensile di 2 mila euro più le spese extra (500 euro al mese).
      C'eravamo tanto amati...
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 2
    • Ultimo commento di Fnk
    • Ultima volta online 9 Apr 2010

    • Tags pensieri
    • Views 72
    • Argomento della discussionecronache di primavera


    • Volevo dirvi qualcosa, suggerire di andare verso al dolcezza, lontano da un terreno tutt'intorno bruciato dalla competizione elettorale.

      Ora che la natura sta per cambiare idea sulle cose, che una coccinella sta per posarsi sulle immagini d'aprile, un duetto d'amore tra il genio della giovinezza poetica ed un'esistenza all'insegna della tragedia politica potrebbe magari per un po' trascinarci via dalle beghe incomprensibili di questo freddo e gelido inverno ("e poi lei finalmente ti avrebbe svegliato...").

      Più incalzanti sono dunque ormai gli anni della maturità, con tutto un mondo nuovo che preme all'orizzonte, conseguenza della passione per i grandi spazi e per la diffusa solitudine.
      Perché oltre la cameretta non abbiamo trovato una società, ma un arcipelago di anime.

      Tuttavia, come una leggera melodia dello stile, a cielo aperto, ancora tutta una serie di nobiltà di comportamenti incide nel nostro tempo un cumulo di nostalgia che ci ripaga.

      "Non ti sei stancato delle loro facce?", ci chiederemo nel gran giorno della chiamata alle urne, cercando invano l'esplosione totale di un'ideologia che lo sublimi.
      E che ci redima.
    • Post di pascal
    • Commenti 6
    • Ultimo commento di fox
    • Ultima volta online 28 Mar 2010

    • Tags pensieri | elezioni | primavera | cronache di primavera
    • Views 130
    • Argomento della discussioneUna risata li seppellirà!
    • Il sagace umorista e blogger cicciorigoli per conto del sito melodicamente ci parla del festival:
      "Mi son perso l’inizio con Paolo Bonolis e Luca Laurenti ma, capirete, stavano i Simpson su Fox. Eppure mi dicono sia stato il momento più bello, però anche la puntata in cui Homer vuole fare il presidente dell’azienda municipale della nettezza urbana non era male.

      Si comincia con Irene Grandi. Stavo ancora mangiando il risotto, quindi l’ho sentita a spizzichi e soprattutto a bocconi, mi ricordo solo che sembrava una canzone dei Baustelle, anche perchè l’ha scritta quello dei Baustelle. Ci si chiede perché non l’abbiano cantato i Baustelle bensì Simona Ventura. Voto: 6 (soprattutto per colpa del risotto).

      Valerio Scanu: Il codino parla da solo. E anche la sciarpa. Mi ricordo che c’era un lago e diceva 80 volte amore. Potrebbe vincere, quindi. Voto: Televoto.

      Toto Cutugno. Di sicuro andrà benissimo nell’Est Europa, dove Toto ha un gran seguito. Forse non tutti sanno che uno dei siti più cliccati di Toto Cutugno è il fan club romeno, mentre il secondo risultato in Google è il fan club spagnolo. Ecco, Toto, lasciaci un buon ricordo e parti presto per una tournée mondiale che non contempli l’Italia. Ha cantato male, anche se averlo visto più pienotto rispetto all’anno scorso fa piacere. Voto: 3 (1 punto va all’ingrassamento del Cutugno nazionale, se si presentava come l’anno scorso pigliava 2).

      Arisa: Divertente mentre la ascolti, appena finita la canzone ti accorgi di aver perso momenti importanti della tua vita in cui avresti potuto aggiornare il curriculum oppure telefonare ai tuoi genitori per dire loro che gli vuoi bene. Assomiglia sempre più a un cartone animato ma comincia ad avere meno rispettabilità delle Super Chicche. Voto: 5 (che scalerà di un punto ogni volta che la ascolterò alla radio).

      Nino D’Angelo: Nino si presenta con accanto le tette di Maria Nazionale, poi guardi meglio e sul palco c’è anche Maria Nazionale. La canzone è anche bella, però ho capito solo Jamme Ja (anche se si intitola “Jammo Ja”. Perché con la “o”?). Per il resto l’ho canticchiata utilizzando stereotipi quali pizza, mandolino, Vesuvio e Bassolino. Voto: 6 (2 punti dei quali vanno alle tette di Maria Nazionale).

      Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Cacalicani: La canzone inneggiante alla nostra Patria bella è il motivo migliore per andarsene dall’Italia. Se avessero cantato questa canzone prima del referendum Monarchia/Repubblica avrebbe vinto l’astensionismo. Commento della mia fidanzata: “Pupo, il Principe e il Tenore è il prossimo film di Natale della Disney”. Voto: 12.718.641 (I voti a favore della Repubblica nel referendum).

      Enrico Ruggeri: Questa canzone era evidentemente la continuazione di Mistero. Si parla tanto di plagio, non so se l’autoplagio vale lo stesso. Commento della mia fidanzata: “Sta rivelando finalmente qual era il Mistero!”. Voto: 5 (3 punti vanno però al ricordo di quando cantava Contessa).

      Marco Mengoni: Vestito come lo Sheridan (il liquore, non il tenente), il trionfatore di X Factor che sa cantare, e bene, ci regala una canzone di una bruttezza devastante che però, lo sappiamo, ci dovremo sorbire in radio fino a farcela piacere. Grazie per il regalo, ma mi sa che lo riciclerò al primo compleanno disponibile. Menzione speciale per i capelli, una chiara sfida alla legge di gravità e a diverse leggi dello stato italiano. Come se non bastassero gli oltraggi di Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Cacalicani. Voto: 5 (ma solo perchè il ragazzo è bravo, la canzone invece si merita di tornare a Settembre. Del 2047).



      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 6
    • Ultimo commento di (h)s.
    • Ultima volta online 19 Feb 2010

    • Tags sanremo | pensieri
    • Views 223
    • Argomento della discussioneTutto il resto è noia
    • Dopo le recentissime manifestazioni d'intolleranza, ronde leghiste, cariche violente agli extracomunitari e soprattutto a seguito di una legislazione che, introducendo il monstruum del reato di clandestinità, viola palesemente i più elementari diritti umani sanciti nella dichiarazione universale dell'ONU, Le Monde s'interroga sull'enigma Italia chiedendosi come sia possibile che un paese che ha visto emigrare all'incirca 27 milioni di suoi cittadini in tutto il mondo, sia diventato un sinistro avamposto xenofobo.
      “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”...questo principio, però, sembra non riguardare (più) un paese per il quale l'approccio migliore ad un problema complesso come l'immigrazione sembra essere diventato nella migliore delle ipotesi una forma tutta particolare di neo-colonialismo di ritorno in cui il riconoscimento dei diritti dell'individuo non è implicitamente connesso al suo status di “essere umano” ma subordinato allo svolgimento di un lavoro...
      ...
      La Banca Mondiale con preoccupazione indica l'Italia come il paese più corrotto dell'occidente.
      Costerebbe (la corruzione) agli onesti contribuenti (a tutti coloro che pagano le tasse: a noi, dunque) quasi 40 miliardi di €uro l'anno e costituisce l'autentico freno ad un reale sviluppo economico e sociale di questa nazione: non ha senso, infatti, progettare una riforma del welfare o tagliare spese o servizi (misura che esaspera tensioni sociali sempre più evidenti) se esiste questa cupa manomorta sul cittadino e, soprattutto, se vengono sottratti impunemente al fisco più di 200 miliardi di €uro...
      ...
      Imbarbarimento della cosa pubblica (lo scandalo della “prostituzione civile” lascia sgomenta la stampa di mezzo mondo), crisi economica degrado politico, conflittualità sociale, incapacità progettuale e invecchiamento della classe dirigente, conflitto d'interessi, impoverimento culturale, elitès sempre più autoreferenziali...
      In un paese ingessato e affacciato (immobile) sull'abisso il mezzo di comunicazione più diffuso effettua ogni giorno la più colossale opera di brain-washing di massa: i problemi vengono cancellati dai notiziari in favore di notizie insignificanti, minimizzati o, più semplicemente, ridotti a chiacchiericcio insensato da bar-sport.
      In un paese addormentato, dunque, davanti ad un televisore-balia-della-coscienza-collettiva che non deve disturbare il sonno della ragione (o almeno del buon senso) anche il più grande spettacolo popolare non può e non deve turbare il pensiero unico del “facciamo finta che...tutto va ben...”.
      Il festival (de che...?) sanremese di quest'anno è in perfetta sintonia con il processo di normalizzazione deciso dagli spin-doctors berlusconiani: semplice, mai eccessivo nei toni, condotto understatment da una presentarice col carisma di un impiegato del catasto, rassicurante come può essere la banalità.
      Declassato al rango di show qualsiasi, perfettamente intercambiabile con mille altri (ecco a voi il calciatore famoso e il super ospite di turno), se possibile più dimesso, in cui anche gli apparenti momenti di trasgressione (vedi lo strip di Dita von Teese) fanno parte di uno scontatissimo clichè (la liturgia dello spettacolo tv prevede sempre un tanto di fi*a) e quelli più patetici (la vicenda Morgan con tanto di lettura del brano e cordoglio moraleggiante della Clerici) sono così finti che nessuno (neppure i protagonisti) ci crede lontanamente un po'...
      In un contesto così privo di autentica vitalità – vengono alla mente le nature morte del buon vecchio “Baschenis” - i cantanti s'agitano (qualcuno meglio, qualche altro peggio) come simulacri evanescenti sul palco al rtimo di suoni che nel dormiveglia sono lontane eco di brani mediocri.
      Persino l'eliminazione (altrettanto scontata...a me, però, il brano di Nino D'Angelo piaceva) scivola via senza particolari sussulti (le finte vibrate polemiche sono sempre materia da talk del giorno dopo): fra uno sbadiglio di noia mista a stanchezza e lo zapping compulsivo allo spettatore ormai esausto non resta che sprofondare nel meritato riposo.
      La messa è finita: domani si ricomincia...
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 4
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 18 Feb 2010

    • Tags sanremo | pensieri | italia de profundis
    • Views 73
    • Argomento della discussioneWhat a Disgusting

    • BERTOLADRI
      "Più intercettazioni escono, più si capisce perché le vogliono abolire.
      Non c’è niente di meglio che ascoltare la nostra classe dirigente, anzi digerente, e i nostri imprenditori, anzi prenditori, per capire da chi siamo governati.
      Eppure, grazie alle inchieste di Espresso, Repubblica, Annozero, Report e Il Fatto, chi fossero Bertolaso e la sua band si poteva intuirlo.
      Solo un’informazione serva e salivare poteva scambiare questo bluff semovente, travestito da calciatore della Nazionale, per “un servitore dello Stato nel mirino dei giudici” (Vespa, Pompa a Pompa), “il virgilio delle catastrofi, la straordinaria normalità, jeans&polo, voce piana e forte appeal, l’uomo che piace a tutti tranne che ai magistrati che provano a inzaccherargli la divisa” (Mario Giordano, Libero anzi Occupato), “un efficace organizzatore” (Sergio Romano, Pompiere della Sera), “un tecnico capace ed efficiente” (Littorio Feltri, il Geniale), “l’homus berlusconianus (sic), quello del ‘basta con le chiacchiere’, della politica del fare, dei metodi spicci, lo zar di tutte le emergenze” (Peppino Caldarola, Il Riformatorio), “un uomo che fa del bene e quindi viene perseguitato” (il Banana).
      Ora, grazie alle intercettazioni, anche i non vedenti e i non scriventi sanno chi è e di chi si circonda: un cenacolo di stilnovisti che, molto fisionomisti, si autodefinivano “cricca di banditi”, “immersi in un liquido gelatinoso ai limiti dello scandalo”, “combriccola”, “gente che ruba tutto il rubabile”, “bulldozer”, tipi “da carcerare”.
      Infatti sono stati accontentati. Siccome anche la toponomastica ha un peso, l’appaltatore-elemosiniere di Bertolaso, Diego Anemone, risiede in via Regalìa: più che un indirizzo, una vocazione.
      Infatti, per rastrellare contanti per gli incontri con San Guido, si rivolgeva a un prete, don Evaldo, per gli amici “don Evà”.
      Ma le mazzette erano soprattutto in natura, ultima evoluzione di Tangentopoli: fuoriserie e aerei a sbafo, ristrutturazioni e divani gratis, escort e massaggi tutto compreso, assunzioni di figli e domestici.
      Ecco, la famiglia prima di tutto: Angelo Balducci, uno dei BertoBoys, tenta di piazzare il figlio: “Compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo”.
      Un genitore esemplare. La regola è non pagare mai il conto: quando Anemone in versione marina organizza soggiorni all’Argentario per Carlo Malinconico, segretario generale di Palazzo Chigi e poi presidente degli Editori di giornali, precisa: “Mi raccomando, non è che si distraggono e gli fanno il conto!”. Non sia mai.
      In altre telefonate sembra di riascoltare i furbetti del quartierino. Fazio: “Ho messo la firma”. Fiorani: “Tonino, sono commosso, io ti ringrazio... ho la pelle d’oca... ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo... prenderei l’aereo e verrei da te, se potessi”. Ora un altro dei BertoBoys, Fabio De Santis, meravigliosamente definito dalla burocratjia della Protezione civile “soggetto attuatore”, dice ad Anemone: “Dammi un bacio sulla fronte”. Anemone va un po’ più in giù: “Dove vuoi, pure sul culo se mi dai una buona notizia”.
      Altri ingredienti ricordano i sistemi di Bancopoli, Calciopoli e Parmalat, col controllo sulle sole variabili impazzite rimaste: non il Pd, figuriamoci, ma i pochi giornalisti e magistrati che ancora fanno il proprio mestiere.
      Il giornalista spione riferisce quel che sta per scrivere Fabrizio Gatti sull’Espresso, mentre – secondo l’accusa – il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro spiffera notizie agl’indagati (l’avevano già pizzicato nel caso Unipol, infatti coordinava le indagini sui grandi eventi).
      Completano il quadro le “ripassate” di Bertolaido a Francesca e a un’altra signorina (“una fisioterapista di mezza età”, garantisce il premier, sempre informatissimo), ma a scopo di “terapia” per “riprendermi un pochettino”.
      E aggiungono un tocco di berlusconianitudine al tutto (il listino del Beauty Salaria include il “trattamento fango”, 65 euro tutto compreso). Ce n’è abbastanza per l’immediata nomina di San Guido a ministro, con legittimo impedimento incorporato: un Bertolodo." (Marco Travaglio, il fatto quotidiano, 12.02.2010)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 9
    • Ultimo commento di pascal
    • Ultima volta online 16 Feb 2010

    • Tags pensieri | italia de profundis | schifo
    • Views 126
    • Argomento della discussioneIn ricordo di Brittany Murphy: Cherry Falls
    • In ricordo di Brittany Murphy, le parole del nocturniano Andrea Bruni sul body-horror "Cherry falls"...

      "Cherry Falls. Piovono Ciliege.
      Titolo bellissimo, al pari del lynchano Twin Peaks che già dietro ad un’immagine da cartolina riusciva a celare il brivido dell’allusione sessuale.
      Ma Geoffrey Wright alza decisamente la posta in gioco: cherry, infatti, nello “slang” americano equivale a “verginità”…
      Il sangue della “colpa”, quello partorito dalla ubris di Eva, sgorga a fiotti sulla coscienza dell’America, proprio come succedeva ai bei tempi dello slasher anni Ottanta, genere austero, altamente morale e terribilmente “fisico”, proprio come un romanzo della Flannery o’Connor (Il cielo è dei violenti e amen).
      Dobbiam esser grati a Geoffrey Wright: forte del suo passato d’autore duro, interessato a scandagliare le lande che il Quotidiano tende a celare (Romper Stomper, Skin Heads) egli è stato in grado di superare gli steccati estetici del cinema anestetizzato e bidimensionale nato dopo il successo di Scream e a fare di Cherry Falls un esempio di body horror quasi perfetto.
      Già, ripeto il quasi: col dipanarsi della pellicola è possibile percepire come l’autore sia stato costretto a passare sotto le forche caudine di una produzione pavida, vittima delle lusinghe dei “Blockbuster”…Il Perturbante, il Non Rappresentabile, gorgoglia sottopelle per tutta la pellicola ma non deflagra mai come poteva succedere, che so, nel terrificante, morbosissimo, Sleepaway Camp…
      Certo, ciò che resta è sufficiente ad innalzare Cherry Falls di molte spanne sopra alle innocue merendine glassate che Hollywood sforna attualmente: il senso di peccato (ecco tornare Flannery O’Connor!) che pervade tutto il film, lo sguardo libidinoso con cui lo sceriffo interpretato da Michael Biehn accarezza costantemente la lolitesca figlioletta, e poi c’è il finale…
      Quando il serial killer delle vergini fa la sua roboante entrata in scena durante un party di fine anno scolastico, grazie a Wright, il juvenile movie si sposa con la body art in un tripudio di corpi incontaminati, puri, che deflagrano, di ferite che offendono, di imeni annientati.
      Ed il sangue, col suo manto purpureo, cala su tale totentanz come un sipario destinato a non alzarsi più: body-cinema, quindi, che attraverso l’ossessione per il dettaglio anatomico, decostruisce, “decompone” il mito stesso del “fisico” perfetto, virginale.
      Dopo l’orgia, il Nulla. O meglio la Morte (al lavoro): quindi, come ben sappiamo, il Cinema." (ANDREA BRUNI)
      Addio ***Brittany***
      :rose:

      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 4
    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 22 Dec 2009

    • Tags cinema | pensieri | Andrea Bruni | Brittany Murphy
    • Views 111
    • Argomento della discussioneAcidità...di stomaco...
    • Berlusconi dice: "si sputtana il Paese dando spazio a un pentito che ha sulla coscienza un bambino sciolto nell'acido.
      Gasparri dice: "ha sciolto nell'acido un bambino di dodici anni per conto della mafia."
      La dolcissima Stefania Prestigiacomo dice: "il più ignobile tassello della strategia di destabilizzazione del governo perpetrato accreditando un feroce animale che ha sciolto un bambino nell'acido"
      Capezzone (immancabile) dice: "...è responsabile di crimini orrendi, non gli si può attribuire credibilità.
      Italo Bocchino (scusate la parolaccia) dice: "...noto per i suoi reati efferati, ha fatto uno show mediatico teso a colpire il premier e Dell'Utri."
      Il raffinatissimo cantore della destra, Vittorio Feltri, dice: "È noto per aver ucciso nell'acido un ragazzino…"
      Avrete compreso che si parla di Gaspare Spatuzza detto "U' Tignusu" (senza capelli), ex imbianchino e ex capomandamento del quartiere Brancaccio, collaboratore dei boss Filippo e Giuseppe Graviano che, secondo la sua stessa testimonianza, fu direttamente coinvolto nella strage di Via D'Amelio in cui morì Paolo Borsellino nel 1992 (avrebbe rubato lui la Fiat 127 per metterci l'esplosivo), incolpatosi anche delle bombe del 1993 a Milano, Firenze e Roma, condannato a vari ergastoli per sei stragi e 40 omicidi tra cui quelli di Don Pino Puglisi e del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell'acido (orrore), decisosi a collaborare con la giustizia dall'anno scorso, dopo una "conversione mistica" che lo ha portato, in carcere, a sostenere sei esami di Teologia...
      ....
      Marcello Dell'Utri dice: "..è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo..."
      Berlusconi dice: ...non era uno stalliere, era il fattore che avemmo ad Arcore con tutta la sua famiglia...poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po' (?!) in mano ad una organizzazione criminale...non inventò mai nessuna cosa contro di me...ben quindi dice Dell'Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere..."
      Avrete compreso che si parla del defunto Vittorio Mangano, già imputato ed arrestato pertruffa, emissione di assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione, indicato al maxiprocesso di Palermo, sia da Tommaso Buscetta che da Totò Contorno, come uomo d'onore appartenente a Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta), definito "uno di quei personaggi che...erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia" dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una sua intervista, rilasciata il 19 maggio 1992 (ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi), riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica, due mesi prima di essere ucciso nell'attentato di via d'Amelio.
      Soprannominato (impropriamente?) "lo stalliere di Arcore", svolse numerose funzioni nella stessa villa, nella quale visse tra il 1973 e il 1975, proposto per quell'incarico da Marcello Dell'Utri, il 19 luglio 2000 fu condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest'ultimo vittima della "lupara bianca" nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l'esecutore materiale...
      ...allora...c'è qualcosa che non va...forse...Spatuzza sarà pure inaffidabile (le sue dichiarazioni, infatti, sono al vaglio della magistratura) ed è stato sicuramente un omicidia feroce e spietato ma qualcuno dovrà spiegarmi "bene" l'eroismo del mafioso pluriomicida Mangano (riposi in pace).
      Alla fine della fiera...se ci pensate la questione, forse, risiede nello stile: non ci sono più i pluriomicidi di una volta e come sapevano sciogliere nell'acido i vecchi uomini d'onore...
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 2
    • Ultimo commento di FAB4
    • Ultima volta online 8 Dec 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA
    • Views 87
    • Argomento della discussioneIl libro di NATALE
    • E' on line "Caro Papi Natale", l'instant book per il "No B Day" con le 101 domande del popolo della rete al Reticente del Consiglio. Scaricatelo e fatelo girare. Qui sotto troverete l'introduzione al libro (la letterina di Natale) e più in basso i link sia al testo completo che alle 100 domande + domandone finale...

      Caro Papi Natale,
      anche quest'anno non ho assunto stallieri, non ho subìto 106 processi, non sono stata nella dacia di Putin e nemmeno nella escort di Tarantini, non ho avuto Capezzone come portavoce, non ho costruito il Ponte sullo Stretto, il Mose e quattro centrali nucleari (se è per quello nemmeno Lei), non ho fatto lifting e tricotrapianti, non ho sei tv, non mi sono iscritta alla P2, non ho pagato tangenti, non ho evaso il fisco e non me ne faccio nulla di scudo fiscale, lodo, processo breve, legittimo impedimento e immunità parlamentare, non ho creato un milione di posti di lavoro (intendeva dire in meno?), non ho raccomandato veline e piazzato velinari alla direzione del Tg1, non ho tagliato le tasse (Lei invece sì?), non ho corrotto avvocati e non ho 100 avvocati, non sono perseguitata dalle toghe rosse, dalla stampa rossa e dalle rosse, non ho fondato un partito insieme a Dell'Utri (che è un organizzatore di primo grado), non ho tenuto minorenni sulle ginocchia, non sono stata unta dal signore, non mi sono fatta da sola e non mi sono fatta neanche in compagnia, non ho palpato operaie russe, non ho fatto le corna a una foto di gruppo (a dire il vero sì, ma era in terza elementare!), non sono stata la migliore statista italiana degli ultimi 150 anni, non ho fatto sesso tre ore a notte (purtroppo) e non ho cantato con Apicella (per fortuna), non ho lanciato editti bulgari, non ho nominato Bondi ministro, non ho messo la Carfagna alle Papi Opportunità dopo un esame scritto (il calendario?) e la Gelmini all'Istruzione dopo un esame orale (…), non ho rischiato di vincere il Nobel per la Pace (perché, Lei sì?), non ho una squadra di calcio e non prendo a calci la Costituzione…
      Non voglio tediarLa oltre: lo so, sono stata una buona a nulla. E non avendo fatto e detto tutto quello che ha fatto e detto Lei non posso aspirare non dico alla Presidenza del Consiglio, ma nemmeno a un posticino di assessore al municipio di Baranzate. Però, siccome Lei è buono, mi permetto comunque di chiederle un regalo per Natale. Qui ci sono 101 domande per Lei. Risponda! Permetterà (forse) a me e a noi tutti di capire come ha fatto a diventare Silvio Berlusconi e come l'Italia possa essersi consegnata a Lei!...

      (cliccate QUI per scaricare la versione integrale del libro "Caro Papi Natale", con gli interventi di Bossi, Feltri, Belpietro Vespa e Minzolini, oppure cliccate QUI per andare direttamente alle 101 domande.)
      ...e fate girare il più possibile...
      Thank you, my friends :kissing:
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 1
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 2 Dec 2009

    • Tags natale | pensieri | italia de profundis | il libro di Natale | papi natale
    • Views 59
    • Argomento della discussionequando muore un POETA...
    • ...il mondo è un po' più povero e vuoto, è stato detto.
      Non possiamo non piangere la SUA scomparsa...

      "Non ho bisogno di denaro.
      Ho bisogno di sentimenti,
      di parole, di parole scelte sapientemente,
      di fiori detti pensieri,
      di rose dette presenze,
      di sogni che abitino gli alberi,
      di canzoni che facciano danzare le statue,
      di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
      Ho bisogno di poesia,
      questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
      che risveglia le emozioni e dà colori nuovi."

      Addio, Alda: :rose:

    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 10
    • Ultimo commento di FAB4
    • Ultima volta online 5 Nov 2009

    • Tags poesia | pensieri | Alda Merini
    • Views 220
    • Argomento della discussioneCartoline dall'entropia ITALIA (6)...peggio di così si muore...
    • Il magmatico e proteiforme panorama politico italiano s'arricchisce d'una voce chiara e netta.
      Al bando - finalmente - ribaltoni, inciuci, incertezze, ambiguità normative assortite.
      Il parlamentarismo assembleare con la sua ritualistica oscura è il vero ostacolo al governo e al "FARE"...
      Dobbiamo riappropriarci tutti del nostro destino, impedire questa deriva finto-democratica che è il prodromo al tentativo di spartizione di questo paese da parte delle mille consorterie pluto-giudaico-massoniche.
      Il popolo solo è sovrano nella sua terra.
      Basta lassismo: è venuto il momento di "AGIRE"...
      "Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi.
      Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano.
      Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano".

      Il Ku Kluk Klan sbarca in Italia: le iscrizioni sono aperte .
      Per aderire bisogna semplicemente compilare un modulo, allegando foto a "colori" e copia di un documento.
      L'accettazione ufficiale arriverà dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi e all'atto dell'iscrizione si riceve il cosiddetto "libretto del periodo di prova".
      Il Klan non sta a pettinar bambole, il programma è snello e definito nelle sue linee guida (mica come il programma di 200 pagine dell'Unione che fu):
      "lotta e contrasto a neri, immigrati, omosessuali ma anche ebrei, per dar vita ad uno Stato bianco e cristiano (mica ca**i)" perchè "La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l'ordine in questa società collassata".
      "Si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay", mentre "esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca...:quindi acquisite orgoglio nella vostra razza!".
      Che dire, poi, dei gay?..."L'omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E' inutile negare che da quando è uscita dall'armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati".
      Credo che il programma del Klan possa essere largamente (ed anche trasversalmente) condiviso dalla gran parte delle forze politiche di governo (e non) e per di più la risolutezza decisionista dell'associazione potrebbe fornire un contributo di chiarezza e di accellarazione su quei progetti che da tempo languono nel bivacco delle aule parlamentari...
      Che dire di più?... "...il nostro primo obiettivo è quello di far giungere il nostro vero messaggio ai bravi cittadini italiani. Questo avverrà sotto forma di volantinaggi in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana e tramite web (forum, siti, blog, e-mail)"...

      P.S. Il cappuccio (per il momento) è una forma di protezione dai pregiudizi snobistici della sinistra...col tempo e con l'aiuto di qualcuno (che ci governa) in alto...l'auspicio è che si possa togliere...
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 3
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 3 Nov 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA
    • Views 119
    • Argomento della discussione"L'uomo che amava le donne, i bambini, il cinema e la letteratura..."
    • Il 15 agosto del 1983 un'emorragia cerebrale colpisce François Truffaut: le sale francesi proiettano in quei giorni "Finalmente domenica", divertito e divertente omaggio al noir degli anni '50.
      Pochi immaginano che questo drammatico evento segnerà per il grande cineasta "l'inizio della fine" di quell'avventura "nè triste nè allegra" (come ripeteva spesso) che è la vita.
      Il primo intervento chirurgico e la nascita della figlia Josèphine avuta da Fanny Ardant (a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, rispettivamente il 12 ed il 28 settembre) sembrano dargli apparentemente la forza per riprendersi ma, purtroppo, il tumore al cervello non gli darà scampo.
      Nei mesi successivi - come mai, forse - gli amici d'una vita lo circondano d'affetto osservando una sorta di simbolica "congiura del silenzio" sulle sue condizioni di salute nell'illusoria speranza - come disse Janine Bazin - che per lui ci fosse un futuro.
      Truffaut, però, intuisce che la propria parabola umana è ormai giunta alla fine e, nonostante abbia acquistato con Depardieu i diritti per la trasposizione cinematografica di "Nez de cuir" di La Varende (la storia di un seduttore d'altri tempi che perde il naso in battaglia) e fantastichi con l'attore stesso d'un progetto per la televisione americana (il remake de "Il conte di Montecristo"), confessa a Roger Leenhardt, dopo una seconda operazione, di "non vedere il prossimo film".
      L'ultima apparizione pubblica risale al marzo del 1984 ( http://www.hitchcockmania.it/filmografia/bestfriends.htm ) quando, invitato da Bernard Pivot a partecipare alla trasmissione televisiva "Apostrophe" insieme a Roman Polanski e a Marcello Mastroianni, conversa con il consueto garbo sull'amato Hitchcock.
      Ormai debilitato dalla malattia, però, decide di congedarsi - a modo suo - dagli amici più cari.
      Li convoca e legge "La cerimonia degli addii" di Simone De Beauvoir, regala a Jean Gruault le memorie di Jean Hugo e a Jeanne Moreau la corrispondenza tra Marcel Proust e Madame Trauss, scherza e ride con tutti loro...
      Ricoverato all'ospedale americano di Neuilly, muore dopo dieci giorni di coma il 21 ottobre d'una domenica di venticinque anni fa (1984)...già...di domenica...proprio "il giorno in cui i bambini si annoiano" come cantava Trenèt nel film "Gli anni in tasca"...
      François Truffaut - parafrasando lo straziante ricordo che ne fece sui "Cahiers du Cinemà" il suo attore simbolo, alter ego, feticcio-cinematografico Jean-Pierre Leaud - mi manca e credo manchi a tutti coloro che amano il cinema.
      Ci manca la malinconia e la grazia d'una poetica fondata sul ricordo struggente, sull'innocenza interrotta, sull'amicizia e sull'amore: sui sentimenti e sulle emozioni, cioè, allo stato puro.
      Non solo il cinema, però, anche e, soprattutto, l'uomo... "di una finezza e d'una comprensione straordinarie, di un'intelligenza da bambini che ha conservato per tutta la vita".
      Quante riflessioni (inutili) ci sarebbero da fare sul fatto che nel giorno del venticinquennale della morte di questo straordinario autore le televisioni generaliste non abbiano pensato di rendergli omaggio con la programmazione di uno qualsiasi dei suoi film (come già in occasione del ventennale, peraltro).
      L'ennesima conferma, piuttosto, dell'assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell'arte cinema conseguenza d'un analfabetismo culturale (quello italiano) pressocchè irreversibile, d'un massimalismo massificante che ha perso il senso del buon gusto, d'una autoreferenzialità (quella televisiva) ritualistica ed insensata perchè completamente priva della memoria che si deve nei confronti di chi ha contribuito in maniera determinante ad emancipare il cinema stesso.
      In occasioni come questa, comunque, appaiono ugualmente retoriche le analisi critiche e le esegesi approfondite giacchè ciò che più conta nella commemorazione è la forza dei ricordi e quanto ha significato (se ha significato) in termini emozionali per ciascuno l'opera di questo autore o anche uno solo dei suoi meravigliosi film.
      Ancora oggi, infatti, continua a straziarmi, come la prima volta, il piano-sequenza della fuga finale de "I quattrocento colpi" disperata ed interminabile ed il frame interrotto sul volto di Antoine Doinel a definire l'inquietudine ed il male di vivere di un fanciullo, ormai purtroppo adulto.
      E, dunque, au revoir, François, con le parole struggenti dell'amico di mille furiose litigate Jean-Luc Godard:
      (....segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 7
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 21 Oct 2009

    • Tags cinema | pensieri | François Truffaut | Jean-Luc Godard | Jean-Pierre Leaud | Charles Trenèt | Antonine Doinel | i quattrocento colpi | gli anni in tasca | i ragazzi si annoiano la domenica / La domenica i ragazzi si annoiano
    • Views 358
    • Argomento della discussione"...e bravo Giulio..."
    • “Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia” - William Shakespeare – Amleto – Atto Primo – Scena Quinta.

      "Continuando di questo passo, siamo certi che Giulio Tremonti scoprirà che le galline fanno le uova e che le rose profumano.
      Dandogli ancora tempo, arriverà a capire come facciano le mucche e fare il latte e, magari, perché il Sole scalda.
      L’uomo del Monte x 3 non la smette mai di stupirci; va là – italiani! – ve lo dico io come si vive meglio: con il posto fisso!
      Lo crediamo bene: lui ce l’ha!
      Adesso che abbiamo risolto tutto con il posto fisso, forse non ha più senso parlare di reddito di cittadinanza, d’energia rinnovabile, di truffa sulla moneta…non serve più a niente…oppure sarebbe meglio proporre schede gratis per i telefonini e una moratoria per tutte le infrazioni stradali causate dall’alcolismo?
      Dai, Giulio.
      Ma…sbagliamo o questo Giulio Tremonti è la stessa persona che, solo un anno fa, firmò i famosi decreti dei “100 giorni”, quelli che hanno visto nascere, nella scuola, le classi di 30-40 persone e che hanno cacciato sulla strada decine di migliaia d’insegnanti?
      O abbiamo sognato?
      Il sospetto che ci siano in giro dei replicanti – signori miei – a questo punto non è più fantasia.
      Oppure, nel miglior stile sovietico, Giulio ha fatto autocritica. Comprendiamo.
      Non va più di moda sbattere la gente in Siberia…no…però – a questo punto – vorremmo vedere i fatti.
      Altrimenti, il replicante che parlava al convegno della Banca Popolare di Milano – facendosi credere il Ministro dell’Economia della Repubblica – in una baita sopra Sondrio dovrebbe andarci da solo.
      E restarci.
      Il lavoro non è un argomento “gettonato”, eppure trascorriamo spesso più tempo al lavoro che con i nostri familiari: ora, se a parlare di lavoro è uno scrittore, passi, ma quando a farlo – ed in modo così esplicito! – è un Ministro dell’Economia, dovrebbe trarne le conseguenze.
      Oppure scegliere la parte d’Amleto e recitarla fino in fondo, sempre che riesca a reggere il ruolo...(Carlo Bertani, scrittore)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 1
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 20 Oct 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA | Carlo Bertani
    • Views 54
    • Argomento della discussioneCartoline dall'entropia ITALIA (5)
    • Un Tunnel lungo come l'Italia.
      La stampa italiana, che sia più o meno indipendente (esempi di giornalismo civile e coraggioso non mancano...nonostante tutto), talvolta viene contagiata - tutta quanta - dal virus dell'approssimazione che, leggendo le prime pagine dei quotidiani, sembra rimbalzare da un foglio all'altro...
      Il Corriere della Sera: "Brown vende beni pubblici per ripianare il debito. Sul mercato tunnel e ferrovia sotto la Manica…".
      La Repubblica: "Brown, tra le cessioni il tunnel sotto la Manica e la ferrovia che lo percorre…".
      La Stampa: "Il governo britannico batte cassa. Brown vende il tunnel della Manica".
      Il Giornale: "Inglesi sull'orlo del crac vendono il tunnel della Manica".
      Peccato sia falso o, quantomeno, approssimativo.
      Il socialista di sua maestà non può venderere l'Eurotunnel (il collegamento, cioè, sotto la Manica) perchè appartiene ad una società privata.
      In realtà non ha mai pronunciato una simile stupidaggine avendo, invece, manifestato l'intenzione di cedere "High speed one", la linea ferroviaria ad alta velocità che collega il tunnel a Londra.
      E' proprio vero, allora, che, sotto scacco di papi Silvio I°, la stampa italiana s'è ficcata in un tunnel senza via d'uscita?

      Che ce frega der debito...noi semo "creativi".
      Il povero Gordon, a dire il vero, ha necessità di fare cassa a fronte dell'aumento del debito pubblico inglese che è ormai al 12% del Pil.
      Come una brava massaia, dunque, il premier tenta da un lato di ridurre la spesa (pubblica) - ma i margini sono pochi - e dall'altro di vendere quanto di buono ed appetibile.
      Tenere (tentare di tenere, perlomeno) i conti a posto dovrebbe essere preoccupazione prioritaria di qualsiasi governo...o no?
      Fanno tenerezza questi inglesi, ossessionati dal rispetto delle regole e dall'etica calvinista...
      Sai le crisi di panico se avessero, invece, il nostro debito pubblico...
      1.741,275 miliardi di euro pari al 117 (e passa) % del PIL: più o meno 29.000 euro sul groppone di ciascuno.
      Come sono tristi gli anglosassoni...sempre a pensare all'economia e l'Unione Europea, poi, monotona e ripetitiva a chiederci interventi correttivi.
      Sono tutti invidiosi del "bon vivre" italiano, non sanno concedersi i veri piaceri dell'esistenza.
      Che sarà mai sto' debito, 'ndo' stà, qualcuno l'ha visto?
      Meglio far finta di niente...
      E se anche ci fosse noi abbiamo un'arma potentissima per neutralizzarlo: Giulio Tremonti l'economo-tributarista più creativo d'Europa.
      Dopo aver meesso all'asta monumenti, cartolarizzato di tutto di più, svenduto spiagge, distribuito la social card, ripianato il buco dell'Ici, salvato l'Italia dalla crisi, fatti rientrae i capitali dalle banche estere con lo scudo fiscale…domerà anche questa bestia feroce.
      Si potrebbe fare per il debito quello che, da genio illuminato, propose qualche tempo fa in tema di economia finanziaria: "Bisogna prendere tutta la finanza derivata, qualcosa tra i 20 e i 40 trilioni di dollari, e metterla in contenitori speciali (per esempio, una bad bank) dove isolarla per i prossimi 50 anni."
      Ecco potremmo mettere tutti i soldi del debito in scatoloni voluminosi e lasciarli lì per i prossimi mille anni...
      Vuoi vedere che anche i creditori se ne dimenticano...?

      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 10
    • Ultimo commento di lot
    • Ultima volta online 17 Oct 2009

    • Tags pensieri | Cartoline dall'entropia ITALIA
    • Views 143
    • Argomento della discussioneSinistro Elenco
    • "Le disgrazie sono di sinistra.

      Dopo il proclama del Capo, il quadro è finalmente chiaro. I magistrati sono di sinistra, e questo già si sapeva.
      La tv pubblica, eccetto Topo Gigio, è di sinistra. Il 72% dei giornali è di sinistra (non il 71 e nemmeno il 73: il 72, l'ha detto Lui).
      La Corte Costituzionale è di sinistra, il Quirinale è di sinistra, gli arbitri in genere sono di sinistra, e anche i vigili che danno le multe sono di sinistra, i professori che rifilano 4 a mio figlio sono di sinistra, il vicino di casa che appesta il pianerottolo con la sua frittura è di sinistra, la signora che mi ha scippato il parcheggio è di sinistra, come la Regina di Biancaneve, Veronica Lario e la Costituzione: tutte di sinistra.
      La sveglia alle sette è di sinistra, la barba da radere è di sinistra, il caffè amaro è di sinistra, i calzini bucati e gli ingorghi al semaforo sono di sinistra, il capufficio odioso è di sinistra, la moglie che mi ricorda le commissioni da fare è di estrema sinistra.
      Il Superenalotto è di sinistra, altrimenti vincerei.
      Gli stranieri, i comici, i miliardari e i gatti neri sono di sinistra.
      Le escort sono di sinistra, ma solo quelle che chiacchierano, naturalmente.
      Cavour era di sinistra, come Montanelli e Barbarossa, del resto.
      Fini è di sinistra e pure le previsioni del tempo, se segnalano pioggia.
      Persino io, quando non digerisco la peperonata, divento di sinistra.
      Da noi l'unica disgrazia che non sia di sinistra è la sinistra.
      P.S. Viva l'Italia, viva Berlusconi! (anche questo l'ha detto Lui)."
      Massimo Gramellimi (La Stampa, 08.10.2009)
    • Post di nicola (nick67)
    • Commenti 8
    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 9 Oct 2009

    • Tags pensieri | italia de profundis | Cartoline dall'entropia ITALIA
    • Views 126