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    • Argomento della discussioneboy lilikoi
    • fresco del debutto solo (condiviso, per la verità, col compagno Alex Somers) "riceboy sleeps", splendido affresco intitolabile "Sigur Ros ambient", l'inquieto Jon Dor Birgisson dimostra di mal sopportare i ritmi della band madre (che, pare, ricomincerà da zero la lavorazione del disco nuovo) e di aver bisogno, contemporaneamente, di maggior esposizione e maggior fruibilità, rispetto alla cripticità dei Sigur Ros, dalla quale essi stessi stava affrancando.
      arriva l'uso dell'inglese e l'intestazione a nome "Jonsi" induce a pensare ad una colloquialità ed una immediatezza che l'ultimo parto dell'astronave madre aveva già palesato e qui esplode in tutta la sua evidenza. lungi da me il sindacare i motivi della scelta (arte? vendite? entrambe?lo sa il cielo), ne giudico solo i risultati musicali. assodato che i tempi di "agaetis biryun" e "()" sono morti e sepolti, non si può fare a meno di notare come la direzione pop, fiabesca e incantata, di "takk" e "med..." sia qui amplificata ed espansa fino alla potenza N. scivolano con la consueta grazia aliena il consueto falsetto elfico e le percussioni, i fiati, gli archi e tutto il resto che avevamo (almeno io) apprezzato nell'ultima creatura dei Sigur Ros: il tutto spogliato della prolissità e della iteratività strumentale della band, diviene materiale delicato da domenica mattina di malinconico sole lontano e contemplazione di cose passate, ma col sorriso sulle labbra di averle vissute ed amate, imbevuto di vischiosità pop e arrangiato ora con un tocco quasi "bandistico" che rimanda addirittura al sergente Pepper e alla sua banda, ora con archi struggenti che accarezzano il cuore.
      del resto: sapete resistere all'irresistibile? solo così potreste astenervi dal canticchiare il primo singolo "go do", "animal arithmatic" o "boy lilikoi" . avete lasciato il cuore nel cassetto dei giochi di quando eravate bambini? solo così si resta indifferenti alle struggenti "tornado" "kolnidur" o "grow till tall".
      lungi dal penetrarne le motivazioni (o lungi dal comprendere come possa un calcolo di mercato generare una musica così pura e innocente), io prendo con gioia, affermando senza timore di smentita che Jonsi è un Artista come ce ne sono pochi.
      (...nei commenti...)
    • Post di (h)s.
    • Commenti 12
    • Ultimo commento di (h)s.
    • Ultima volta online 7 Apr 2010

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    • Argomento della discussioneon air
    • ENTER THE HUNT - for life, 'til death, to hell, with love
      GREGOR SAMSA - 55 12
      ELBOW - asleep in the back
      NOTWIST - neon golden
      WIRE - 154
      JONSI - go
      SON LUX - at war with walls & mazes
      LES DISCRETS - septembre et ses dernier pensees
    • Post di (h)s.
    • Commenti 2
    • Ultimo commento di laf
    • Ultima volta online 3 Apr 2010

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    • Argomento della discussioneGiovanni Lindo Ferretti: 'Meno male che c'è la Lega Nord'
    • "Lasciare la scheda bianca? Mi disturba. Meno male che c’è la Lega, altrimenti non avrei saputo per chi votare": queste le dichiarazioni di Giovanni Lindo Ferretti, storica voce del punk italiano già a capo di gruppi come CCCP, C.S.I. e PGR, circa la sua preferenza espressa in occasione delle ultime elezioni regionali. "Non è la prima volta che voto per la Lega Nord", ha dichiarato l'artista nel corso di un'intervista rilasciata all'edizione di Reggio Emilia de Il Resto del Carlino: "Fino a pochi giorni fa ero quasi convinto di dare il mio voto al Pdl. L'ultimo discorso del presidente Berlusconi sulla faccenda araba non mi è piaciuto, anzi lo ringrazio perché così mi ha chiarito le idee facendomi risolvere quello che era un mio problema e cioè a chi dare il voto. D’altra parte come cittadino mi sento in dovere di votare e lasciare la scheda bianca mi disturba. Il nostro è un Paese molto complicato con tanti problemi da risolvere. Ormai sta prendendo campo il sistema che più che votare a favore di qualcuno si vota contro il presidente. Meno male che c’è la Lega Nord. Preferisco scegliere, consapevole che eleggiamo signori che stanno lì solo cinque anni. Berlusconi ha molti pregi, però ultimamente sta attraversando un periodo pesante e particolarmente sfortunato". Circa le polemiche che hanno investito in questi ultimi giorni la Chiesa relative alla copertura di alcuni casi di molestie sessuali a minori, Ferretti ha dichiarato: "Si tratta di una campagna pubblicitaria che non disturba il credente. Il male c’è, è sempre esistito. Chi non lo riconosce? Se la Chiesa ha retto al nazismo e al fascismo non avrà difficoltà a sopportare e a sconfiggere questo movimento pubblicitario, perché di quello si tratta".
    • Post di lot
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    • Ultimo commento di Pat
    • Ultima volta online 1 Apr 2010

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    • Argomento della discussioneIndie del cazzo morite sotto la scure dei vostri complessi!!!!!
    • Sono uscite le due ristampe in edizione speciale con ammennicoli vari di due imprescindibili album che con Rio formano la trilogia del pop cotonato anni 80:
      Duran Duran, Rio ( appunto ) e Seven and the ragged Tiger.

      I primi due LP sopratutto suonano oggi come delle pietre miliari del pop-rock.

      Cinque ragazzi che cavalcano un sogno, un produttore ( Colin Thurston ) che inventa il sound anni 80 e dopo 30 anni, sopratutto i primi due dischi, suonano da DIO.

      Alla faccia di chi rompeva le palle 30 anni fa dicendo che erano solo mascara e vestitini.

      Poi vennero gli Smiths e il sogno continuo' nelle nostre camerette, mentre fuori la sottocultura preparava falli di astronomiche dimensioni con cui sodomizzarci per i prossimi 50 anni.

      Charlie non l'hai capita?
      Nasci, studia, lavora, consuma i tuoi pasti precotti, produci merda e muori pagando la mia pensione finche' la tua morte non ci separi.
    • Post di FAB4
    • Commenti 13
    • Ultimo commento di Pat
    • Ultima volta online 1 Apr 2010

    • Tags duran duran
    • Views 200
    • Argomento della discussioneLo Spietato
    • Vendersi così senza pietà
      senza scrivere un granché
      epurando il massara
      ed il resto della band

      non avere alcuna dignità
      rinnegare i vecchi fan
      come i vaschi ed i tiziani
      non avere identità

      Gli spietati firmano
      con major e non ritornano
      mai più, non sono come noi
      crediamo negli eroi
      noi due che coi mistici diciamo addio…

      darkobese ed emo nuovi fan
      ottener notorietà
      scriver pezzi per sanremo
      presentati alla fnac

      c’era un bel dischetto un po' lo-fi
      non copiavo casadei
      a saperverlo rifare un artista io sarei

      Gli spietati firmano
      con major e non ritornano
      mai più, non sono come noi
      crediamo negli eroi
      noi due che dal palco salutiamo…

      Gli spietati firmano
      con major e non ritornano
      mai più, non sono come noi
      crediamo negli eroi
      noi due che coi mistici diciamo addio…

      noi ci siamo amati
      violentati
      ma deturpati
      torturati
      maltrattati
      malmenati
      solo voi.

      non ci siamo amati
      divertiti
      pervertiti
      dimenati
      spaventati
      rovinati
      licenziati
      lo saprai
      povero sadik

      noi ci siamo persi
      e ancora persi
      poi bucati
      da virginia ora c'è maria di matera

      noi ci siamo amati
      violentati
      deturpati
      la canzone del parco e una ragazza che vuole uccidersi

      noi ci siamo amati
      violentati
      deturpati
      torturati
      maltrattati
      malmenati
      ma ora copio battiato.
    • Post di Mauro Repetto
    • Commenti 9
    • Ultimo commento di nicola (nick67)
    • Ultima volta online 1 Apr 2010

    • Tags Baustelle | Gli spietati. | Migliori dischi 2010 | sanremo 2010
    • Views 250
    • Argomento della discussionecronache di primavera


    • Volevo dirvi qualcosa, suggerire di andare verso al dolcezza, lontano da un terreno tutt'intorno bruciato dalla competizione elettorale.

      Ora che la natura sta per cambiare idea sulle cose, che una coccinella sta per posarsi sulle immagini d'aprile, un duetto d'amore tra il genio della giovinezza poetica ed un'esistenza all'insegna della tragedia politica potrebbe magari per un po' trascinarci via dalle beghe incomprensibili di questo freddo e gelido inverno ("e poi lei finalmente ti avrebbe svegliato...").

      Più incalzanti sono dunque ormai gli anni della maturità, con tutto un mondo nuovo che preme all'orizzonte, conseguenza della passione per i grandi spazi e per la diffusa solitudine.
      Perché oltre la cameretta non abbiamo trovato una società, ma un arcipelago di anime.

      Tuttavia, come una leggera melodia dello stile, a cielo aperto, ancora tutta una serie di nobiltà di comportamenti incide nel nostro tempo un cumulo di nostalgia che ci ripaga.

      "Non ti sei stancato delle loro facce?", ci chiederemo nel gran giorno della chiamata alle urne, cercando invano l'esplosione totale di un'ideologia che lo sublimi.
      E che ci redima.
    • Post di pascal
    • Commenti 6
    • Ultimo commento di fox
    • Ultima volta online 28 Mar 2010

    • Tags pensieri | elezioni | primavera | cronache di primavera
    • Views 130
    • Argomento della discussionetenerissimo il gramellini di stamattina:
    • Appesi a un palloncino

      Sento l’esigenza di una boccata d’aria pura. Perciò, a chi se la fosse persa, vorrei raccontare la piccola storia di assoluta meraviglia che è apparsa nei giorni scorsi su «Specchio dei tempi». Comincia col funerale di Claudio, custode di una scuola materna di Torino, amatissimo da bambini e genitori per la sua disponibilità. Un italiano di quelli che piacciono a noi, che con un gesto o una parola di buon senso riescono a stemperare i problemi e a colmare i vuoti della struttura in cui lavorano. I bambini riempiono fogli di messaggi e disegni per Claudio. Poi, con la serietà di cui solo loro sono capaci, decidono di recapitarglieli. Come? Ma che domanda stupida, scusate. Attaccandoli a un palloncino in grado di volare fino a lui.

      Detto fatto: il palloncino carico di corrispondenza viene liberato nel cielo di Torino. Per un paio di settimane non se ne sa più nulla. Quand’ecco che alla scuola materna arriva una lettera. «Sono una nonna di 70 anni e abito a Parma. Anch’io ho dei nipotini che vanno all’asilo. Volevo dirvi che il palloncino del vostro amico Claudio è arrivato. Caduto su un prato verde appena scoperto dalla neve. Io ho ricordato il vostro amico nelle mie preghiere, ma sono certa che da lassù sarà lui a proteggere voi, che siete stati capaci di un gesto così gentile».

      La prima volta che l’ho letta mi sono venuti i lacrimoni. E anche adesso, insomma. Sarà l’età che avanza. O forse la consapevolezza che fin quando ci saranno persone come Claudio, come la nonna di Parma e come quei bambini, non proprio tutto è perduto.


      Massimo Gramellini, LA STAMPA, 24 marzo, 2010.

      :heartbounce:
    • Post di dj nepo
    • Commenti 3
    • Ultimo commento di meister
    • Ultima volta online 25 Mar 2010

    • Tags buongiorno | gramellini | la stampa
    • Views 54
    • Argomento della discussione"...davanti a lui mi sento un dilettante..." (Federico Fellini)
    • Un ragazzo diciassettenne con evidenti problemi psicologici (autismo?) s’aggira nei vicoli della “città senza sole” immaginando di guidare un tram, imitandone il rumore ritmico che esso genererebbe sulle rotaie con l’ossessiva ripetizione della relativa onomatopea: “…dodes’ka-den…”.
      Il contesto urbano è desolato al pari di quello sociale: una sorta di discarica a cielo aperto, colma di rottami e macerie polverose, ospita una gigantesca baraccopoli popolata da un’umanità bizzarra e disperata.
      Un barbone che abita in un’auto inutilizzabile lascia morire il figlio, una ragazza che mantiene lo zio ubriaco e fannullone, svolgendo lavori duri ed umili, si chiude in un mutismo assoluto, due operai si scambiano le mogli come fossero oggetti qualsiasi, un’altra ragazza, ricoverata in una clinica per abortire dopo una violenza carnale familiare, aggredisce e tenta d’uccidere un fattorino che le aveva mostrato comprensione equivocandone gli atteggiamenti amichevoli, un commerciante tradito dalla moglie si rifiuta di profferir più parola alcuna anche se costei gli chiederà perdono.
      Quando l’opera vede la luce, Kurosawa è già considerato uno degli autori più importanti della storia del cinema eppure questo non evita a “Dodès’ka-dèn” - che pone fine ad un’inattività quinquennale del geniale regista – un percorso travagliato e pieno d’ostacoli.
      Un piccolo miracolo, in fondo, la sua realizzazione, stante la crisi economica che ha investito il cinema nipponico dalla seconda metà degli anni ’60 in poi.
      Insieme a Ichikawa, Kinoshita e Kobayashi, Kurosawa, infatti, ha fondato una società (“la società dei quattro cavalieri”) che dovrebbe produrre i film dei suoi componenti e ha tratto la materia narrativa per questa straziante “favola” dei bassifondi da un volume di racconti di Shugoro Yamamoto.
      La rappresentazione della marginalità (declinata in tutte le sua molteplici forme) è l’evidente metafora per l’autore dell’incapacità del “boom economico” nipponico di assicurare benessere e prosperità alla gran parte della popolazione e l’esemplificazione dell’assurdità della vita umana stessa, caotica e casuale distributrice di ingiustizie e diseguaglianze.
      L’inebriante bellezza dell’opera, però, prescinde dalla sua pur stupefacente ricchezza tematica (come avviene spesso in Kurosawa ci sarebbe qui materiale per almeno altri dieci film) e risiede senza dubbio alcuno in un lirismo che evita con cura la pedissequa verosimiglianza al “reale” (a predominare è, semmai, il surrealismo iperrealista) e che trasfigura l’orrore d’una quotidianità avvilente nel simbolismo dei suoi personaggi, umani e profondi seppur irrimediabilmente segnati dal dolore.
      “Dodès’ka-dèn” è il primo film a colori di Kurosawa che dimostra di saperlo utilizzare con ineguagliabile maestria: cerca e trova corrispondenze fra le vicende dei protagonisti ed i colori preponderanti nei luoghi che essi frequentano manipolando la pellicola con filtri, diaframmi e sfocature particolari fino a giungere alla colorazione diretta di edifici, oggetti e strade.
      Ogni episodio, pertanto, ha una propria peculiarità cromatica che la distingue dagli altri.
      La sublime grazia figurativa, il montaggio dinamico, la complessità dei movimenti di più macchine da presa perfettamente in sincrono rendono il film un capolavoro ma, più di tutto, emerge con prepotenza l’umanesimo che lo permea e che costituisce per il suo autore l’unico possibile strumento di palingenesi.
      La vicenda dell’uomo tradito dalla moglie che ama “comunque” i cinque figli come fossero suoi, posta alla fine dell’opera, è un piccolo barlume di speranza nel radicale pessimismo kurosawaiano.
      Un film probabilmente troppo “poetico” che non ebbe grande fortuna al botteghino determinando il fallimento della casa di produzione (fu distribuito alla fine dalla Toho nella durata ridotta di 2 ore e 20 minuti) e il tentativo di suicidio di Kurosawa (fortunatamente fallito) che aveva messo nell’opera tutto se stesso.

      Omaggio ad Akira Kurosawa in occasione del centenario della sua nascita.

      Courtesy of Musicletter

    • Post di nicola (nick67)
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    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 24 Mar 2010

    • Tags cinema | Akira Kurosawa | dodes’ka-den
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    • Argomento della discussioneon air
    • WIRE - 154
      KATATONIA - night is the new day
      P.I.L. - metal box
      GREGOR SAMSA - rest
      NEUROSIS - times of grace
      COCTEAU TWINS - the BBC sessions
      SERENA - MANEESH - S-M 2: Abyss in B Minor
    • Post di (h)s.
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    • Ultimo commento di (h)s.
    • Ultima volta online 22 Mar 2010

    • Tags No Tags found
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    • Argomento della discussione"...the time you waste would still turn into memories..."
    • Dopo una pausa durata quasi quattro anni è uscito - nell'indifferenza generale, Regno Unito esluso - "Is there nothing we could do?", il nuovo lavoro di Damon Gough, meglio conosciuto come Badly Drawn Boy.
      Sebbene colonna sonora del film tv "The fattest man in Britain", andato in onda in Inghilterra e che inutilmente sto tentando di procurami, il disco può considerarsi a tutti gli effetti come il "ritorno" musicale di uno fra gli autori più sensibili e raffinati della sua generazione.
      Un lavoro completamente anomalo anche rispetto alla media dei prodotti assimilabili ad un certo cantautorato folk-pop di cui il nostro fa (o ha fatto) parte.
      Predominano, infatti, gli stacchi strumentali (e questo è persino ovvio trattandosi di una colonna sonora) e nelle ballate di cui è disseminato il disco è davvero esigua la presenza di incisi vocali: quando ci sono, le parole sono sussurate e calibrate.
      "Is there nothing we could do?" È dunque, tutto caratterizzato da un intimismo sincero quanto agrodolce, privo di fronzoli barocchi, da cui traspare una rassegnazione pacificata e serena di fronte alle sconfitte dell'esistenza.
      Le melodie cristalline - il ragazzo sarà pure disegnato male ma è sempre stato un compositore eccelso - sono impreziosite dalla presenza d'un quartetto d'archi che fornisce ai brani il sapore d'un vagito malinconico.
      I toni non si distaccano quasi mai, pertanto, da questo clima soffuso e lieve, fanno eccezione le ondulazioni da banda paesana di "Welcome me to your world" e la marcetta increspata di "Wider than a smile" che s'interseca efficacemente alla fine con il tema sonoro della bellissima title-track ("Is there nothing we could do?").
      Damon Gough è per sua stessa ammissione ormai lontano dai meccanismi spietati del mercato discografico: la sua assenza dalle scene musicali - i proventi dei pochi concerti fatti negli scorsi anni, ultimo tour compreso, sono regolarmente devoluti ad associazioni benfiche - è la dimostrazione d'un rifiuto radicale delle logiche mercantili che governano lo showbiz, corente con dichiarazioni inequivocabili fatte a suo tempo.
      Il lirismo di questo disco e la sua austera integrità sonora testimoniano, però, che le qualità dell'autore sono ancora vive, auspici - e chi vi scrive lo spera ardentemente - di future prove musicali altrettanto valide...e non troppo distanti nel tempo.
      Se c'è qualcosa a cui questo mondo non può rinuciare è la bellezza.
      Unica che possa tentare di cambiarlo...in meglio.
      A presto, allora, Damon...

      (...segue nei commenti...)
    • Post di nicola (nick67)
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    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 22 Mar 2010

    • Tags Daily Song | Brano Serale | Migliori dischi 2010 | Badly Drawn Boy
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    • Argomento della discussione10 motivi per non scrivere su icepink
    • Visto che Tiz è in maternità e non può scrivere post su se stessa, ci penso io a scriverne una su me stessa.
      10 motivi per non scrivere su icepink:


      • Sono stata assunta
        [*] Sto organizzando unfestivale sto - letteralmente - impazzendo
        [*] Non mi va di scaricarmi troppi dischi, preferisco poche ma buone serietv
        [*] Ho paura ad iniziare un post
        [*] Ho tanto lavoro da fare
        [*] Devo dare da mangiare alle mie galline di farmville
        [*] Devo andare dall'estetista
        [*] Devo fare liste
        [*] Sto facendo un corso per web video maker
        [*] Non ci sono scuse per non scrivere su icepink, basti 'sti social cosi e torniamo tutti nel salotto. Proprio tutti.
  • Post di brassy
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  • Ultimo commento di Pat
  • Ultima volta online 19 Mar 2010

  • Tags No Tags found
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    • Argomento della discussioneShow Open How Her
    • E pensare che questo stupidissimo programmino (Magix Music Maker) l’avevo scaricato per mio figlio tommaso. Lui ci smanetta quotidianamente e partorisce delle cose lontane anni luce dalla forma canzone:urla belluine frammiste a glockenspiel, chitarre grindcore che colano su groove hip hop...cose inimmaginabili.
      Allora mi sono detto: fai provare anche paparino! Così mi sono cimentato e preso dal trip di una sorta di cut-up burroughsiano ne è nata la canzoncina di cui vi metto il link di seguito. Ma, una volta esportata in mp3 si è presentato il problema di taggarla, così mi sono detto:come mi chiamo? Sapete quei nomi di band che abbiamo tutti segretamente nascosti negli anfratti più bui della nostra mente? Dai...non dite che anche voi non vi siete mai detti:”se metterò in piedi un gruppo lo chiamerò.....” ecco proprio quello! Il mio era “Show Open How Her” che preso letteralmente non significa una cippa....qualcosa del tipo “lo spettacolo aperto come lei”, ma se lo pronunciate tutto d’un fiato ecco comporsi il nome....beh questo giochino lo lascio a voi.
      Poi, il titolo. La prima parola anglofona che è affiorata alla coscienza: Lips. Così è stato.
      Boh....un po’ mi vergogno...ma chi se ne frega......” vendere o no non passa fra i miei rischi: non comprate i miei dischi e sputatemi addosso” (cit.)



      Show Open How Her - Lips
    • Post di meister
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    • Ultimo commento di lot
    • Ultima volta online 17 Mar 2010

    • Tags No Tags found
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    • Argomento della discussionenovità sullo scaffale
    • "La vocazione" di Cesare De Marchi



      La battaglia quotidiana con la precaretà dei sentimenti e dei desideri.
      La vocazione personale, come avesse vita propria, s'impone tuttavia, sempre.
      Forse un libro per chi pensa, a torto, di poter rovistare tra i meandri del proprio essere senza correre il rischio di essere travolti dalla verità che gli è propria.
      Per chi vorrebbe cantare le gesta di Luigi XII di Svezia, ma nel frattempo frigge patatine in un fast food.
    • Post di pascal
    • Commenti 6
    • Ultimo commento di dj nepo
    • Ultima volta online 14 Mar 2010

    • Tags libri | romanzi | scaffale | nuovi acquisti
    • Views 77
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