Hanno cominciato tutti a criticare i baustelle, cani e porci. Ci hanno preso tutto, forse non sanno che gli unici che possiamo farlo siamo noi. Quindi prometto che non mi esprimerò mai piu' su Ciccio, anzi, presento le mie pubbliche scuse per tutte le cattiverie che ho scritto su di lui: perché noi lo si fa con affetto e mai per partito preso. Almeno, io non ho mai provato invidia od odio, come la maggior parte di questi coglionazzi newindie che si vedono in giro. Maledetta internet, maledetti gli americani che l'hanno inventata ed esportata. Vorrei che tornassimo tutti nelle nostre camerette: e chi vuole un cd si fa il culo a trovarlo nei negozi di provincia, non se lo va a scaricare.
c/o LIVE MUSIC CLUB Via Mazzini 58 – Trezzo sull’Adda (MI)
Ingresso 10 euro (riduzione per gli iscritti a www.keepon.it che si presentano con il proprio profilo stampato)
Protagonisti i 100 Live Club del Circuito KeepOn riuniti per la prima volta in un Festival, le migliori agenzie di booking e le principali associazioni che organizzano festival in Italia. Un’occasione unica per tutte le band per conoscere di persona chi fa suonare davvero in Italia, e presentargli il proprio progetto musicale.
Domenica 12 settembre 2010 si terrà presso il LIVE MUSIC CLUB di Trezzo sull'Adda (Milano) un evento senza precedenti organizzato da KeepOn. Il primo Festival interamente dedicato al mondo della musica dal vivo, dove poter incontrare direttamente tutti gli operatori del settore: cento live club, associazioni che organizzano live, live radio e le migliori agenzie di booking.
Oltre ad essere una giornata ricca di musica dal vivo (presto sarà annunciato il programma ufficiale), il Festival sarà un’opportunità unica per tutti i musicisti per incontrare di persona i direttori artistici dei migliori live club d'Italia, i responsabili delle principali agenzie di booking ed un gran numero di organizzatori di festival musicali e presentargli il proprio progetto musicale.
perso nell'indolenza, nelle chitarre e nei social network, quasi mi scordavo di parlare di Jonsi live al'Auditorium, in Cavea. Go mi è piuttosto piaciuto, ma diciamo che, lungo la strada avevo più dubbi e curiosità che certezze: alla fine il modello "zufoletti flautini e chincaglieria" stile ultimi Sigur Ros mi piace ma dopo un po' mi perplime un pochetto, e l'affetto e lo slancio emotivo per dischi come "agaetis biryun" e "()" non riesco a riversarlo in tutte queste altre cose che pure mi piacciono. devo dire che mi sono dovuto ricredere. anzitutto perchè la band che accompagna Jonsi è poco meno che formidabile: non posso esimermi dal lodare gli strumentisti (che non ho identificato: chissà se c'era il compagno Alex Somers) per l'abilità nel passare da uno strumento all'altro e per la compattezza dell'impianto sonoro, che anche nei momenti meno "consistenti" (zufolerie e toypianismi vari) conserva un impatto notevole e soprattutto non posso evitare di menzionare un batterista pazzesco, vestito di frange e che da solo ricrea tutto l'universo percussivo presente in Go. grande, grandissimo live. anzitutto per una massiccia presenza di inediti (ne ho contati 5 o 6), alcuni decisamente introspettivi (ad esempio il pezzo d'apertura, una nudità per chitarra e quella voce, quella voce che sembra ancora, dopo anni, irreale); altri, come il primo (splendido) bis, sulla scia delle tracce più ritmate e percussive di Go. e, soprattutto per le magnifiche ed oniriche atmosfere create (anche con l'aiuto di splendidi visuals) che, nel bis finale di Grow Till Tall, si dilatano a tal punto da sfiorare la band madre e portare il pubblico, non numerosissimo per la verità, in uno stato di trance collettiva. un artista giunto molto avanti sulla strada per la costruzione di una compiuta identità come solista. identità che, ahinoi, presto metterà a rischio, a mio parere, anche l'universo Sigur Ros. vedremo. nel frattempo, promosso.
tutto molto figo. non tutta la musica è nelle mie corde, ovviamente (del resto mi conoscete) ma, alla seconda serata, ieri, i Julian Mente ci hanno fatto del male. scarti chitarristici Tooliani, un cantante posseduto e scalzo che sembra un Perry Farrell in erba (molta erba, penso, a giudicare dai testi), sciamanismi ed ipnotismi che sfociano in rombanti assalti grunge della prima ora (Soundgarden era SST, per dire). non ho ancora sentito i pezzi del myspace ma mi hanno detto che quella è roba vecchia e che il set di ieri è fatto quasi solo di roba di prossima registrazione. gente tipo JP? enjoy.
Ratzi La vita è un supplizio Segnato dal vizio Che si concluderà Il giorno del giudizio Nel rivelarsi Della parola Ratzi com’è umano Lei Sempre sul balcone là A pontificar
Ratzi Ho visto quel tizio Su Striscia la Notizia Sembrava così Un po’ cardinalizio Stendeva le mani Sopra un novizio Ratzi com’è umano Lei Sed errare humanum est Chi non può sbagliar?
Questi paparazzi Quanto frugano Quanto frugano Tutto questo andazzo Per l’intimità Di qualche nullità
Ratzi, Ratzi Razza-zazza-zà
La tolleranza È una piaga, una devianza Solo il dogma È la verità
Ratzi Il segno del divino Sta impresso su un lino E sopra i souvenir Del Duomo di Torino Appare nei video Sul torpedone Ratzi com’è umano Lei Quel segno delle stimmate Non si può scordar
Stando qui in ginocchio Io mi salverò Grazie alla Sua Grazia Ratzi com’è umano Lei
Ratzi, Ratzi Razza-zazza-zà
Hey Kemosabe Ci ho creduto alle tue fiabe Ma ero molto piccolo Fottiti
i negozi di roba per bambini sono dei posti veramente malefici. entri per prendere un bavaglino e esci con altri 5 prodotti. ad es. emi ha voluto prendere lo scaccia zanzare a ultrasuoni. ma come, penso io, di solito ci si informa bene tipo x un paio di mesi su cosa come conseguenze miglior prezzo, e invece così damblé compri quello marchiato "chicco"? la signora alla cassa lo porta appeso al collo, insieme alle catenine e ai ciondoli coi cristalli. e non è mica tanto bello, mi ricorda uno di quegli aggeggi col rosario meccanico (meccanico?) ma mi viene in mente solo ora. lì per lì pensavo fosse tipo un cerca persone, uno di quelle cose salvalavita beghelli e che magari avesse il suo piccolino in magazzino o robe così. invece poi mi accorgo che stanno parlando proprio di quello "se lo tengo al collo per bagnare le piante - ci spiega, catturando finalmente la mia attenzione - sulle caviglie arrivano lo stesso, se lo metto sulla vita allora no" ok, prendiamo quello a 3 uscite. in macchina dico a emi che io una roba così non me la terrei proprio attaccata addosso, "ma infatti quelli sarebbero da passeggino" ah. com'è che lui è sempre così informato? nel deplinino sempre chicco "per proteggere il nostro bambino" faccio un'altra notevole scoperta: si sono inventati una specie di berrettino imbottito che fa da casco antiurti "per riparare la tenera testolina nei primi tentativi di gattonamento". che ideona! ma infatti invece di mettere paracolpi e coprispigoli in tutta la casa perché non ricoprire semplicemente il bambino di roba antiurto? come l'uomo con le ossa di vetro di amelie! poi certo quel giorno che gli togli l'armatura lui è spacciato, ma avrà già diciott'anni e saranno cavoli suoi. no? mah! io spero che sta roba non se la compri nessuno, invece un altro oggetto inquietante è il guinzaglietto per bambini, ma quello so che esiste, perché tra le cose che la mia vicina mi dice a ripetizione è che "l'americana" (una tizia da cui va a fare pulizie, e ne è molto fiera perché "è una manager!") ce l'ha e è utilissimo e di sicuro anch'io lo prenderò, "sì sì vedremo" le dico io, che è la risposta standard anche per gli altri amichevoli suggerimenti. il guinzaglietto so che pure mia madre ce l'aveva (probabilmente regalato e fortunatamente ha avuto il buon senso di non usarlo) ma era l'inizio degli anni 70! e io speravo che certe cose si fossero estinte insieme alle tovaglie sintetiche.
Eh si, mentre risintonizzavo il digitale terrestre, mi sono imbattuto in un jingle di Lifegate Radio dove dicevano di festeggiare il trentennale del concerto di Bob Marley a Milano. Quei 100.000 per una sera hanno lasciato questa terra e sono andati in un altro posto per un paio di ore. Purtroppo gli 80 portarono oltre alla morte dell'immenso BOB e a svariate stragi mai risolte, anche molti nani e briatori.... Spero vivamente che ad un bambino di 10 anni di oggi possa accadere di ascoltare uno che ha illuminato l'umanità come BOB fece 30 anni fa per radio..... Mi sveglio sono sudato e molto triste: C'e' la De Filippi e la sera Costanzo che commenta i mondiali..... Che Dio ve furmini!!!!! P.S. Io intanto ascolto BOB, ripenso al bel viaggio ai Caraibi di qualche anno fa e la metto in culo a Voi schiavi dell'immaterialismo superfluo e consumista costretti come me a schiaveggiare per vivere.
COCTEAU TWINS - lullabis to violaine DEAD GUITARS - airplanes PARADISE LOST - faith divides us death unites us NACHTMYSTIUM - addicts: black meddle part 2 CRESCENT - by the roads and the fields ALCEST -ecailles de la lune LES DISCRETS - septembre et ses dernier pensees DISCO INFERNO - in debt
hi. mi inserisco anche io nel quadro "novità", comunicando che da ieri sono ufficialmente schiavo di una banca per qualche decina di anni, ma padrone di un piccolo appartamento, che presto dividerò con la mia dolce metà. che dire? mi sento un po' in una bolla, sodomizzato ma felice e, soprattutto, consapevole che saper scommettere su se stessi con cervello e raziocinio è qualcosa di proprio dell'essere divenuti (non anagraficamente) adulti. certo, come dice il notaio, "l'anno della scadenza non te lo dico, perchè sennò ti metti paura" ma, che volete farci. è il mondo dei grandi questo. detto ciò, beviamo.
L’esperienza di un concerto sentito ed aspettato è una cosa a parte. Fuori c’è la quotidianità, la vita reale, la necessità di essere forti ed andare avanti, come se nulla fosse. Davanti al palcoscenico, anche se sei da sola e non hai nessuno con cui parlare, nessuno a cui sorridere, nessuno a cui poter mostrare una maglietta, puoi fremere, emozionarti e sognare.
Puoi perderti nella musica trascinante di “piccolo oggetto/a”e “acque sicure”, urlare di gioia alle prime note de “la verità sul tennis” (Nepo, se non mi avessero colto impreparata ti avrei chiamato!), provare affetto, commozione, dolcezza o persino imbarazzo, durante “la risposta”.
Certo, anche lì non manca l’occasione di sentirsi un’idiota: per esempio quando riesci solo a chiedere un autografo, cercando di trattenere qualcosa di quegli ultimi attimi, ma vorresti in realtà buttarti al collo di Simone ed esprimere con un abbraccio il ringraziamento che meritano lui e tutti i Virginiana Miller
"Tutti i cani sono figli di puttani" il secondo disco degli Hiroscimmia, la band materana capitanata e prodotta da Antonio Andrisani. Gli altri componenti sono Peppino Pappone nevrotico De Florio autore di tutte le musiche, Franco Campagna il cantante più stonato di Matera e con la partecipazione di Leonado Centola, assassino di computers.
Ospiti graditi: Giuseppe Paradiso che canta in due canzoni e parla in altri brani, Nicola De Ruggieri e Pino Oliva componenti dei Vastax. Il primo remixa "E mi pareva strano" mitica canzone di Franchi e Ingrassia e il secondo propone una covere di "Ha paura dei cani", brano del repertorio dei Vastax. Altri ospiti Tina Lamacchia, Mattia Andrisani. Il disco è un viaggio vertiginoso di 75 minuti nella musica pop ed è un concept album dedicato ai cani. Grazie agli Hiroscimmia, anche quest'anno il mondo della musica è salvo!!!! Di seguito i due (!) links per poter scaricare le 41 canzoni File will be stored for: 7 days